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Sessualità alienante o creatrice

(di padre Daniel Ange)

Coinvolto con tutto te stesso


Dobbiamo, innanzitutto, denunciare un comunissimo errore che consiste nel confondere sessualità e funzione genitale. Quest'ultima implica l'aspetto, per così dire, animale della trasmissione della vita, mentre la sessualità coinvolge l'essere nella sua totalità.

Mai un rapporto sessuale potrà ridursi a un atto "neutro". Non lo si può separare dall'anima.

Tutta la persona vi è coinvolta .

E questo perché il tuo corpo, come abbiamo già detto, non è un carcere o un involucro intercambiabile o un accessorio, e nemmeno uno strumento di lavoro o di piacere.

Nessuno scambio fisico può avere luogo senza che la tua anima ne sia investita, appunto perché il corpo è la manifestazione dell'anima, è te stesso. E l'anima del tuo compagno o della tua compagna ne rimane coinvolta. La qual cosa rivela tanto la gravità quanto la grandezza dell'atto, facendo vibrare remotissime corde nella profondità dell'essere.

Ne vuoi una prova?

Osserva fino a che punto possa traumatizzare la violenza carnale, soprattutto su un fanciullo. Può lasciare dietro a sé lesioni per tutta la vita, ferite tali che possono essere guarite solo dal Signore. Chiamo a testimoni di queste terribili devastazioni, sia spirituali che psicologiche, medici e sacerdoti che raccolgono certe confidenze. Si rimane atterriti dalle proporzioni raggiunte dallo sfruttamento sessuale dei fanciulli.

In questi casi capiamo veramente fino a che punto la persona sia immediatamente coinvolta nella sua identità più profonda, e non solo nella sua libertà.

Spesso si sente ripetere: "Non farti problemi, è come bere un bicchiere d'acqua". Ah sì? Costringere un fanciullo a bere un bicchiere d'acqua significa rovinarlo per tutta la vita? Un briciolo di buon senso ci dice che si tratta di ben altra cosa!

Dovremmo inoltre riflettere su un fatto straordinario cui non prestiamo mai attenzione, tanto abbiamo fatto il callo alle cose più straordinarie: ed è che lo sperma porta con se noi stessi, la nostra anima. Sarei tentato di affermare che vi si profila già il volto dell'eventuale bambino di cui noi potremmo essere i creatori assieme a Dio. Non si tratta, quindi, di un materiale neutro ma di una sostanza già animata!

E allora anche gli organi sessuali, alla stessa stregua del volto, dello sguardo, degli occhi che trasmettono qualcosa di noi stessi, costituiscono, e giustamente, le membra più preziose in quanto sono capaci di trasmettere ciò che noi siamo.
Non esiste un fatto più fantastico, dato che ci permette di entrare nell'ordine stesso della creazione..

Non si può, quindi, giocare con la propria sessualità come non si gioca coi propri occhi e, soprattutto, con la propria anima. Specialmente se pensiamo che entra in gioco una partecipazione al soffio vitale di Dio.