Castità
Opere
dei Santi
Sant'Alfonso
Maria de'Liguori
Apparecchio
alla morte
CONSIDERAZIONE
XXXI
DELLA PERSEVERANZA
PUNTO
I
(...)
Il demonio
quando è discacciato da un'anima, non trova riposo
e mette tutta l'opera per ritornare ad entrarvi, chiama
anche compagni in aiuto, e se gli riesce di rientrarvi,
sarà assai più grande per quell'anima la seconda
ruina, che non fu la prima.
Andate
dunque considerando di qual'armi avete ad avvalervi, per
difendervi da questi nemici e conservarvi in grazia di Dio.
Per non esser vinto dal demonio, non v'è altra difesa
che l'orazione. Dice S. Paolo che noi non abbiamo a combattere
contra uomini come noi di carne e sangue, ma contra i principi
dell'inferno: «Non est nobis colluctatio adversus
carnem et sanguinem, sed adversus principes et potestates»
(Eph. 6. 12). E vuole con ciò avvertirci che noi
non abbiamo forze da resistere a tali potenze, onde abbiamo
bisogno che Dio ci aiuti. Coll'aiuto divino potremo tutto:
«Omnia possum in eo qui me confortat»
(Phil. 4. 13): così egli dicea, e così dobbiamo
dire ciascuno di noi. Ma quell'aiuto non si dona, se non
a chi lo domanda coll'orazione. «Petite, et accipietis».11
Non ci fidiamo dunque de' nostri propositi; se mettiamo
a12 questi confidenza, sarem perduti: tutta la confidenza,
quando siam tentati dal demonio, mettiamola all'aiuto13
di Dio con raccomandarci allora a Gesu-Cristo ed a Maria
SS. E specialmente dobbiamo ciò fare, quando siam
tentati contro la castità, poiché questa tentazione
fra tutte è la più terribile, ed è
quella con cui il demonio riporta più vittorie. Noi
non abbiamo forza di conservar la castità. Iddio
ce l'ha da dare. Dicea Salomone: «Et ut scivi
quoniam aliter non possum esse continens, nisi Deus det...
adii Dominum, et deprecatus sum illum» (Sap.
8. 21). Bisogna dunque in tale tentazione subito ricorrere
a Gesu-Cristo ed alla sua santa Madre, invocando allora
spesso i loro SS. nomi di Gesù, e di Maria. Chi fa
così, vincerà; chi non fa così, sarà
perduto.
Affetti e preghiere
«Ne
proiicias me a facie tua».14 Ah mio Dio, non
mi discacciate dalla vostra faccia. Già so che Voi
non mi abbandonerete mai, s'io
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non
sono il primo ad abbandonarvi; ma di questo io tremo per
la sperienza della mia debolezza. Signore, Voi m'avete da
dar fortezza che mi bisogna contro l'inferno, che pretende
di vedermi di nuovo fatto suo schiavo. Ve la cerco15 per
amore di Gesu-Cristo. Stabilite, o mio Salvatore, fra me
e Voi una pace perpetua, che non abbia più a rompersi
in eterno. E perciò datemi il vostro santo amore.
«Qui non diligit, manet in morte».16
Chi non v'ama, è morto. Da questa morte infelice
Voi m'avete da salvare, o Dio dell'anima mia. Io ero perduto,
già lo sapete. Tutta è stata vostra bontà
il ridurmi a questo stato in cui mi vedo, e spero di stare
in grazia vostra. Deh non permettete, Gesù mio, per
quella morte amara che soffriste per me, ch'io l'abbia volontariamente
da tornare a perdere. Io v'amo sopra ogni cosa. Spero di
vedermi sempre ligato17 da questo santo amore, per così
legato morire, e legato vivere in eterno.
O
Maria, Voi vi chiamate la madre della perseveranza. Questo
gran dono per Voi si dispensa: a Voi lo domando,18 e per
Voi lo spero.
11 [17.] Ioan., 16, 24.
12
[18.] mettiamo a) mettiamo in VR BR1 BR2.
13
[20.] all'aiuto) nell'aiuto VR BR1 BR2.
14
[31.] Ps., 50, 13.
15
[4.] cerco) chiedo VR BR1 BR2.
16
[7.] I Ioan., 3, 14.
17
[13.] ligato) legato VR BR1 BR2.
18
[16.] domando) dimando VR BR1 BR2