Sessualità
alienante o creatrice
(di
padre Daniel Ange)
Testimoni
che contestano il mondo perchè affermano il Regno
Adolescenza e giovinezza costituiscono
le età delle decisive esperienze della vita. Buttati,
allora, in questa esperienza esaltante fra mille, e che
si chiama padronanza di sé, purezza e, quindi, libertà.
Ne sei capace. Sei più grande di quanto non pensi.
Moltissimi
fanno tale esperienza, e ne sono fieri e felici. La loro
gioia è, in un certo senso, comunicativa, il loro
volto irradia una luce che non inganna. Costoro rendono
testimonianza al loro Signore con un gesto tra i più
forti che si possano compiere, ossia sottraendosi alle provocazioni
dell'impurità, a qualsiasi prezzo.
Si
parla molto di fanciulli che si prostituiscono (voglio dire
di fanciulli forzati a prostituirsi !), di giovani che vanno
a letto assieme. Ma chi parla di quei giovani, ben più
numerosi di quanto si pensi, che hanno il coraggio di "andare
contro corrente"? Sono ragazzi e ragazze straordinariamente
liberi.
Infatti,
saper dire semplicemente: "Non vengo a
letto con te perché ti amo troppo per fare questo",
richiede, nel nostro mondo occidentale, sempre più
erotizzato, una libertà interiore, un coraggio, un
eroismo veramente straordinari.
Questi
giovani hanno una purezza che non può essere se non
un dono di Dio.
Myriam,
giovinetta di quattordici anni, mi scrive: "Non
voglio affatto avere rapporti sessuali con un ragazzo o
altri! L'amore è cosa troppo sacra per distruggerla
quando si è giovani! Conosco un ragazzo cui voglio
bene, ma non l'amo alla maniera di molti giovani d'oggi,
che deformano completamente il significato della parola
"amare", che escono insieme oggi per poi lasciarsi
dopo due giorni. lo uscirò solamente con quel ragazzo
che sposerò. Il matrimonio, per me, è una
cosa eterna: è la mia vita, la mia felicità,
che dipendono dalla scelta che farò. Vedi, non voglio
legarmi a quel ragazzo solo perché è bello
o intelligente. Ciò che conta per me è il
cuore. E mi sono legata al ragazzo che sai perché
ho amato il suo cuore".
Oggi
come oggi, purezza e non violenza costituiscono due fra
le più forti contestazioni d'un mondo chiuso in se
stesso e condannato, per questo fatto, all'asfissia spirituale.
Mi
ritornano alla memoria quei giovani croati che, durante
il Congresso Eucaristico di Lourdes, ci parlavano dell'usanza,
diffusa fra i giovani cristiani del loro paese, di promettersi
reciproco rispetto.
Conosco
ragazzi che, nel loro collegio, si fanno "pestare"
perché non vogliono essere strumento di piacere.
Non ho timore d'affermare che sono piccoli eroi, santi in
erba, già preparati a persecuzioni più gravi.Sono
paragonabili a Maria Goretti, uccisa a dodici anni per essersi
opposta a un gesto infame, o a quei giovani Baganda bruciati
vivi per non essersi piegati alle voglie del loro re pederasta.
Ma per trovarne la forza, raggiungevano di notte, dopo ore
di cammino, partendo dal palazzo del re, la missione di
Narakulongo per ricevere l'eucaristia.