La
Contraccezione
Contraccezione
e aborto nell'Enciclica Evangeilium vitae
Tratto
dall'Enciclica di Giovanni Paolo II Evangelium Vitae
12. In realtà, se molti e gravi
aspetti dell’odierna problematica sociale possono in qualche
modo spiegare il clima di diffusa incertezza morale e talvolta
attenuare nei singoli la responsabilità soggettiva,
non è meno vero che siamo di fronte a una realtà
piú vasta, che si può considerare come una
vera e propria struttura di peccato, caratterizzata dall’imporsi
di una cultura anti-solidaristica, che si configura in molti
casi come vera “cultura di morte”. Essa è attivamente
promossa da forti correnti culturali, economiche e politiche,
portatrici di una concezione efficientistica della società.
Guardando le cose da tale punto di vista, si può,
in certo senso, parlare di una guerra dei potenti contro
i deboli: la vita che richiederebbe piú accoglienza,
amore e cura è ritenuta inutile, o è considerata
come un peso insopportabile e, quindi, è rifiutata
in molte maniere. Chi, con la sua malattia, con il suo handicap
o, molto piú semplicemente, con la stessa sua presenza
mette in discussione il benessere o le abitudini di vita
di quanti sono piú avvantaggiati, tende ad essere
visto come un nemico da cui difendersi o da eliminare. Si
scatena cosí una specie di “congiura contro la vita”.
Essa non coinvolge solo le singole persone nei loro rapporti
individuali, familiari o di gruppo, ma va ben oltre, sino
ad intaccare e stravolgere, a livello mondiale, i rapporti
tra i popoli e gli Stati.
13.
Per facilitare la diffusione dell’aborto, si sono investite
e si continuano ad investire somme ingenti destinate alla
messa a punto di preparati farmaceutici, che rendono possibile
l’uccisione del feto nel grembo materno, senza la necessità
di ricorrere all’aiuto del medico. La stessa ricerca scientifica,
su questo punto, sembra quasi esclusivamente preoccupata
di ottenere prodotti sempre piú semplici ed efficaci
contro la vita e, nello stesso tempo, tali da sottrarre
l’aborto ad ogni forma di controllo e responsabilità
sociale. Si afferma frequentemente che la contraccezione,
resa sicura e accessibile a tutti, è il rimedio piú
efficace contro l’aborto. Si accusa poi la Chiesa cattolica
di favorire di fatto l’aborto perché continua ostinatamente
a insegnare l’illiceità morale della contraccezione.
L’obiezione, a ben guardare, si rivela speciosa. Può
essere, infatti, che molti ricorrano ai contraccettivi anche
nell’intento di evitare successivamente la tentazione dell’aborto.
Ma i disvalori insiti nella “mentalità contraccettiva”
- ben diversa dall’esercizio responsabile della paternità
e maternità, attuato nel rispetto della piena verità
dell’atto coniugale - sono tali da rendere piú forte
proprio questa tentazione, di fronte all’eventuale concepimento
di una vita non desiderata. Di fatto la cultura
abortista è particolarmente sviluppata proprio in
ambienti che rifiutano l’insegnamento della Chiesa sulla
contraccezione. Certo, contraccezione ed aborto, dal punto
di vista morale, sono mali specificamente diversi: l’una
contraddice all’integra verità dell’atto sessuale
come espressione propria dell’amore coniugale, l’altro distrugge
la vita di un essere umano; la prima si oppone alla virtú
della castità matrimoniale, il secondo si oppone
alla virtú della giustizia e viola direttamente il
precetto divino “non uccidere”. Ma pur con questa diversa
natura e peso morale, essi sono molto spesso in intima relazione,
come frutti di una medesima pianta. È vero che non
mancano casi in cui alla contraccezione e allo stesso aborto
si giunge sotto la spinta di molteplici difficoltà
esistenziali, che tuttavia non possono mai esonerare dallo
sforzo di osservare pienamente la Legge di Dio. Ma in moltissimi
altri casi tali pratiche affondano le radici in una mentalità
edonistica e deresponsabilizzante nei confronti della sessualità
e suppongono un concetto egoistico di libertà che
vede nella procreazione un ostacolo al dispiegarsi della
propria personalità. La vita che potrebbe scaturire
dall’incontro sessuale diventa cosí il nemico da
evitare assolutamente e l’aborto l’unica possibile risposta
risolutiva di fronte ad una contraccezione fallita. Purtroppo
la stretta connessione che, a livello di mentalità,
intercorre tra la pratica della contraccezione e quella
dell’aborto emerge sempre di piú e lo dimostra in
modo allarmante anche la messa a punto di preparati chimici,
di dispositivi intrauterini e di vaccini che, distribuiti
con la stessa facilità dei contraccettivi, agiscono
in realtà come abortivi nei primissimi stadi di sviluppo
della vita del nuovo essere umano.