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Sessualità dono di Dio

(di padre Andrea Gasparino)

La sessualità

Affonda le sue radici nella socialita’ dell’amore. Dio ha messo nelle profondità dell’essere umano delle spinte profonde di comunione.

La religiosità è una di queste spinte profonde di comunione: porta l’uomo alla ricerca di Dio, fino alla comunione con lui.

La socialità è un’altra di queste spinte profonde di comunione con i fratelli. “ Se si spegnesse nell’uomo il desiderio di dialogare con gli altri, si realizzarebbe uno dei segnali più funesti della sua disgregazione psichica.”.

La sessualità è un’altra tendenza che porta l’uomo verso una comunione profondissima con un “tu” particolare.

La sessualitaà dunque è una forza voluta da Dio per il bene dell’uomo, per la sua maturazione a una comunione profonda, per portare a termine un progetto di Dio.

Non è una forza cieca, è una tensione accesa da Dio, voluta da Dio, consegnata in uno suo sapiente progetto di amore per l’uomo.

“Sullo stelo della sessualità deve sbocciare l’amore .” è questo l’intento di Dio.

Questa forza che spinge l’uomo verso un “tu” particolare è un dono, è dono sapiente di Dio, non è forza disordinata e cattiva, perciò va accolta, va difesa, va aiutata, va purificata, fino a giungere a cambiarla in autentico amore.

Anche l’animale ha l’istinto sessuale.
Che differenza c’è tra la sessualità dell’uomo e quella dell’animale? Anche l’animale ha un corpo, ha degli istinti, ha un suo mondo affettivo. Ma l’animale non ha scelte. Non ha facoltà di scegliere. Solo l’uomo sceglie. Qui sta la grandezza dell’uomo.

L’uomo ha il potere di dirigere il suo istinto sessuale e di disciplinarlo.
L’uomo ha il potere di razionalizzare e finalizzare l’istinto.
L’uomo ha il potere di utilizzare l’istinto per orientarlo all’amore.

Quando l’istinto sessuale è cieco siamo precipitati nell’ambito animalesco dell’uomo; l’uomo si degrada e decompone la sua dignità.

Il peccato sessuale consiste nel separare la sessualità dall’amore.
L’uomo viene convogliato sulla strada dell’egoismo che lo impoverisce e talvolta anche lo abbrutisce
” (G:Bosticcio).