Mode
indecenti
Ispirazione
sacra per una recente moda profana
di
Daniele Curci
Abiti talari, accessori "rubati" agli altari,
sfilate che mimano rappresentazioni sacre.
E' l'ultima frontiera-provocazione del fashion system, che
anche nella pubblicità sceglie una donna-Maddalena.
Questo fenomeno triste e dissacrante non è nuovo
al mondo della moda che di tanto in tanto ripropone indumenti
di ispirazione sacra orribilmente profanizzati. Iniziatori
e modelli sono solitamente personaggi di spicco del mondo
dello spettacolo, solitamente cantanti ed attori, scelti
ad hoc, proprio per il forte impatto che hanno sui numerosi
fan emuli dei propri beniamini.
Fu
Veronica Ciccone (alias Madonna, oggi Esther), con i suoi
crocifissi e abiti ritagliati con pizzi d’altare del periodo
Like a Virgin (1984) a far irrompere con trasgressione simboli
ed iconografie religiose nella storia del vestire.
Ed
oggi?
Ancora
una volta è stata la stessa rock star a lanciare
la recente mania del "sacro style" che sta contagiando
il fashion world. Non va dimenticato infatti che uno dei
grandi fenomeni street dello scorso anno, quello delle T-shirt
Teenage Millionaire - dal trasgressivo slogan Mary is
my homegirl (con il corrispettivo maschile Jesus
in my homeboy) - furono sfoggiate a ripetizione proprio
da Madonna all’uscita dal Kabbalah Center di Rodeo Drive.
Ma
non va trascurato neppure il fatto che sono stati inizialmente
i rapper di origine portoricana a mescolare T-shirt e gioielli
con raffigurazioni sacre e stampe a icone sacre a bomber
e cargo pants.
Dalla
strada il fenomeno ha contagiato l'immaginario delle maison
più accreditate.
Nelle
collezioni per l’autunno-inverno molti sono i riferimenti
religiosi e blasfemi in passerella. Quelli legati al cristianesimo
in particolare ( non c’è da stupirsi).
Si
muovono infatti sulle note dell’Ave Maria di Schubert le
vedove velate, le "Maria" e le "Maddalena"
viste a una delle sfilate più applaudite dell’ultima
edizione di Milano Collezioni, quella di Riccardo
Tisci, young talent italiano che proprio con questa
performance ispirata all’Italia del Sud e pervasa di simbolismo
cattolico si è definitivamente affermato come uno
dei più promettenti designer a livello internazionale.
Anche
Stefano Pilati ha sfoggiato in passarella
abiti di ispirazione sacra, paramenti e abiti talari, di
spirito giansenista (come a suo tempo avevano già
fatto le Sorelle Fontana).
Ma
non finisce qui, infatti la sfilata di DSquared
è ambientata in una chiesetta della provincia americana,
con tanto di cori gospel e bravi (e brave) ragazze in passerella
ed il pezzo caldo della collezione è una maglia tricottata
a versetti “Jesus loves me”.
E
ancora le spose in versione Rei Kawakubo
per Comme des Garçons, orientali,
eccentriche, sfrontate e private di ogni sacralità
o il velo come nuovo accessorio cult per Miuccia
Prada da Miu Miu.
Ma
a questa commistione in chiave fashion tra sacro e profano
non si è assistito solo sulle passerelle, anche lo
street style da qualche anno seguitissimo dai giovani di
tutto il mondo sembrerebbe avere risentito di questa corrente…
Infatti tra gli accessori più in voga per il prossimo
inverno, a partire dai gioielli fino ai jewell details (per
lui e per lei) ci saranno numerosi simboli della tradizione
cristiana come corone di spine o il cuore trafitto (rappresentato
tra l’altro anche sulla cover del volume appena uscito che
ripercorre la storia del marchio Fiorucci).
E poi rosari a grossi chicchi di legno come quelli delle
monache, spille ex voto (anche in passerella da Christian
Lacroix) e ciondoli reliquari firmati magari Corpus
Christi (notate il nome di questa marca). In stile
gothic, ma non solo.
Non
solo cristianesimo però, sull’onda del sincretismo
dominante infatti ecco collane, portachiavi, medagliette
e charms contagiati dalla colorata allegria Bhollywoodiana
dell’iconografia religiosa indiana o dei santini portafortuna
brasiliani (ricordiamo che in questo paese è molto
diffusa la santeria).
Una
casa produttrice, la Litchi, propone il
suo negozio, tenetevi forte, “di culti ed icone” che mescola
un olimpo variopinto di buddha colorati e divinità
indù, ma anche santi cristiani il tutto sottoforma
di gioiellini, port-bonheur, candele e statuette votive.
Se
siete rimasti stupiti da tanta leggerezza e mancanza di
rispetto nei confronti del sacro, sappiate che la Madonna
a Fatima già da lungo tempo (1917) ci aveva avvisati:
“Saranno
introdotte certe mode che offenderanno molto Nostro Signore”
Possa
il Signore illuminare sempre più i nostri cuori e
le nostre menti, affinchè riconoscendo l'inganno
nascosto in certe mode moderne, ogni cristiano possa ingaggiare
contro di esse una sana battaglia!
Per
raggiungere cosi santo e virtuoso intento, conviene agire
sopra circoli e correnti di idee, sui quali, se poco o nulla
potrebbe un’azione individuale e isolata, assai efficacemente
è in grado di operare un’azione comune. Se l’unione
fa la forza, solo un gruppo compatto, numeroso quanto mai
può essere, di risoluti e non pavidi spiriti cristiani
saprà, dove la loro coscienza parli ed esiga, scuotere
il giogo di certi ambienti sociali, svincolarsi dalla tirannide,
oggi più forte che mai, delle mode di ogni sorta,
mode nel vestito, mode negli usi e nelle relazioni della
vita.
(Tratto
dal discorso di Pio XII ad una folta delegazione della gioventù
femminile dell'Azione cattolica)