O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te!

 

 

Gli effetti del peccato impuro sull'anima

Il digiuno e la mortificazione dei sensi

Esame di coscienza particolare

La Riconciliazione

 

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Esame di coscienza particolare

II. ITINERARI DI ESAME PARTICOLARE SUGLI OSTACOLI DA SUPERARE

 

13 - SENSUALITÀ'

II sensuale non reagendo, come dovrebbe agli istinti sregolati della natura, fa del piacere sensibile, lo scopo della vita.
Così ragione e libertà diventano serve dell'istinto.
La vita spirituale ne è mortificata, e, finalmente, uccisa.
Lo asserisce lo Spirito Santo stesso: I sensi e i pensieri, del cuore umano sono inclinati al male, sin dall'adolescenza (Prov. 30, 19).
Gesù aggiunge: Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole (Mc., 14, 38).
E S. Paolo: L'uomo animale non capisce le cose dello Spirito di Dio... (I. Cor, 2, 14).
S. Teresa: Vita sensuale e orazione, non vanno d'accordo. Alla quale osservazione e da aggiungere l'altra di S. G. B. De La Salle: Tra una carne immortificata e l'impurità, l'alleanza è inevitabile.
L'" Imit. di G. C. " dice chiaramente : Quelli che seguono gli impulsi dei sensi, macchiano la coscienza, e perdono la grazia di Dio (I Imit.., 1, 5).

GUIDA PER IL I. ESERCIZIO.

- Ho mancato alla modestia dentro casa? Ovvero ho guardato dalle finestre?
— Ho fatto qualche intemperanza nel mangiare o nel bere?
— Ho mancato di riservatezza, toccando fosse pure per scherzo. Fratelli, alunni...?
— Ho fatto letture morbose, o dato sguardi che hanno turbato l'anima mia?
— Quante volte ho pensato alla santità che deve avere il mio corpo, come tempio di Dio, destinato alla gloria del Cielo? (Minimo di volte da fissare).

II. ESERCIZIO.

— Ho preso positure troppo comode o molli?
— Ho lasciato troppa libertà ai miei occhi, specialmente fuori di casa?
— Ho respinto risolutamente i sentimenti di simpatia particolare, per Fratelli, alunni, altre persone?
— Nelle mie pene intime, ho ricordato la santa presenza di Dio?
— Quante volte mi sono abbandonalo alla tristezza, invece di pregare di più, o distrarmi con qualche buon pensiero?
— Mi sono addormentato nella preghiera, raccomandandomi a Gesù, Maria, Giuseppe, e all'Angelo Custode?

III. ESERCIZIO.

— Ho perduto del tempo, oggi, in ozio, o in occupazioni frivole?
— Nei lavori e negli studi, ho seguito il mio umore, invece del dovere?
— Mi sono lamentato per qualche leggero malessere o incomodo?
— Ho reagito contro l'apatia o la stanchezza, nella vita spirituale?
— Ho fatto gli atti di contrizione e le penitenze che avevo stabilito, per riparare i miei peccati di sensualità? (Minimo).

ASPIRAZIONI:

Cuore di Gesù, vittima di carità, fate che io sia per Voi, ostia viva, santa e accetta a Dio! (300 g. per le persone consacrate a Dio).
— Domine, confige timore tuo carnes meas. S. 118, 120: Trafiggete, o Signore, col vostro timore le mie carni.
— Signore, rinunzio alla mia volontà e a tutti i piaceri che potrei prendere nell'uso dei miei sensi; mi rassegno tutto a Voi, per soffrire, oggi, tutto quello che Voi volete. S. G. DE LA SALLE;
— A Voi, Vergine Madre, che non foste tocca da neo alcuno di colpa, né attuale, né originale, io raccomando e affido la purità del mio cuore! (300 g.; plen. mens.).

14 RICERCA DEL BENESSERE - VITA COMODA

Avvisi preziosi.
I sensi e i pensieri del cuore umano sono inclinati al male, sin dall'adolescenza (Prov., 30, 19).
S. Paolo: Conducetevi secondo lo spirito e non soddisfate ai desideri della carne (Gal., 5, 16).
S. Giacomo ; Ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo alletta (Giac., 1, 14).
S. Ambrogio: Chi non ha imparato a domare le sue concupiscenze, è come un cavallo selvaggio: si tira, si trascina, si getta a terra... (Lib. 3 de Virginit).
S. Teresa: Vita sensuale e orazione, non vanno d'accordo. L'Imitazione di G. C. ; Quelli che seguono gl'impulsi dei sensi, macchiano la coscienza, e perdono la grazia di Dio (1 Imit,, 1, 5).

ESERCIZIO

— Sono stato pigro all'alzata?
— Ho preso un contegno troppo comodo, a sedere, in ginocchio, in piedi...? (Mancanze).
—Mi sono lamentato, per immortificazione, del cibo, del tempo, di qualche leggero malessere?
— Ho trascurato od omesso qualche mio dovere, perché fastidioso?
— Ho prolungato oltre il necessario, il sonno, il riposo, il bagno, il gioco...?
— Mi sono imposto un piccolo sacrificio a ogni pasto? (Vittorie riportate).
— Quante volte ho ripetuto la giaculatoria indulgenziata : " Cuore di Gesù, fate che io sia per Voi, ostia viva. santa e accetta a Dio "? (Fissare un minimo di volte).

15 — GOLOSITÀ'

I Santi e gli autori ascetici sono d'accordo nel considerare la mortificazione della gola, come l'abc della vita spirituale.
Siate sobri e vegliate, perché il diavolo vostro avversario, vi gira intorno come un leone ruggente (1 Petr., 5. 8),
Non inebriatevi nel vino, nel quale è lussuria; ma siate ripieni di Spirito Santo (Ef., 5, 18).
Reprimi la gola e facilmente terrai a freno ogni altra inclinazione della carne (I Imit., 19, 4).
Accade spesso che ci mettiamo a tavola unicamente per sostenere le forze del nostro corpo, e che ne usciamo, dopo aver sacrificato qualche cosa alla sensualità (S. Greg. 1. ult. e. vit).
Gli eccessi della tavola illanguidiscono la vivacità dell'intelligenza e deprimono la facoltà dello spirito (Ambros.: Serm. de Jejun. 40).
La sobrietà è amica della verginità e nemica della lussuria; mentre l'intemperanza fugge la castità e accompagna la vita scostumata (Isidor. lb. 1 de S. Bon).

I. ESERCIZIO. .

—Ho mangiato eccessivamente, o con avidità?
— Ho preso qualcosa, fuori dei pasti comuni, senza necessità e permesso?
— Ho parlato, o mi solo lamentato del cibo o della bevanda?
— Ho mancato a qualche prescrizione della santa regola, relativa ai pasti?
— Ho fatto qualche riflessione sui mali fisici e morali, provocati dall'intemperanza?

II. ESERCIZIO.

— Ho colto, senza permesso, i frutti all'orto, per me o per altri?
— Ho ricevuto o conservo cibi o bevande, senza permesso?
— Sono stato temperante nell'uso delle bevande alcooliche?
— Durante i pasti, ho ascoltata la lettura di tavola, o mi sono distratto con qualche buon pensiero?
— Ho praticato fedelmente i digiuni e le astinenze di obbligo?

 

II. ITINERARI DI ESAME PARTICOLARE SUGLI OSTACOLI DA SUPERARE

24 — DELICATEZZA DI COSCIENZA — PURITÀ' DI CUORE

Il seme che cade sul terreno arido, produce poco o nulla; ma se il terreno è ben curato, il seme si sviluppa in modo prodigioso. Cosi pure opera la grafia nelle anime.
Non sapendo quando Dio ci darà le sue grazie, dobbiamo essere sempre pronti a riceverle, con la delicatezza di coscienza e il raccoglimento.
Initium sapientiae timor Domini : Principio della sapienza è il timore delSignore (1).
Chi disprezza le piccole cose, andrà a poco a poco in rovina (2).
Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio (3).
Il demonio non presenta mai al principio grandi colpe, ma solo mancanze leggere, per aprirsi un varco nell'anima, dominarla e trascinarla poi a gravi colpe. S. GIROLAMO (4).
Talora piccola cosa è quella che impedisce o nasconde la grazia: se pur piccola, e non piuttosto grande, debba dirsi quella cosa che mette ostacolo a si gran bene (5).
In tutti, i vostri esordii spirituali dovete proporvi per scopo l'acquisto della purità di cuore, S. BERNARDO (6).
(1) S. 110, 10.
(2) Eccll., 19, 1.
(3) Matt., 5. 8.
(4) Epitst. 140.
(5) 4 Imit., 15, 2.
(6) Opusc. de punct. perfect.

I. ESERCIZIO.

— Ho troncato conversazioni, letture..., appena ho sentito disagio nella mia coscienza?
—Ho smesso qualsiasi lavoro, lettura, conversazione, alla voce dell'obbedienza, della regolarità o della carità?
— Dopo ogni mia mancanza, ho chiesto perdono, e pregato Gesù di purificare l'anima mia col suo preziosissimo Sangue?
— Ho evitato le occasioni di offendere Dio o di mancare ai miei doveri?
— Ho usato i riguardi, richiesti dalla posizione, dall'età, dalla virtù altrui?
— Quante volte ho chiesto oggi a Dio la purità di cuore? (Minimo di volte).

II. ESERCIZIO.

— Ho tenuto sgombro il mio cuore da ogni avversione, freddezza, amarezza, risentimento?
— Ho allontanato subito qualche sentimento d'amor proprio, che voleva immischiarsi alle mie rette intenzioni?
— Ho respinto qualche risentimento verso chi mi ha fatto un torto o dispiacere?
— Ho profittato di qualche occasione, per rendere servizi che mai saranno noti? (Occasioni mancate
— Ho ammesso nel mio cuore qualche affetto puramente naturale per Fratelli, alunni?
— Quanti atti di contrizione ho fatto oggi, per espiare i miei peccati?

III. ESERCIZIO.

— Ho osservato in tutto, le regole della modestia e della discrezione?
— Ho eseguito puntualmente tutti gli ordini e le disposizioni che mi riguardavano?
— Oggi sono stato sincero, in ogni evenienza?
— Quante volte ho protestato a Dio di essere disposto a morire, piuttosto che offenderlo volontariamente, o abbandonarlo? (Minimo).
— Quante volte ho chiesto a Dio il perfetto distacco da ogni creatura?
— In ciò che mi ha fatto piacere, ho saputo distaccare il cuore, protestando a Dio. di essere disposto a sacrificargli tutto, perché Egli solo mi basta?

ASPIRAZIONI:

Cor mundum crea in me, Deus, et spiritum rectum innova in visceribus meis. —S. 50, 12.
Create in me un cuore puro, o Dio, e. rinnovate nel mio seno lo spirito retto.
— Discam timore Te, Domine, si nondum didici amare Te. — S. AGOSTINO. — Possa io imparare a temervi, o mio Dio. se non ho ancora' mparato ad amarvi!
— Dignare, Domine, die isto [nocte ista}, sine peccato nos custodire. — Te Deum —— Degnatevi, o Signore, custodirci in questo giorno (in questa none), dal peccato (500 g,; pl. mens.).
— Veni, Sancte Spiritus..., lava quod est sordidum; riga quod est aridum, sana quod est sàucium. - SEQUENZA. —
Venite, o Spirito Santo, lavate quanto in me è macchiato, irrigate ciò ch'è arido, sanate quant'è ferito!
— Munda cor et corpus meum, Sancta Maria (300 g.);
—A Voi, Vergine' Madre, che non foste tocca da neo alcuno di colpa, né attuale, né originale, raccomando, e affido la purità del mio cuore (300 g.).

 

III. ITINERARI DI ESAME PARTICOLARE SULLE VIRTÙ E BUONE ABITUDINI DA ACQUISTARE

38 — MORTIFICAZIONE DEI SENSI — TEMPERANZA

L'autore della Imitazione di Gesù Cristo termina e riassume il primo Libro con questo pensiero; Tanto sarà il tuo profitto, quanta sarà la violenza che ti farai.
E’ il richiamo alla parola stessa del Divin Maestro: Chi vuol venire dietro a me, rinneghi ve stesso (Lc. 9, 23).
E' il monito di S. Paolo: Se vivrete secondo la carne, morrete, se con lo spirito darete morte alle azioni della carne, vivrete (Rom., 8. 13),
Ed egli stesso ci fa sapere come si conteneva: Castigo il mio corpo, e lo rendo schiavo (I Cor., 9, 27),
S. Agostino ci premunisce; Non diamo al corpo un'energia pericolosa, perché non dichiari guerra al nostro spirito (L, de Salut. monit., c. 36).
E S. Bernardo: Impari l'uomo a trattare il corpo come un malato, a cui si negano le cose nocive che richiede, e al quale s'impone un regime che ripugna (Epist. ad fratr. de Monte Dei).
S. G. B. De La Salle: L'uso dei sensi ci è stato dato per soddisfare i nostri bisogni, e non per appagare la sensualità. Più vi darete alla mortificazione dei sensi, più godrete pace interiore (Raccolta, p, 158),
Iddio ricompensa sempre il sacrificio con la gioia, FRÉRE EXUPÉRIEN D. E. C,
Portiamo in noi la festa dei santi pensieri. B. CONTERDO FERRINI.

I. ESERCIZIO.

— Ho mancato di modestia, in casa, dalle finestre, per le strade?
— Ho letto cose inopportune, e senza permesso?
— Ho parlato, mancando alla carità, all'obbedienza, alla prudenza?
— Ho evitato la mormorazione, allontanandomi, se non ho potuto ribattere, o cambiare discorso?
— Non potendo fare grandi mortificazioni, ne ho fatte molte piccole? (Occasioni odierne mancate).
—Sono stato sollecito all'alzata di questa mattina?
— Ho mancato di energia, e di virilità nel contegno?
— Mi sono lamentato per il lavoro eccessivo?
— Ho saputo troncare una lettura, una conversazione che facevano del male all'anima mia?
— Mi sono imposto qualche penitenza esteriore?

III. ESERCIZIO.

— Quante volte mi sono fatto guidare dal piacere, dall'umore o dal capriccio?
— Ho fatto atti di golosità nei pasti?
— Ho offerto al Signore, almeno una piccola mortificazione a ogni pasto?
— Ho mangiato fuori pasto, o mi sono lamentato del cibo?
—Ho sopportato umilmente, e in isconto dei miei peccati, gl'incomodi del caldo, del freddo, del tempo cattivo, di qualche indisposizione?

IV, ESERCIZIO.

— Quante volte mi sono seduto o sono restato in una posizione incomoda alla natura, per abituarmi al sacrificio e alla virtù soda?
— Ho sopportato chi disturbava, chiacchierava?
— Ho rifuggito dalla fatica, lasciandola agli altri, per non incomodare me?
— Ho perduto, tempo a non far niente, a chiacchierare, leggicchiare...?
— Quante volte ho pensato al, mio obbligo di mortificarmi per espiare i peccati, reprimere le passioni, imitare Gesù e i Santi, attirare grazie sull'apostolato mio e degli altri?

ASPIRAZIONI

Cuore di Gesù. vittima di carità, fate che io sia per Voi ostia viva, santa e accetta a Dio. (300 g. per le persone consacrate a Dio).
— O Gesù, fate che io sia vostro, tutto vostro e sempre vostro! (300. g.)
— Quale preparamento più degno a Te, o Signore, che il santo olocausto di una carne crocifissa al peccato, di uno spirito, albergo de' tuoi casti pensieri, di un cuore che ha gli
affetti Suoi nell'alto de' cieli? B. CONTARDO FERRINI.
— Per tuam immaculatam Conceptionem, o Maria, redde purum corpus meum et sanctam animam meam. S. ALFONSO (300. g.).

39 — MORTIFICAZIONE DELLO SPIRITO

I. ESERCIZIO.

— Ho seguito con attenzione la lettura in cappella, al refettorio...?
— Mi sono permesso pensieri vanitosi, ritorni di amor proprio su parole, azioni, risultati avuti?
— Mi sono stizzito per un'osservazione, un rimprovero, una parola sgarbata?
— Ho saputo piegare il mio giudizio, non permettendomi considerazioni contrarie all'obbedienza?
—Ho contrastato, contraddetto, trattato altri con durezza, lasciato scorgere che mi annoiavo? (Mancanze).
— Mi sono abbandonato alla tristezza, invece di pregare, e distrarmi con qualche buon pensiero?

II. ESERCIZIO

— Ho distolto il mio spirito da pensieri vani, da immaginazioni futili o pericolose?
— Sentendomi contrariato o di cattivo umore, ho mostrato ugualmente il viso sereno?
— Ho obbedito in tutto, con sottomissione di volontà e di giudizio? (Mancanze).
— Quanti atti di arrendevolezza ho praticato?
— Ho reagito al mio languore di spirito?

III. ESERCIZIO.

— Quanto tempo ho perduto negli esercizi spirituali per noia o stanchezza?
— Ho resistito al prurito di esprimere il mio giudizio su tutto e su tutti? (Mancanze).
— Sentendo antipatia per qualcuno, l'ho trattato con affetto, pensando che Gesù lo ama?
— Ho respinto sollecitamente ricordi non buoni di cose viste, udite, lette, sognate?
— Ho accettato, per ispirito di penitenza, le prove, gli incomodi, i malesseri provati oggi?
— Ho pensato al Signore e alla sua presenza, il numero di volte che avevo fissato?

42 - CASTITÀ' - PUREZZA

E' la virtù più bella, la più austera, la più minacciata,
Virtù cara al cielo e alla terra, temuta dall'inferno.
E' la virtù che spiritualizza il corpo, acuisce l'intelligenza, nobilita il cuore, santifica l'anima.
Necessaria al religioso, per la sua consacrazione a Dio; necessaria all’educatore cristiano, per i contatti spirituali con le anime, in virtù della sua nobilissima missione.
Il vizio opposto è il più turpe, il più tirannico, il più diffamante dei vizi.
Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio (Mt. 5. 8).
Senza la castità ogni altra virtù viene meno. S. GIROLAMO.
Il martirio di sangue, sofferto per mano del carnefice, pare più crudele; ma, per la breve durata, è meno doloroso di quello della castità. S. BERNARDO.
Il vostro stato richiede che siate onorati dall'amicizia di Gesù. Prediligete la purità, virtù favorita dal divin Salvatore, perché vi ami teneramente, e si piaccia di stare con voi, poiché egli trova le sue delizie nelle anime pure. S. G. B. DE LA SALLE (Med; 88).
Prenotare, tra i punti seguenti:

I. ESERCIZIO.

- Ho contravvenuto, oggi, a qualche prescrizione delle mie sante Regole sulla castità?.
- Ho avuto qualche contatto non necessario col mondo, o con persone di altro sesso?
- Mi sono lasciato andare a sentimenti deprimenti di tristezza,- di scoraggiamento, invece di distrarmi con qualche buon pensiero?
- Sono stato sobrio e mortificato, nel mangiare e nel bere, specialmente riguardo alle bevande alcoliche?
- Ho indugiato nel respingere qualche tentazione?
- Quante Volte ho chiesto a Dio la delicatezza di coscienza e la purità di cuore? (Minimo).

II ESERCIZIO.

- Ho dato manifestazioni di simpatia troppo sensibile, o fatto confidenze inopportune?
- Oggi sono stato seriamente occupato in tutti i tempi liberi? - Ho mancato, di riservatezza, fissando facilmente Fratelli, alunni, altre persone?
- Li ho toccati, per scherzo o familiarità?
- Nei momenti più penosi mi sono scoraggiato, invece di pensare alla gioia di mostrare a Dio la mia fedeltà, e di guadagnare tanti meriti per il cielo?
- Oggi ho coltivato le divozioni predilette, per la custodia della bella virtù?

ORATIO.

Ure igne Sancti Spiritus, renes nostros et cor nostrum Domine: ut tibi casto corpore serviamus, et mundo corde placeàmus, per Christum Dominum nostrum. Amen. (3 anni).
O Signore, purificate col fuoco del vostro Santo Spirito, il nostro cuore e il nostro corpo, affinché vi serviamo con corpo casto, e vi siamo grati per la purezza del cuore. Così sia.

III. ESERCIZIO.

- Sono stato energico all'alzata? (Mancanze).
- Ho evitato ogni posizione troppo comoda, molle, sensuale?
- Mi sono permesso qualche familiarità sconveniente? (toccamenti, carezze...)?
- Mi sono permesso di vedere, ascoltare o leggere qualcosa di pericoloso alla mia virtù?
- Quante volte ho pensato alla presenza del mio Angelo Custode, e l'ho ossequiato?
- Quante penitenze ho fatto in espiazione dei miei peccati?
- Mi sono abbandonato a immaginazioni, sogni o affetti pericolosi?

IV. ESERCIZIO.

- Ho accettato virilmente gl'incomodi odierni della stagione, o qualche malessere?
- Ho mancato al pudore che conviene a persona consacrata a Dio, in casa o fuori?
- Fidando nelle mie forze, mi sono esposto a qualche pericolo che potevo evitare?
- Nei momenti dì crisi, ho pensato a Gesù Crocifisso o a qualche scena della Via Crucis?
- Quante volte ho chiesto a Dio di morire, piuttosto che perdere la sua grazia?
- Quante volte ho raccomandato alla Vergine Immacolata, la mia castità e la mia perseveranza?

ASPIRAZIONI

Cuore di Gesù. fonte di ogni purezza, abbiate pietà di noi! (300 g.; pl. mens.).
- Jesu, puritas virginum, miserere nobis. LIT. NOME DI GESÙ.
- O Cuore purissimo di Maria Vergine santissima, ottenetemi da Gesù la purità e l'umiltà del cuore (300 g..; pl, mens.).
- Fac nos innocuam, Joseph, decurrere vitam; sitqùe tuo semper tuta patrocinio. - Fate, o Giuseppe, che la nostra vita scorra scevra di peccati, e che sia sempre difesa dal vostro Patrocinio (300 g.).

PREGHIERA
PER OTTENERE LA CASTITA'

Mio adorabile Salvatore che, per espiare i peccati, e specialmente quelli impuri, avete voluto che la vostra carne fosse orrendamente straziata, non permettete che tante vostre sofferenze siano vane per me; non tollerate che il vostro Sangue. Divino sia stato versato inutilmente per me! Venite in mio soccorso nelle lotte che debbo sostenere, per non cedere alle lusinghe del male.
Per le vostre sacre Piaghe, guarite le tante ferite inflitte dal peccato all'anima mia; distaccate il mio cuore da ogni piacere terreno, e da quanto può menomamente offuscare la sovrannaturale bellezza dell'anima mia.
Io vi ringrazio dell'amore che mi avete mostrato soffrendo ed espiando per me, detesto con tutta l'anima mia le offese, scaturite dalla mia malizia o sfuggite alla mia fragilità. Sono risoluto di amarvi, per quanto lo meritate, e per quanto io vi ho offeso; ma Voi conoscete la mia debolezza; perciò, venite in mio soccorso, ogni volta che il nemico tenta più violenti i suoi attacchi immondi.

O Gesù, Voi che vi pascete tra i gigli, liberatemi da ogni affetto impuro, che porrebbe ostacolo alle mirabili effusioni della grazia vostra nell'anima mia, e alla divina amicizia che a Voi mi unisce. C'è stato un tempo infelice, in cui lo non vi amavo; ora me ne pento con tutta l'anima mia. Io desidero tanto amarvi, e farvi amare anche dagli altri. Preservate dal male del peccato, singolarmente le anime a me più care, e quelle affidate alle mie cure.
In Voi o Signore, io pongo tutte le mie speranze; a Voi consacro il mio cuore; a Voi offro tutte le energie del mio corpo e tutte le aspirazioni dell'anima mia.

O Maria, Madre mia tenerissima, a Voi. lo ricorro fiducioso. " A Voi, Vergine Madre, che non foste tocca da neo alcuno di colpa, né attuale, né originale, raccomando e affido la purità del mio cuore " (300 g.).

S. Giuseppe, celeste Protettore dei vergini, tutelatemi contro le insidie del male. " Fate, o Giuseppe che la nostra vita scorra scevra di peccati, e che sia sempre difesa dal vostro Patrocinio. - Fac nos innocuam, Joseph, decurrere vitam; sitque tuo semper tuta Patrocinio". (300 g.),