La
Contraccezione
La
pillola del giorno dopo
di
Paolo Gulisano tratto da Il Timone
La
"pillola del giorno dopo" nuova frontiera della
cultura della morte.
è un aborto chimico "fai da tè":
uccide un ovulo fecondato.
Ma il Governo mente dichiarandola un contraccettivo.
Ai cattolici il compito di operare per la difesa della vita.
Il
Ministero della Sanità del governo italiano ha deliberato
l'autorizzazione alla messa in commercio nelle farmacie
italiane, a partire da fine ottobre 2000, di un farmaco,
il Levonorgestrel, commercializzato con il nome di Norlevo,
che in breve è divenuto popolarmente conosciuto come
"la pillola del giorno dopo". E` la prima volta
che in Italia viene messa in commercio una specialità
di questo genere, senza nemmeno quella riflessione e l'ampio
dibattito che in alcuni paesi, come gli Stati Uniti, ha
per lungo tempo frenato la decisione di mettere sul mercato
la famigerata RU 486, la più famosa di queste sostanze
che provocano un aborto chimico precoce. Una nota diffusa
dal Ministero della Sanità, evidentemente prevedendo
le giuste proteste di chi vede ampliarsi con questo provvedimento
le possibilità di distruggere delle nuove gravidanze,
asserisce che il farmaco in questione "non svolge nessuna
azione abortiva in quanto il meccanismo consiste nell'impedire
rimpianto dell'ovulo fecondato o nel blocco dell'ovulazione".
Un'affermazione
volutamente ambigua e ingannatrice, a cui non è possibile
concedere alcuna attenuante: il Ministero non può
non sapere che impedire l'impianto di un ovulo già
fecondato significa soppressione di una vita già
nata. Cosa significa l'ambigua definizione di "contraccezione
d'emergenza"? Se la contraccezione, infatti, consiste
nell'impedire la fecondazione, viceversa questo farmaco
agisce a fecondazione avvenuta, come recita la stessa nota
tecnica del foglietto illustrativo del farmaco: "la
contraccezione di emergenza è un metodo di emergenza
(sic!) che ha lo scopo di prevenire la gravidanza in caso
di rapporto sessuale non protetto". Tecnicamente si
definisce questa azione "contragestiva", ossia
atta ad annullare la gestazione (ovvero la gravidanza) impedendo
l'impianto dell'essere concepito nell'utero della donna.
E` un aborto precocissimo che sopprime l'embrione nei pnmi
giorni del suo regolare sviluppo, prima che la madre possa
accorgersi della sua presenza attraverso la mancanza del
ciclo mestruale. Non c'è da parte di questo farmaco
nessuna azione contraccettiva, non c'è alcuna componente
ormonale estrogenica (il solito foglietto illustrativo definisce
vagamente il farmaco come "una sostanza appartenente
ad un gruppo di farmaci chiamati progestinici"). E`
quindi un prodotto microabortivo, che si propone di "prevenire
la gravidanza", come se questa fosse una malattia da
evitare (per definizione il termine "prevenzione"
si applica alle patologie), e non può non saperlo
il ministro Veronesi, il quale, dopo aver in pochi mesi
sostenuto le tesi dell'eutanasia, della manipolazione genetica,
della clonazione, della liberalizzazione delle droghe, promuove
ora un altro dunssimo attacco contro la vita umana. Quale
sarà il prossimo passo7 Forse la soppressione eugenetica
dei neonati portatori di handicap? I sostenitori di questa
pratica "pietosa" non mancano certo. Cosa significa
l'introduzione sul mercato della cosiddetta "pillola
del giorno dopo"? La diffusione dell'aborto precoce
attraverso ritrovati biochimici (non ci sentiamo di definirli
farmaci), l'aborto chimico, non traumatico, invisibile e
soft è la nuova strategia della mentalità
antinatalista e antivita.
Un
aborto "fai-da-te" che passa inosservato, che
riduce i costi per i ricoveri, che elimina le complicazioni
di tipo psicologico e morale. Il principale target commerciale
della pillola abortiva appare chiaramente essere rappresentato
dalle ragazze giovani, che non usano abitualmente e stabilmente
un metodo contraccettivo (perchè non vogliono farsi
scoprire dai genitori, per paura, ecc.) o che hanno dei
rapporti occasionali definiti "non protetti":
nessun problema, ora c'è la "contraccezione
d'emergenza", il pronto intervento che può evitare
"spiacevoli" conseguenze ad una serata di piacere.
Di fatto si cerca di creare una deresponsabilizzazione dei
giovani, all'insegna del fate ciò che vi pare, purchè
non ne abbiate conseguenze, anche se questo comporta una
anestesizzazione delle coscienze. Si realizza, su un piano
metafisico ed etico, un'operazione subdola e terrificante,
tale da far pensare all'operato del "Principe della
menzogna": il peccato di pensare che il peccato non
esiste. Come spesso accade, dietro motivazioni "umanitarie"
si nascondono interessi economici che precludono a scenari
degni della peggiore fantascienza: ci si sta avviando da
una concezione della Medicina come scienza che ricerca e
fornisce risposte ai bisogni di salute dell'uomo, ad una
Medicina utilitaristica, finalizzata non più, anzitutto,
alla cura o alla prevenzione delle malattie, ma al servizio
del narcisismo e dell'egoismo. L'aborto legalizzato e di
massa rientra nella strategia mondialista di distruzione
della coscienza cristiana: da oltre un cinquantennio, organismi
dipendenti dall'ONU o finanziati dalle grandi multinazionali
americane, si adoperano per diffondere nel mondo le pratiche
e le politiche abortiste: è il caso del Population
Council, fondato nel 1952 dal magnate John D. Rockfeller
III, o della IPPF (Federazione Internazionale per la Pianificazione
Famigliare) che ha sede a Londra e svolge un ruolo chiave
nella strategia culturale che da anni spinge per giungere
alla realizzazione della crescita-zero, o sotto-zero, sostenendo
che è necessario ridurre la popolazione con tutti
i mezzi, compresi sterilizzazione, aborto, eutanasia.
In
tale luce, è significativo che Veronesi, a poche
settimane dalla legalizzazione del contragestivo chimico,
sia intervenuto auspicando una ancor maggiore diffusione
del preservativo (offerto sul mercato a prezzi "politici",
senza dire che la differenza di costo sarà ad onere
del contribuente) con la scusa dell'emergenza AIDS. Ma se
qualcuno, guardando oltre il battage pubblicitario, i red
ribbons di solidarietà e i discorsi di prammatica
guardasse le cifre dei morti per AIDS in Italia nell'ultimo
anno, si accorgerebbe che il loro numero è di 800.
Muoiono molte più persone in incidenti stradali nei
weekend di Agosto (sono 10.000 all'anno); muoiono suicide
5.000 persone all'anno, in gran parte giovani o anziani,
vittime della solitudine e dell'infelicità di una
società malata. A fronte di ciò si chiede
di investire miliardi in condoms: per quale motivo, se non
per una radicale strategia neomalthusiana, che come estrema
ratio si avvale oggi anche dell'aborto invisibile e indolore?
Occorre allora respingere, in quanto umanamente letale,
il relativismo etico: i medici in primo luogo, memori del
Giuramento di Ippocrate, devono urgentemente opporsi a questa
deriva relativista e accanto a questa azione di tipo scientifico
è necessaria una ripresa dell'iniziativa dei cattolici,
sia nella società civile che nell'impegno politico,
indipendentemente dallo schieramento partitico a cui appartengono.
Sui temi della difesa della vita occorre una unità
d'azione forte e concreta, tenendo presente che l'etica
naturale e cristiana rifiuta il consequenzialismo (il fine
giustifica i mezzi), e che la cultura e l'educazione sono
i campi principali di applicazione delle sue ragioni.
Ricorda
"[...]dobbiamo
ancora una volta dichiarare che è assolutamente da
escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite,
l' interruzione diretta del processoi generativo già
iniziato, e soprattutto l' aborto direttamente voluto e
procurato, anche per ragioni terapeutiche. [...] E` altresì
esclusa ogni azione che, o in previsione delll' atto coniugale,
o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze
naturali si proponga, come scopo o come mezzo, di rendere
impossibile la procreazione".
(Papa
Paolo VI, Humanae Vitae, Città del Vaticano 1968,
n. 14)