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Sessualità dono di Dio

(di padre Andrea Gasparino)

Formarsi al sacro

E’ questo che manca di più nell’etica sessuale. Quando si pensa che Dio ha legato all’atto sessuale il miracolo della trasmissione della vita si può prendere alla leggera il problema sessuale?

E’ questo che i cristiani devono urlare ai quattro venti: chi profana la sessualità compie un delitto! Perché la sessualità l’ha voluta Dio, l’ha coordinata con tutto l’essere dell’uomo, l’ha legata al fisico, alla psiche, al mondo affettivo, l’ha innestata cioè alle ricchezze più profonde dell’essere.

Nel progetto di Dio l’essere umano è un miracolo di sapienza, e la sessualità è uno degli aspetti più nobili dell’uomo.
Ed è tanto nobile davanti a Dio che Dio l’ha voluta come strumento per la trasmisione della vita umana.

Si, bisgona insegnare ai giovani che l’atto sessuale è un atto sacro perché l’ha fatto sacro. Guai a coprirlo di volgarità.

Nella spiritualità indù, gli sposi sono invitati a compiere l’atto coniugale come un rito sacro, nella preparazione spirituale, nella preghiera.
E’ questo da inculcare ai giovani oggi: se Dio stima così l’atto sessuale perché si ha il coraggio di profanarlo? Perché lo si fa oggetto di sfuttametno e di egoismo? Perché lo si sporca di volgarità?

Gli sposi cristiani devono farsi una coscienza nuova. Ai giovani bisogna insegnare che è vietato compiere l’atto sessuale nella leggerezza, cambiandolo in gioco, o peggio in un egoismo.

L’atto sessuale gli sposi veramente cristiani lo compiono nella preghiera. Lo compiono dopo essersi purificati dagli egoismi; lo compiono come espressione di amore a Dio, al coniuge e ai figli.

Si, è un atto di amore a Dio! Quando si pensa ai sacrifici che comporterà l’offrire una vita nuova a Dio, quando si pensa ai problemi che comporterà l’offrire a Dio una creatura nuova, come lo si osa fare se non per a more a Dio?

E’ una mentalità che deve maturare nei giovani cristiani.

Vista in questa luce la sessualità diventa esigente, diventa meta di coraggo, diventa bellezza, diventa santità.

E’ per questo che la Chiesa ha sentito il bisogno di lanciare un documento specifico sulla sessualità (“Orientamenti educativi sull’amore umano”) dove è detto con chiarezza e solennità (anche se troppi imbecilli non l’hanno capito) che “compito della catechesi è illustrare i valori positivi della sessualità”.

E’ proprio in questo doumento che si lamenta l’assurdità di fare della preparazione al matrimonio una catechesi “occasionale”. No! Insegna la Chiesa: il fidanzamento va vissuto come un itinerario di fede, un catacumenato; dice: “Questa catechesi deve essere convenientemente continuata così da diventare un vero e proprio catecumenato.”