Castità
Castità
consacrata
Di
seguito riportiamo alcuni estratti dell'Enciclica di Paolo
VI, Sacerdotalis
caelibatus,
riguardanti
il tema della castità.
L'intero
documento è consultabile presso il sito del Vaticano
-->
Sacerdotalis
caelibatus
N.B.
Le parti in grassetto (titoli esclusi)
non fanno parte del testo originale né hanno riferimento
alle opinioni dell'autore del brano, ma sono commenti
e sottolineature grafiche della Redazione di questo
web.
Paolo
VI
Enciclica
Sacerdotalis
caelibatus
(...)
II.
LA VITA SACERDOTALE
73.
Il sacerdote non deve credere che l'ordinazione gli renda
tutto facile e che lo metta definitivamente al riparo da
ogni tentazione o pericolo. La castità non
si acquisisce una volta per sempre, ma è il risultato
di una laboriosa conquista e di una quotidiana affermazione.
Il mondo del nostro tempo dà grande rilievo al valore
positivo dell'amore nel rapporto tra i sessi, ma ha anche
moltiplicato le difficoltà e i rischi in questo campo;
quindi è necessario che il sacerdote, per salvaguardare
con ogni cura il bene della sua castità e per affermarne
il sublime significato, consideri con lucidità e
serenità la sua condizione di uomo esposto al combattimento
spirituale contro le seduzioni della carne in se stesso
e nel mondo, col proposito incessantemente rinnovato di
perfezionare sempre più e sempre meglio la sua irrevocabile
offerta, che lo impegna a una piena, leale e reale fedeltà.
74.
Nuova forza e nuova gioia verrà al sacerdote
di Cristo nell'approfondire ogni giorno nella meditazione
e nella preghiera i motivi della sua donazione e la convinzione
di aver scelto la parte migliore. Egli implorerà
con umiltà e perseveranza la grazia della fedeltà,
che non mai è negata a chi la chiede con cuore sincero,
ricorrendo nello stesso tempo ai mezzi naturali e soprannaturali
di cui dispone. Non trascurerà, soprattutto, quelle
norme ascetiche che sono garantite dalla esperienza della
Chiesa e che nelle odierne circostanze non sono meno necessarie
d'un tempo (121
(...)
78.
La vita sacerdotale esige una intensità spirituale
genuina e sicura per vivere dello Spirito e per conformarsi
allo Spirito (127), una ascetica interiore ed esteriore
veramente virile in chi, appartenendo a speciale titolo
a Cristo, ha in lui e per lui crocifisso la carne con le
sue passioni e le sue voglie (128), non dubitando per questo
di affrontare duri e diuturni cimenti (129). Il ministro
di Cristo potrà così meglio manifestare al
mondo i frutti dello Spirito, che sono: carità, gioia,
pace, pazienza, benignità, bontà, longanimità,
mitezza, fedeltà, moderazione, continenza, castità
(130).
79.
La castità sacerdotale è incrementata, custodita
e difesa anche da un genere di vita, da un ambiente e da
un'attività confacenti a un ministro di Dio, per
cui è necessario fomentare al massimo quella intima
fraternità sacramentale (131), della
quale tutti i sacerdoti godono in virtù della sacra
ordinazione. Il Signore nostro Gesù ha insegnato
l'urgenza del comandamento nuovo della carità e ne
ha dato mirabile esempio proprio quando istituiva il sacramento
della Eucaristia e del sacerdozio cattolico (132), e pregò
il Padre celeste affinché l'amore col quale il Padre
lo ha amato da sempre fosse nei suoi ministri ed egli in
loro (133).
80.
Sia dunque perfetta la comunione di spirito tra i sacerdoti
e intenso lo scambio di preghiere, di serena amicizia e
di aiuti d'ogni genere. Non si raccomanderà mai abbastanza
ai sacerdoti una certa loro vita comune tutta tesa al ministero
propriamente spirituale; pratica di incontri frequenti con
fraterni scambi di idee, di consigli e di esperienza tra
confratelli; l'impulso alle associazioni che favoriscono
la santità sacerdotale.
(...)