La
Contraccezione
L'equivoco
della contraccezione
Tratto
da Right to Life News Canada
Fare chiarezza è uno dei compiti principali di ogni
organizzazione pro-life. Uno degli elementi più significativi
nella battaglia per una cultura della vita è quello
di porre all'attenzione dell'opinione pubblica il fatto
che la "contraccezione" NON è una soluzione
all'aborto, ma piuttosto fa parte del problema.
Il
collegamento fra aborto e contraccezione
Quando
qualcuno è poco informato in materia di aborto può
facilmente concludere che, siccome l'aborto è un
grave male sociale, la società dovrebbe fare uso
della contraccezione e la gente dovrebbe proteggersi. L'idea
è che la contraccezione, e questo include la "pillola
del giorno dopo", preverrebbe il ricorso all'aborto
chirurgico. Tuttavia i fatti dimostrano che la contraccezione,
come mezzo per ridurre l'aborto, sta avendo tremende conseguenze
sulla nostra popolazione, particolarmente sui giovani.
La
storia della contraccezione è lunga e, in gran parte,
circondata da controversie. E' sufficiente dire che le leggi
di gran parte dei paesi del mondo riconoscevano che legalizzare
la contraccezione non avrebbe fatto il loro interesse -
cioé, fino alla "rivoluzione sessuale".
In Canada la pillola contraccettiva è stata legalizzata
nel 1969, lo stesso anno in cui è stato legalizzato
l'aborto. L'anno successivo le statistiche canadesi riportavano
11.152 aborti. Oggi quel numero è purtroppo salito
a 106.418. Dal 1970, in un periodo di ricorso alla contraccezione
che non ha precedenti, il numero degli aborti è cresciuto
di 10 volte. L'OMS riporta che "fra le donne canadesi
di età compresa fra i 15 e i 44 anni, l'86% fa uso
della pillola".
La
mentalità contraccettiva
La
Suprema Corte degli Stati Uniti in una sentenza ha collegato
la contraccezione all'aborto.
"....sotto
alcuni aspetti l'aborto e la contraccezione hanno la stessa
natura.... Per due decenni di sviluppo sociale ed economico,
le persone hanno gestito le loro relazioni sessuali e fatto
scelte che definiscono il loro posto nella società,
facendo affidamento sulla possibilità di abortire
nel caso che la contraccezione dovesse fallire." 1
Non
c'è nessuna cultura o subcultura al mondo che abbia
permesso la contraccezione e poi non sia arrivata a permettere
l'aborto.2 Come aumenta l'accettazione della contraccezione,
così aumenta l'accettazione dell'aborto. Perché
questo succede? Perché alla radice della contraccezione
c'è il concetto che una coppia può impegnarsi
in un'attività sessuale ed evitare le sue naturali
conseguenze. Le coppie che senza volerlo concepiscono un
bambino pur usando la contraccezione sono più portate
a ricorrere all'aborto di altre.
La
contraccezione altera la nostra visione della sessualità
umana modificandone lo scopo. Gli effetti sono di vasta
portata e incidono sul nostro modo di vedere le relazioni,
i ruoli di genere e la persona umana.
Storicamente
la contraccezione è stata promossa come un mezzo
di emancipazione femminile, sebbene per ironia della sorte
abbia ridotto ancora di più le donne ad oggetto.
Il corpo delle donne è diventato uno strumento nelle
mani delle aziende farmaceutiche per ottenere profitti grazie
al mito che è possibile evitare le naturali conseguenze
del sesso; le donne non sono più in contatto con
i loro corpi poiché la loro fertilità viene
controllata chimicamente; e la contraccezione può
anche essere usata per nascondere la prova di abusi che
a volte sono perpetrati tra le donne emarginate.
Al
giorno d'oggi raramente le persone parlano delle virtù,
ma Aristotele notava che la felicità ha il suo fondamento
in una vita di virtù. La libertà e la felicità
si possono trovare nel dominio di sè stessi e nell'esercizio
delle virtù come la moderazione, l'umiltà
e la generosità. Riguardo alla sessualità
umana, ciò significa avere la generosità di
dire "sì" alla vita umana. (Questo non
significa che ogni volta che una coppia ha rapporti deve
concepire un bambino. Dire "sì" alla vita
significa essere aperti alla possibilità di una vita
anche durante i lunghi periodi non fertili del ciclo femminile.)
Come ha detto il Dr. Bernard Nathanson, "non è
che la contraccezione causi l'aborto; piuttosto entrambi
sono causati dalla perversione dell'autonomia - usare la
libertà per fermare la vita piuttosto che accoglierla".
Contraccezione:
azione abortiva
La
pillola contraccettiva non riesce sempre a prevenire il
ricorso all'aborto perché è essa stessa una
forma di aborto. La pillola ha infatti due azioni principali.
La prima è l'azione contraccettiva, cioé la
pillola agisce per inibire l'ovulazione. La pillola sopprime
l'ovulazione facendo credere al corpo che è in atto
una gravidanza. Quando l'organismo "pensa" che
sia in corso una gravidanza sospende per qualche tempo l'ovulazione.
Tre o quattro volte l'anno avviene però l'ovulazione
e se la donna è sessualmente attiva può verificarsi
le fecondazione dell'ovulo. Qui entra in gioco la seconda
azione della pillola, quella abortiva, che consiste nell'
alterare il rivestimento dell'utero allo scopo di impedire
l'impianto di un nuovo embrione. Nella pillola del giorno
dopo l'azione abortiva "è probabilmente il principale
meccanismo di azione della pillola stessa."3
Le
ricadute
Togliere
la capacità procreativa all'atto sessuale ha condotto
ad un falso senso di "libertà sessuale"
e con essa una negazione della responsabilità che
dovrebbe accompagnare il sesso. I nostri giovani hanno subito
il peso di questo atteggiamento. L' US Center for Disease
Control dichiara:
"Per
varie ragioni comportamentali, sociali e biologiche, le
malattie a trasmissione sessuale incidono in modo prevalente
su adolescenti e giovani adulti.4 Nel 1997 le donne che
avevano i tassi più elevati sia di clamidia che di
gonorrea erano quelle di età compresa tra i 15 e
i 19 anni. Tra gli uomini i tassi più elevati di
clamidia e gonorrea riguardavano la fascia di età
20-24 anni.5 Il tasso di infezione da herpes tra i bianchi
di età compresa fra i 12 e 19 anni è cresciuta
quasi di 5 volte dal periodo 1976/80 fino al periodo 1988/94.
6 In realtà, poiché non tutti i teenagers
sono sessualmente attivi, l'attuale tasso di malattie a
trasmissione sessuale negli adolescenti è probabilmente
più alto di quello riportato dalle statistiche".7
L'OMS
dichiara che "la prevalenza di malattie a trasmissione
sessuale diverse dall'aids, in particolare clamidia, gonorrea
e sifilide è più alta tra i giovani e i giovani
adulti nel gruppo di età 15/29." Riguardo alle
adolescenti incinte, l'OMS nota "fra il 1987 e il 1994,
il tasso di gravidanze fra le adolescenti è cresciuto
più del 20%." "Nel periodo 1988/1995 il
tasso di ragazze madri non solo non è diminuito,
ma è aumentato del 29% nonostante che l'uso del preservativo
sia aumentato del 33%."8
Il
tasso di fallimento dei metodi contraccettivi (tutti) è
significativamente più alto fra gli adolescenti e
i giovani adulti non sposati .
"I
fallimenti sono più alti fra donne non sposate e
conviventi, fra le fasce di reddito più basse, fra
le donne afro-americane e ispaniche, fra gli adolescenti
e le donne sulla ventina. Ad esempio, le adolescenti non
sposate ma conviventi hanno un tasso di fallimento di circa
il 47% nel primo anno di uso dei metodi contraccettivi".9
Le
relazioni sessuali fra teenagres possono essere fonte di
sofferenza per tutta la vita. Non solo essi vivono in ansietà
per la possibilità di una gravidanza indesiderata
o di contrarre una malattia venerea, ma le loro relazioni
sono spesso effimere e instabili, e il susseguirsi di rotture
può avere gravi effetti a lungo termine sullo sviluppo.
Una serie di relazioni affettive interrotte può danneggiare
gravemente la capacità dell'individuo di entrare
in una relazione coniugale fatta di amore e impegno. In
generale, gli individui che hanno un'attività sessuale
prematrimoniale hanno il 50% di probabilità in più
di divorziare rispetto a quelli che non ce l'hanno.10
Poiché
più dell'80% delle donne che abortiscono non sono
sposate 11, non è difficile vedere che le relazioni
sessuali al di fuori del matrimonio sono la causa principale
dei nostri elevati tassi di aborto. Ma la crepa che ha rotto
la diga è stata la contraccezione che ha reso possibile
l'attività sessuale al di fuori del matrimonio senza
doverne apparentemente subire le conseguenze.
La
soluzione
Immaginiamo
una cultura dove la verginità fosse apprezzata invece
che ridicolizzata. Consideriamo l'effetto dei media sui
nostri giovani se promuovessero l'astinenza fino al matrimonio
e la fedeltà coniugale. Pensiamo che effetto avrebbe
sui nostri tassi di aborto se MuchMusic cessasse di glorificare
il sesso prematrimoniale e promuovesse un'etica di accoglienza
alla vita. E' stato fatto, ma non nel nostro continente.
Nell'ultimo
decennio, sotto la leadership di Yoweri Museveni, l'Uganda
ha promosso la castità e la fedeltà attraverso
i suoi mass-media. Manifesti e stazioni radio hanno rivolto
il messaggio "pascola dove sei legato" ad una
popolazione in gran parte contadina con risultati stupefacenti.
Nel
2002, il Dr. Vinand Nantulya, un infettivologo che contribuì
a consigliare Museveni, partecipò ad uno studio della
Harvard School of Public Health sull'esperienza ugandese.
"Gli ugandesi in realtà non hanno mai avuto
simpatia per il preservativo," dice il Dr. Vinand Nantulya.
Ciò a cui hanno risposto è stato un'educazione
morale alla responsabilità sessuale.
Dal
2002 il numero di donne ugandesi incinte positive al test
HIV è crollato dal picco del 21,2% registrato nel
1991 al 6,2%. Per contrasto, il vicino Kenia registra un
tasso del 15%; lo Zimbawe sta sul 32%; e in Botswana ben
il 38% delle donne gravide è positivo al test HIV
con tassi che continuano a crescere in ogni paese. Sfortunatamente,
tutti questi paesi continuano a promuovere l'uso del preservativo
come mezzo principale per fermare l'AIDS.
L'artico
di New Republic (maggio 2002) che diede notizia dello studio
di Harvard dichiara, "Secondo l'antropologo Edward
C. Green che ha partecipato allo studio di Harvard, l'aspetto
epidemiologico che più colpisce del successo ugandese
è la drastica riduzione di relazioni multiple da
parte degli adulti. Fra le donne di età superiore
ai 15 anni il numero di parners sessuali multipli è
sceso dal 18,4% del 1989 al 8,1% del 1995 fino al 2,5% del
2000. Riduzioni, anche se in misura minore, sono state riportate
anche nella promiscuità maschile. Al tempo stesso,
mentre mediamente la ragazza ugandese diventa sessualmente
attiva all'età di 17 anni, il tasso di matrimonio
fra le ragazze di età compresa fra i 15 e i 19 anni
è del 76%, paragonato al 37% del vicino Kenia.12
Qui
in nord America il successo dell'educazione all'astinenza
sta diventando evidente. Un rapporto, diventato pietra miliare,
pubblicato nel 1997 sul Journal of the American Medical
Association con il titolo National Longitudinal Study of
Adolescent Health ha seguito più di 12mila adolescenti
dalla 7° alla 12° classe. Lo studio ha scoperto
che uno dei maggiori fattori di riduzione dell'attività
sessuale nei teenagers e di altri comportamenti a rischio
era una chiara e forte disapprovazione da parte dei genitori
circa l'essere attivi sessualmente e l'uso di contraccettivi.
Questo studio, il più ampio nel suo genere, ha scoperto
che promuovere il controllo delle nascite ha avuto l'inaspettata
conseguenza di incoraggiare il sesso fra gli adolescenti.
Educare
all'astinenza
L'astinenza
fino al matrimonio può essere promossa e praticata.
Numerosi programmi di educazione all'astinenza che non includono
l'educazione ai metodi contraccettivi hanno dimostrato di
essere più efficaci nel ridurre il comportamento
sessuale degli adolescenti. Più di una dozzina di
programmi realizzati in Canada e negli Stati Uniti mostrano
una riduzione statisticamente significativa nell'attività
sessuale dei teenagers. Ad esempio, una valutazione del
2001 sull'efficacia del "virginity pledge movement"
(Movimento di promessa di verginità) ha scoperto
che i programmi di promessa della verginità sono
molto efficaci nell'aiutare gli adolescenti a ritardare
l'attività sessuale. Secondo gli autori dello studio
che era basato su un campione di più di 5mila studenti,
fare una promessa di verginità riduce di un terzo
la probabilità che un adolescente inizi l'attività
sessuale in confronto ad altri adolescenti dello stesso
sesso, età e razza. Quando la promessa di verginità
si combina con una forte disapprovazione familiare per l'attività
sessuale prematrimoniale, la probabilità di iniziare
l'attività sessuale si riduce del 75%.13
La
proporzione di adolescenti che scelgono l'astinenza è
cresciuta e la maggioranza di questa crescita si è
avuta fra i maschi. Nel 1997, il 51,1% dei maschi non aveva
mai avuto esperienze sessuali. Nel 1990 erano il 39,2%.
14
Promuovere
l'astinenza e i metodi naturali di regolazione delle nascite
sta aiutando specialmente le donne del terzo mondo. Esse
imparano come leggere i segnali biologici del loro ciclo
e acquistano una maggiore conoscenza in materia di salute
sessuale. Possono anche evitare i contraccettivi sperimentali
che spesso sono usati dalle aziende farmaceutiche nei paesi
in via di sviluppo prima di portarli nel mondo sviluppato.
I contraccettivi chimici mettono a rischio le donne delle
nazioni più povere poiché spesso esse non
hanno accesso alla sanità quando sopravvengono complicazioni
legate a questi metodi artificiali.
Combattere
l'opinione prevalente secondo cui la contraccezione serve
a ridurre i nostri livelli di gravidanze e aborti fra le
adolescenti è uno dei primi importanti passi per
sanare la nostra cultura. E' chiaro che educare alla contraccezione
basandosi sull'argomento che "tanto lo faranno ugualmente"
mina la decisione degli adolescenti di non avere rapporti
sessuali e compromette gli insegnanti, i genitori e altri
educatori che dovrebbero essere risoluti nell'ammonire contro
i rapporti prematrimoniali.
Il
concepimento di una nuova vita è stato abbinato al
rapporto sessuale per uno scopo preciso. Il rispetto per
la vita umana significa rispettare il processo con il quale
la vita umana entra nel mondo. Il nostro "sì"
alla vita non può essere condizionato. Deve essere
assoluto, in ogni tempo e in ogni circostanza della vita.
Note
1
Planned Parenthood of Southeastern Pa. v. Casey (91-744),
505 U.S. 833 (1992)
2
Fr. Frank Pavone of Priests for Life and Fr. Paul Marx of
Human Life International
3
Fabienne Grou, MD; Isabel Rodrigues, MD, M PH, "The
morning after pill – How long after?";American Journal
of Obstetrics and Gynechology; Dec. 1994, pp. 1529-1534
4
Alan Guttmacher Institute. Sex and America’s Teenagers.
New York, NY: the Institute, 1994.
5
CDC, Division of STD Prevention. Sexually Transmitted Disease
Surveillance, 1997. U.S. Department of Health and Human
Services (HHS), Public Health Service (PHS). Atlanta, GA:
CDC, September 1998.
6
Fleming, D.T.; McQuillan, G.M.; Johnson, R.E.; et al. Herpes
Simplex Virus Type 2 in the United States, 1976 to 1994.
New England Journal of Medicine 337:1105-1111, 1997. PubMed;
PMID 9329932
7
Cates, W. Epidemiology and control of sexually transmitted
diseases in adolescents. In: Schydlower, M., and Shafer,
M., eds. AIDS and Other Sexually Transmitted Diseases. Philadelphia,
PA: Hanly & Belfus, Inc.,1990, 409-427.
8
The Declines in Adolescent Pregnancy, Abortion and Birth
Rates in the 1990s: What Factors are Responsible?
The
Consortium of State Physicians Resource Councils, USA, 2001.
9
1995 National Survey of Family Growth (NSFG) and 1994-1995
Abortion Patient Survey (APS)
10
Joan R. Kahn and Kathryn A. London, "Premarital Sex
and the Risk of Divorce," Journal of Marriage and the
Family, November 1991, pp. 845-855.
11
The Allen Guttmacher Institute: 1973–1996: Henshaw SK et
al., Readings on Induced Abortion, Volume 2: A World Review
2000, New York: AGI, 2001, Table 7. 1997–1999: Distributions
published by the Centers for Disease Control and Prevention,
adjusted for year-to-year changes in the reporting states.
12The
New Republic; UGANDA V. CONDOMS, Sex Change; by Arthur Allen.
Post date: 05.16.02
13
Peter S. Bearman and Hanna Bruckner, "Promising the
Future: Virginity Pledges and First Intercourse," American
Journal of Sociology, Vol. 106, No. 4 (January 2001), pp.
861, 862. The effects of a virginity pledge were shown to
be statistically significant at the 95 percent confidence
level.
14
"The Declines in Adolescent Pregnancy, Abortion and
Birth Rates in the 1990s: What Factors are Responsible?"
The Consortium of State Physicians Resource Councils, USA,
2001.