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Sessualità alienante o creatrice

(di padre Daniel Ange)

Una profonda incrinatura


Spesso lo scatenamento della sessualità rende impossibile l'amore. Assistiamo a una tragica dissociazione fra attrazione sessuale e trasmissione della vita, fra amore e fecondità, godimento e gioia, sesso e persona.

Ne abbiamo una prova, certo in negativo, ma non per questo meno impressionante, nello stretto rapporto intercorrente fra violenza e sessualità. Sadismo, masochismo, tortura, sono tutti fenomeni con connotazioni sessuali. Da portatrice di vita umana, la sessualità diventa portatrice della morte dell'uomo! Spesso si vedono persone immerse in una vita di perversione sessuale che finiscono con il suicidio.

Anche nella masturbazione, apparentemente innocente, innocua, s'annida una sorta di disperazione perché, in ultima istanza, vi si ricerca un impossibile amore, e ne emerge l'impossibilità di amare se stessi.

Ne risulta un'evidente dissociazione fra carne e cuore, un gioco pericoloso per l'equilibrio della persona (come giocare con un'arma da fuoco: se ne possono riportare mutilazioni per tutta la vita!).

E mai possibile descrivere la tragica frustrazione spirituale d'un rapporto sessuale ridotto a una relazione puramente fisiologica? In questo modo il rapporto diventa sempre meno personale, e sempre più estraneo al nostro essere profondo, sempre più alienante. Dando il proprio corpo così come capita, si blocca la possibilità d'un rapporto d'unicità con qualcuno che sia amato come unico al mondo.

Chi dà il proprio corpo a chiunque e nel modo che gli detta la passione, rivela in se stesso un'impotenza d'amare. Senza il senso della fedeltà e della durata, senza un amore dato e ricevuto, nasce nel profondo del cuore una sorda disperazione.

Proprio ciò che sembra dare completezza al corpo, di fatto inibisce e intorpidisce lo spirito. Il rapporto sessuale, se tagliato fuori dalla persona da amare, separato dall'amore che bisogna esprimere, dalla vita che si deve trasmettere, si rivolge contro il tuo cuore, colpendolo violentemente a morte.

Non ti senti, infatti, privo di vita se la tua sete d'amore non ha trovato risposta? Di qui le spaventose corrispondenze fra lo spirito d'impurità e lo spirito di morte! Una sessualità pervertita e distruttrice.


Il piacere si cambia in odio, lo stupro diventa assassinio, l'istinto di conservazione si confonde con la pulsione della morte. Com'è possibile negare che lo scatenamento sessuale corrompa l'amore, e che amare significhi vivere, e vivere donarsi?