Sessualità
dono di Dio
(di
padre Andrea Gasparino)
Formarsi
alla libertà
Finchè
sei schiavo di te stesso
non sei preparato ad amare.
Finchè predominano in te la volgarità,
i bassi istinti, la sensualità, tu sei immaturo
all’amore.
Finchè in casa tua non comandi,
tu non sei capace di amare.
Sono verità dolorose che bisogna ribadire finchè
sei in tempo.
Gesù Cristo è esigente con la tua formazione
all’amore, perciò è esigente con la tua formazione
alla libertà interiore.
E’ alla scuola di Cristo che si coltiva la libertà
interiore profonda. Gesù Cristo non fa complimenti.
1.
Parte dal cuore, dal pensiero, dal più profondo
dell’uomo, è lì che insegna a ingaggiare la
prima battaglia della tua libertà.
“Avete
inteso che fu detto: non commettere adulterio.
Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla
ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”
(Mt. 5,27).
Il
tradimento della sensualità ha una genesi lontana:
non comincia dagli atti, comincia dai pensieri, dal cuore.
Gli
atti sono l’ultimo pantano della sensualità: il
primo piede in fallo è sempre nella zona dei pensieri.
E’
lì la prima libertà da conquistare: l’autodominio
del pensiero.
Cristo l’ha spiegato diffusamente: “Ciò che esce
dall’uomo, questo si contamina l’uomo. Dal cuore degli uomini
escono le intenzioni cattive: protituzione, adulteri, cupidigie,
malvagità, impudicizie…” (Mc. 7,20s).
La
prima roccaforte da conquistare per la libertà è
la pulizia dei pensieri. Piaccia o non piaccia, questo è
l’insegnamento di Cristo; chi è sporco nei pensieri
non è un uomo libero.
E l’uomo che non è libero è immaturo all’amore:
cercherà sempre e soprattutto se stesso.
2.
Gesù Cristo condanna la sensualità quando
imprigiona la libertà dell’uomo.
Ecco come parla la Scrittura:
“Non
illudetevi: né immorali, né idolatri, né
adulteri, né effeminati, né sodomiti
erediteranno il regno.” (1 Cor. 6,9s).
“Quando
alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia,
neppure se ne parli tra di voi, come si addice ai santi”
(Ef. 5,3).
“Questa
è la volontà di Dio, la vostra santificazione:
che vi asteniate dalla impudicizia, che ciascuno sappia
mantenere il proprio corpo con santità e rispetto,
non come oggetto di passioni e libidine, come i pagani che
non conoscono Dio; che nessuno offenda e inganni in questa
materia il proprio fratello” (1 Ts 4,3-6).
E’
ora di svergognare certi lassismi che serpeggiano anche
tra i cristiani. “Neppure se ne parli”. Ammonisce Paolo
ai primi cristiani. Il cristianesimo non scende a patti
con l’impurità, e neppure con i compromessi del lassismo
sessuale.
Oggi
si è diventati tanto deboli che si accarezzano anche
le passioni, ma il pensiero di Dio è chiaro a riguardo
del vizio impuro.
“Le
opere della carne sono bene note: fornicazione, impurità,
libertinaggio… circa queste cose vi preavviso, come già
ho detto, che chi le compie non erediterà il regno”
(Gal 5,19-21).
La
vita dell’uomo deve spaziare in orizzonti diversi, Dio ha
dettato con chiarezza il cammino per l’uomo ragionevole.
“Il
corpo non è per l’impudicizia, ma per il Signore,
e il Signore è per il corpo. Non sapete che siete
tempio dello Spirito e che non appartenete a voi stessi?”
(1 Cor 6,13).
3.
Perciò Gesù Cristo dice no alla masturbazione
quand’è colpevole, volontaria, cosciente, perché
lede profondamente la tua libertà.
Chi
slitta in questa abitudine sensuale non è più
libero, non è più uomo; comincia in lui un
processo verso l’animalesco.
La masturbazione, anche la poscologia lo conferma,
- è lesiva della personalità
- è un ripiegamento egoistico,
- è una deturpazione della natura,
- è un segno grave di immaturità.
L’impurità
è droga, è una devastazione grave alla tua
libertà.
Tu
operi secondo quello che sei, tu pensi secondo quello che
sei, tu parli secondo quello che sei.
L’istante
in cui diventi zimbello della sensualità non sei
più libero nell’operare, nel pensare, nel parlare.
La
masturbazione si vince.
La schiettezza è la prima arma. Sii schietto con
te stesso, poi apriti a un sacerdote, e chiedigli di insegnarti
a lottare.
Chi lotta con metodo e intelligenza, chi lotta usando la
preghiera, anche in pochi mesi può uscire da questa
abitudine detestabile.
La
masturbazione è droga. La droga si debella, se vuoi
debellarla.
E’
urgente cominciare subito, perché la masturbazione
è diseducazione all’amore, e ti crea una psicologia
egoistica che ti rende inetto ad amare; è droga che
“ti fa evadere dalla realtà e ti butta in uno squallido
mondo di degradante egoismo”.
Non
stravolgere il piano di Dio!
Così
parla la Chiesa sulla masturbazione:
“La
masturbazione, costituisce un grave disordine morale principalmente
perché fa uso della facoltà sessuale in un
modo che contraddice essenzialmente la sua finalità,
non essendo a servizio dell’amore e della vita secondo il
disegno di Dio” (S.C: pr l’Educ. Catt., Orientamenti
educativi sull’amore umano, n. 98).
“la
masturbazione è un atto intrisecamente e gravemente
disordinato”
“In
generale l’assenza di grave responsabilità non deve
essere presunta; ciò significherebbe misconoscere
la capacità morale delle persone” (S.C. per
la Dottrina
della fede, Dichiarazione circa alcune questioni di etica
sessuale, n. 9).