Castità
Castità
matrimoniale
Di
seguito riportiamo alcuni estratti del documento del Pontificio
Consiglio per la Famiglia, Preparazione
al sacramento del Matrimonio, riguardanti il
tema della castità.
L'intero
documento è consultabile presso il sito del Vaticano
-->
Preparazione
al sacramento del Matrimonio
N.B.
Le parti in grassetto (titoli esclusi)
non fanno parte del testo originale né hanno riferimento
alle opinioni dell'autore del brano, ma sono commenti
e sottolineature grafiche della Redazione di questo
web.
Pontificio
Consiglio per la Famiglia
Preparazione
al sacramento del Matrimonio
(...)
B.
Preparazione prossima
32.
La preparazione prossima si svolge durante il periodo del
fidanzamento. Essa si articola con corsi specifici e va
distinta da quella immediata, che di solito si concentra
negli ultimi incontri tra fidanzati ed operatori pastorali,
prima della celebrazione del sacramento. Sembra opportuno
che, durante la preparazione prossima, venga offerta la
possibilità di verificare la maturazione dei valori umani
che sono propri del rapporto di amicizia e di dialogo che
caratterizzano il fidanzamento. In vista del nuovo stato
di vita che sarà vissuta come coppia, sia offerta l'opportunità
di approfondire la vita di fede, e soprattutto quanto riguarda
la conoscenza della sacramentalità della Chiesa. E' questa
una tappa importante di evangelizzazione, in cui la fede
deve riguardare la dimensione personale e comunitaria tanto
dei singoli fidanzati quanto delle loro famiglie. In tale
approfondimento sarà anche possibile cogliere le loro eventuali
difficoltà nel vivere un'autentica vita cristiana.
33.
Il periodo di questa preparazione viene a coincidere in
genere con l'epoca della giovinezza, si presuppone quindi
tutto quanto è proprio della pastorale giovanile propriamente
detta, che si occupa della crescita integrale del fedele.
La pastorale giovanile non è separabile dall'ambito della
famiglia, come se i giovani formassero una specie di « classe
sociale » separata e indipendente. Essa deve rafforzare
il senso sociale dei giovani, in primo luogo con i membri
della propria famiglia, orientando i loro valori verso la
futura famiglia che formeranno. I giovani saranno già stati
coadiuvati nel discernimento della loro vocazione tramite
l'impegno personale, e con l'aiuto della comunità, principalmente
dei pastori. Ciò deve avere inizio ancor prima dell'impegno
del fidanzamento. Quando la vocazione si concretizza verso
il matrimonio, sarà sostenuta, in primo luogo, dalla grazia
e inoltre da un'adeguata preparazione. Detta pastorale giovanile
terrà pure presente che, per difficoltà di vario genere,
come il fatto di una « adolescenza prolungata » e quindi
una più lunga permanenza in famiglia — fenomeno nuovo e
preoccupante, — l'impegno matrimoniale dei giovani di oggi,
viene, non poche volte, procrastinato eccessivamente.
34.
Tale preparazione prossima dovrà basarsi innanzitutto su
una catechesi sostanziata dall'ascolto della Parola di Dio,
interpretata con la guida del Magistero della Chiesa, in
vista di una comprensione sempre più piena della fede, e
di una testimonianza nella vita concreta. L'insegnamento
dovrà essere offerto nel contesto di una comunità di fede
tra famiglie, specialmente nell'ambito della parrocchia,
che — a tal fine — partecipano e collaborano secondo i propri
carismi e i propri ruoli, alla formazione dei giovani, allargando
la loro influenza ad altri gruppi sociali.
35.
I fidanzati dovranno essere istruiti sulle esigenze naturali
legate al rapporto interpersonale uomo-donna nel piano di
Dio sul matrimonio e sulla famiglia: la consapevolezza in
ordine alla libertà di consenso come fondamento della loro
unione, l'unità e l'indissolubilità matrimoniale, la retta
concezione di paternità-maternità responsabile, gli aspetti
umani della sessualità coniugale, l'atto coniugale con le
sue esigenze e finalità, la retta educazione dei figli.
Il tutto finalizzato alla conoscenza della verità morale
e alla formazione della coscienza personale.
La
preparazione prossima dovrà certamente prevedere che i fidanzati
posseggano gli elementi basilari di carattere psicologico,
pedagogico, legale e medico, concernenti il matrimonio e
la famiglia. Tuttavia, specialmente per quanto riguarda
la donazione totale e la procreazione responsabile, la formazione
teologica e morale dovrà avere un particolare approfondimento.
Infatti, l'amore coniugale è amore totale, esclusivo, fedele
e fecondo (cfr. Humanae Vitae, 9).
Oggi
è saldamente riconosciuta la base scientifica dei metodi
naturali di regolazione della fertilità. E' utile la loro
conoscenza; il loro impiego, quando esistono giuste cause,
non deve restare una mera tecnica di comportamento, ma va
inserito nella pedagogia e nel processo di crescita dell'amore
(cfr. EV 97). E' allora che la virtù della castità
tra i coniugi porta a vivere la continenza periodica (cfr.
Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2366-2371).
Questa
preparazione dovrà pure garantire che i fidanzati cristiani
abbiano idee esatte, ed un sincero « sentire cum ecclesia
», circa il matrimonio stesso, circa i mutui ruoli della
donna e dell'uomo nella coppia, nella famiglia e nella società,
circa la sessualità e l'apertura verso gli altri.
36.
E' ovvio anche che si dovranno aiutare i giovani a prendere
coscienza di eventuali carenze psicologiche eo affettive,
specialmente delle incapacità di aprirsi agli altri e di
forme di egoismo che possano vanificare l'impegno totale
della loro donazione. Tale aiuto porterà pure a scoprire
le potenzialità e le esigenze di crescita umana e cristiana
della loro esistenza. Per questo i responsabili si preoccuperanno
anche di formare solidamente la coscienza morale dei fidanzati
perché siano preparati per la libera e definitiva scelta
del matrimonio che si esprimerà nel consenso mutuamente
scambiato dinanzi alla Chiesa, con il patto coniugale.
37.
Durante questo momento dell'itinerario, occorreranno incontri
frequenti in un clima di dialogo, di amicizia, di preghiera,
con la partecipazione di pastori e di catechisti. Essi dovranno
sottolineare che « la famiglia... celebra il Vangelo
della vita con la preghiera quotidiana, individuale
e familiare: con essa loda e ringrazia il Signore per il
dono della vita ed invoca la luce e forza per affrontare
i momenti di difficoltà e di sofferenza, senza mai smarrire
la speranza » (EV 93). Ed inoltre le coppie di sposi
cristiani apostolicamente impegnate, in una visuale di sano
ottimismo cristiano, possono contribuire a lumeggiare sempre
meglio la vita cristiana nel contesto della vocazione al
matrimonio e nella complementarità di tutte le vocazioni.
Questo periodo, perciò, non sarà soltanto un approfondimento
teorico, ma anche un cammino di formazione, in cui i fidanzati,
con l'aiuto della grazia e fuggendo ogni forma di peccato,
si preparano a donare se stessi come coppia a Cristo che
sostiene, purifica, nobilita il fidanzamento e la vita coniugale.
Acquista così pieno senso la castità prematrimoniale e squalifica
le convivenze previe, i rapporti prematrimoniali, ed altre
espressioni come il mariage coutumier nel processo
di crescita dell'amore.
38.
Secondo i sani principi pedagogici della gradualità e globalità
della crescita della persona, la preparazione prossima non
deve disattendere la formazione ai compiti sociali ed ecclesiali
propri di coloro che dovranno, con il loro matrimonio, dare
inizio alle nuove famiglie. L'intimità familiare non sia
concepita come intimismo chiuso in se stesso, bensì come
capacità di interiorizzare le ricchezze umane e cristiane,
insite nella vita matrimoniale in vista di una sempre maggior
donazione agli altri. La vita coniugale e familiare perciò,
in una aperta concezione della famiglia, esige dai coniugi
che si riconoscano soggetti che hanno diritti ma anche doveri
nei riguardi della società e della chiesa. A questo riguardo
sarà molto utile invitare a leggere e riflettere sui seguenti
documenti della Chiesa che sono una densa ed incoraggiante
fonte di saggezza umana e cristiana: la Familiaris Consortio,
la Lettera alle Famiglie Gratissimam Sane, la Carta
dei Diritti della Famiglia, l'Evangelium Vitae
ed altri.
39.
Così la preparazione prossima dei giovani farà comprendere
che l'impegno che assumeranno con lo scambio del consenso
« di fronte alla Chiesa », esige già nel periodo del fidanzamento
di iniziare — abbandonando eventuali pratiche contrarie
— un cammino di fedeltà vicendevole. Questo impegno umano
verrà avvalorato dai doni specifici che lo Spirito Santo
elargisce ai fidanzati che lo invocano.
40.
Poiché l'amore cristiano viene purificato, perfezionato
ed elevato dall'amore di Cristo verso la Chiesa (cfr. GS
49), i fidanzati imitino questo modello progredendo nella
consapevolezza della donazione, sempre connessa con il mutuo
rispetto e la rinuncia di sé che aiutano a crescere in esso.
La reciproca donazione quindi coinvolge sempre più l'interscambio
di doni spirituali e di sostegno morale, per una crescita
di amore e di responsabilità. « Il dono della persona esige
per sua natura di essere duraturo ed irrevocabile. L'indissolubilità
del matrimonio scaturisce primariamente dall'essenza di
tale dono: dono della persona alla persona. In questo
vicendevole donarsi viene manifestato il carattere sponsale
dell'amore » (Gratissimam Sane, 11).
41.
La spiritualità sponsale, coinvolgendo l'esperienza umana,
mai disgiunta dalla vita morale, ha la sua radice nel Battesimo
e nella Confermazione. L'itinerario di preparazione dei
fidanzati dovrà quindi annoverare un recupero dei dinamismi
sacramentali con un particolare ruolo dei sacramenti della
Riconciliazione e dell'Eucaristia. Il sacramento della Riconciliazione
glorifica la misericordia divina verso la miseria umana,
fa crescere la vitalità battesimale e i dinamismi propri
della Confermazione. Di qui il potenziamento della pedagogia
dell'amore redento che fa scoprire con meraviglia la grandezza
della misericordia di Dio davanti al dramma dell'uomo, da
Dio creato e più mirabilmente redento. L'Eucaristia, celebrando
la memoria della donazione di Cristo alla Chiesa, sviluppa
l'amore affettivo proprio del matrimonio nella donazione
quotidiana al coniuge e ai figli, senza dimenticare e disattendere
che « la celebrazione che dà significato ad ogni forma di
preghiera e di culto è quella che s'esprime nell'esistenza
quotidiana della famiglia, se è un'esistenza fatta di
amore e donazione » (EV 93).
42.
Per una così molteplice e armonica preparazione occorre
reperire e formare adeguatamente degli incaricati «ad hoc».
Sarà opportuno pertanto creare un gruppo, a diversi livelli,
di agenti consapevoli di essere inviati dalla Chiesa, costituito
specialmente da coppie di sposi cristiani, tra i quali non
manchino, possibilmente, esperti in medicina, in legge,
in psicologia, con un presbitero, perché siano preparati
ai ruoli da svolgere.
43.
Per questo i collaboratori e responsabili siano persone
di sicura dottrina e fedeltà indiscussa al Magistero della
Chiesa, in modo che possano trasmettere, con una sufficiente
e approfondita conoscenza e con la testimonianza di vita,
le verità di fede e le responsabilità connesse con il matrimonio.
E' più che ovvio che questi operatori pastorali, in quanto
educatori, dovranno essere forniti anche di capacità di
accoglienza dei fidanzati, qualunque sia la loro estrazione
socio-culturale, la loro formazione intellettuale e le loro
concrete capacità. Inoltre la loro testimonianza di vita
fedele e di gioiosa donazione è condizione indispensabile
per espletare il loro incarico. Da queste esperienze di
vita e dai loro problemi umani potranno prendere spunto
per illuminare i nubendi con la sapienza cristiana.
44.
Questo implica un adeguato programma di formazione di agenti.
Tale preparazione destinata ai formatori li renderà idonei
ad esporre, con chiara adesione al Magistero della Chiesa,
con idonea metodologia e con sensibilità pastorale, le linee
fondamentali della preparazione al matrimonio, di cui abbiamo
parlato, e a portare anche il contributo specifico, secondo
la loro competenza, nella preparazione immediata di cui
ai nn. 50-59. Gli operatori dovrebbero ricevere in appositi
Istituti Pastorali la loro formazione ed essere accuratamente
scelti dal Vescovo.
45.
Il risultato finale di questo periodo di preparazione prossima
sarà perciò costituito dalla chiara consapevolezza delle
note essenziali del matrimonio cristiano: unità, fedeltà,
indissolubilità, fecondità; la coscienza di fede circa la
priorità della Grazia sacramentale, che associa gli sposi
come soggetti e ministri del sacramento all'Amore di Cristo
Sposo della Chiesa; la disponibilità a vivere la missione
propria delle famiglie nel campo educativo sociale ed ecclesiale.
46.
Come ricorda la Familiaris Consortio, l'itinerario
formativo dei giovani fidanzati dovrà perciò prevedere:
l'approfondimento della fede personale e la riscoperta del
valore dei sacramenti e dell'esperienza di preghiera; la
preparazione specifica alla vita a due « che, presentando
il matrimonio come un rapporto interpersonale dell'uomo
e della donna da svilupparsi continuamente, stimoli ad approfondire
i problemi della sessualità coniugale e della paternità
responsabile, con le conoscenze medico-biologiche essenziali
che vi sono connesse, ed avvii alla familiarità con retti
metodi di educazione dei figli, favorendo l'acquisizione
degli elementi di base per un'ordinata conduzione della
famiglia » (FC 66); la « preparazione all'apostolato
familiare, alla fraternità e collaborazione con le altre
famiglie, all'inserimento attivo in gruppi, associazioni,
movimenti e iniziative che hanno per finalità il bene umano
e cristiano della famiglia » (Ibid.).
Inoltre
i nubendi siano aiutati preventivamente in modo da poter
poi mantenere e coltivare l'amore coniugale; la comunicazione
interpersonale-coniugale; le virtù e le difficoltà della
vita coniugale; e come superare le inevitabili « crisi »
coniugali.
47.
Il centro, tuttavia, di tale preparazione dovrà essere costituito
dalla riflessione di fede attraverso la Parola di Dio e
la guida del Magistero sul sacramento del Matrimonio. I
nubendi saranno quindi resi consapevoli che il diventare
« una caro » (Mt 19, 6) in Cristo, in forza dello
Spirito, con il matrimonio cristiano, significa imprimere
alla propria esistenza una nuova conformazione della vita
battesimale. Il loro amore diventerà, con il sacramento,
espressione concreta dell'amore di Cristo per la sua Chiesa
(cfr. LG 11). Sotto la luce della sacramentalità,
gli stessi atti coniugali, la procreazione responsabile,
l'azione educatrice, la comunione di vita, l'apostolicità
e la missionarietà connesse con la vita di coniugi cristiani,
sono da considerarsi momenti validi di esperienza cristiana.
Cristo, anche se in modo non ancora sacramentale, sorregge
e accompagna l'itinerario di grazia e di crescita dei fidanzati
verso la partecipazione al suo mistero di unione con la
Chiesa.
48.
A proposito di un eventuale direttorio, che raccolga le
migliori esperienze in ordine alla preparazione al matrimonio,
sembra opportuno ricordare quanto il Santo Padre Giovanni
Paolo II ha detto nel discorso di conclusione della Assemblea
Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia tenutasi
dal 30 settembre al 5 ottobre dell'anno 1991: « E' indispensabile
che alla preparazione dottrinale vengano dati il tempo e
la cura necessari. La sicurezza del contenuto deve essere
il centro e l'obiettivo essenziale dei corsi, in una prospettiva
che renda più cosciente la celebrazione del sacramento del
Matrimonio e tutto ciò che ne scaturisce per la responsabilità
della famiglia. Le questioni relative all'unità e all'indissolubilità
del matrimonio, e quanto riguarda i significati dell'unione
e della procreazione della vita coniugale e del suo atto
specifico, debbono essere trattate con fedeltà ed accuratezza,
secondo il chiaro insegnamento dell'Enciclica Humanae
Vitae (cfr. 11-12). Ugualmente tutto ciò che concerne
il dono della vita, che i genitori debbono accogliere in
maniera responsabile, con gioia, come collaboratori del
Signore. E' bene che nei corsi sia privilegiato non solo
ciò che si riferisce a una libertà matura e vigilante di
coloro che desiderano contrarre matrimonio, ma anche alla
missione propria dei genitori, primi educatori dei figli
e primi evangelizzatori ».
Questo
Pontificio Consiglio constata, con profonda soddisfazione,
che cresce la corrente che porta a un maggiore impegno e
consapevolezza sulla importanza e dignità del fidanzamento.
Similmente esorta che la durata dei corsi specifici non
sia breve al punto che si riducano ad una mera formalità.
Dovranno invece poter fornire il tempo sufficiente per una
buona e chiara presentazione degli argomenti fondamentali
sopra indicati.3
Il
corso può essere realizzato nelle singole parrocchie se
il numero dei fidanzati è sufficiente e se ci sono collaboratori
preparati, o nelle Vicarie episcopali o Vicarie foranee,
forme o strutture di coordinamento parrocchiali. A volte
possono essere realizzati da incaricati di Movimenti familiari,
Associazioni o gruppi apostolici orientati da un sacerdote
competente. E' un campo che dovrebbe essere coordinato dall'organismo
diocesano, che operi a nome del Vescovo. I contenuti,
senza trascurare aspetti vari della psicologia, medicina
e altre scienze umane, debbono essere centrati sulla
dottrina naturale e cristiana del matrimonio.
49.
In questa preparazione, specialmente oggi, occorre formare
e rafforzare i nubendi nei valori che riguardano la difesa
della vita. In modo peculiare, per il fatto che essi diventeranno
chiesa domestica e « Santuario della vita » (EV 92-94),
faranno parte a nuovo titolo del « popolo della vita e per
la vita » (EV 6, 101). La mentalità contraccettiva,
oggi imperante in tanti luoghi, e le legislazioni permissive
dilaganti con tutto ciò che comportano nel disprezzo della
vita dal momento del concepimento alla morte, costituiscono
un insieme di attacchi molteplici a cui è esposta la famiglia,
ferendola nel più intimo della sua missione e impedendole
lo sviluppo secondo le esigenze di una autentica crescita
umana (cfr. Centesimus Annus, 39). Quindi oggi più
di prima è necessaria una formazione delle menti e dei cuori
dei componenti i nuovi focolari domestici a non conformarsi
con le mentalità imperanti. Essi potranno così contribuire
un giorno, con la loro vita di nuove famiglie, a creare
e a sviluppare la cultura della vita rispettando e accogliendo,
all'interno del loro amore, le nuove vite come testimonianza
ed espressione dell'annuncio, celebrazione e servizio per
ogni vita (EV 83-84, 86, 93).
(...)