O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te!

 

 

Cerca nel Sito Cerca nel Web

powered by FreeFind

 

(Per qualsiasi tipo di info, suggerimento e richiesta)

Contattaci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

^ torna all'inizio della pagina

 

 

Castità

Castità consacrata

 

Di seguito riportiamo alcuni estratti del documento della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, Direttive sulla formazione negli istituti religiosi riguardanti il tema della castità.

L'intero documento è consultabile presso il sito del Vaticano

--> Direttive sulla formazione negli istituti religiosi

N.B. Le parti in grassetto (titoli esclusi) non fanno parte del testo originale né hanno riferimento alle opinioni dell'autore del brano, ma sono commenti e sottolineature grafiche della Redazione di questo web.

Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica

Direttive sulla formazione negli istituti religiosi

(...)

LA CASTITÀ

13. «Il consiglio evangelico della castità assunto per il Regno dei cieli, che è segno della vita futura e fonte di una più ricca fecondità nel cuore indiviso, comporta l'obbligo della perfetta continenza nel celibato».21 La sua pratica comporta che la persona consacrata mediante i voti religiosi metta al centro della sua vita affettiva una relazione «più immediata» (ET 13) con Dio per mezzo del Cristo, nello Spirito.

«Poiché l'osservanza della continenza perfetta tocca intimamente le inclinazioni profonde della natura umana, i candidati alla professione della castità non abbraccino questo stato, né siano ammessi, se non dopo una prova veramente sufficiente e dopo che sia stata da essi raggiunta una conveniente maturità psicologica ed affettiva. Essi non solo siano preavvertiti circa i pericoli ai quali va incontro la castità, ma devono essere educati in maniera tale da abbracciare il celibato consacrato a Dio anche come un bene per lo sviluppo integrale della propria persona». 22

Una tendenza istintiva porta la persona umana ad assolutizzare l'amore umano. Tendenza caratterizzata dall'egoismo affettivo che si afferma con il dominio sulla persona amata, come se da tale dominio potesse nascere la felicità. D'altra parte, l'uomo fa fatica a comprendere che l'amore possa essere vissuto nel dono intero di se stesso, senza necessariamente esigere l'espressione sessuale. Quindi, l'educazione alla castità dovrà mirare ad aiutare ciascuna e ciascuno a controllare e a padroneggiare i suoi impulsi sessuali, evitando nello stesso tempo l'egoismo affettivo orgogliosamente soddisfatto dalla propria fedeltà nella purezza. Non è a caso che gli antichi Padri dessero all'umiltà una priorità sulla castità, giacché - come prova l'esperienza - la purezza può anche andare d'accordo con la durezza del cuore.

La castità rende libero in maniera speciale il cuore dell'uomo (1 Cor 7, 32-35), così da accenderlo sempre più di carità verso Dio e verso tutti gli uomini. Uno dei più grandi contributi che il religioso può apportare agli uomini oggi è certamente quello di rivelare loro, con la sua vita più che con le sue parole, la possibilità di una vera dedizione ed apertura agli altri, condividendo le loro gioie, rimanendo fedele e costante nell'amore, senza atteggiamento di dominio e di esclusività.

Di conseguenza, la pedagogia della castità consacrata procurerà di:

  • mantenere la gioia e l'azione di grazie per l'amore personale con cui ciascuno è guardato e scelto da Cristo;
  • incoraggiare la pratica frequente del sacramento della riconciliazione, il ricorso ad una direzione spirituale regolare e lo scambio di un vero amore fraterno in comunità, concretizzato in relazioni franche e cordiali;
  • spiegare il valore del corpo e il suo significato e formare ad un'igiene corporale elementare (sonno, sport, sollievo, nutrimento, ecc);
  • dare nozioni fondamentali sulla sessualità maschile e femminile con le loro connotazioni fisiche, psicologiche, spirituali;
  • aiutare al controllo di sé, sul piano sessuale ed affettivo, ed anche in quello che riguarda altri bisogni istintivi o acquisiti (golosità, tabacco, alcool);
  • aiutare ciascuno ad assumere le proprie esperienze passate, sia positive per renderne grazie, sia negative per individuare i punti deboli, umiliarsi serenamente davanti a Dio e rimanere vigilante per l'avvenire;
  • mettere in luce la fecondità della castità, la paternità spirituale (Gal 4, 19) che genera vita per la Chiesa;
  • creare un clima di confidenza tra i religiosi e i loro educatori, che devono essere pronti a comprendere tutto e ad ascoltare affettuosamente per illuminare e sostenere;
  • comportarsi con la prudenza dovuta nell'uso dei mezzi di comunicazione sociale e nelle relazioni personali che potrebbero essere di ostacolo ad una pratica coerente del consiglio di castità (cf. cc. 277, 2 e 666). Esercitare tale prudenza spetta non solo ai religiosi, ma anche ai loro superiori.

(...)

D) SESSUALITÀ E FORMAZIONE

39. Le generazioni di oggi sono spesso cresciute in un ambiente di coeducazione, senza che i ragazzi e le ragazze siano sempre aiutati a conoscere le loro ricchezze e i loro rispettivi limiti. I contatti di apostolato di ogni genere, maggiore collaborazione che si è instaurata tra i religiosi e le religiose, con correnti culturali attuali, rendono particolarmente utile una formazione in questo campo. La promiscuità prematura e la collaborazione stretta e frequente sono necessariamente una garanzia di maturità nelle relazioni tra gli uni e le altre. Converrà dunque prendere le misure per promuovere e affermare questa maturità, in vista di educare alla pratica della castità perfetta.

Inoltre, uomini e donne devono prendere conoscenza della loro specifica situazione nel piano di Dio, del contributo originale che apportano rispettivamente all'opera della salvezza. Così si offrirà ai futuri religiosi la possibilità di una riflessione sul ruolo della sessualità nel disegno divino di creazione e di salvezza.

In questo contesto, si esporranno e si comprenderanno le ragioni che giustificano il fatto di scartare dalla vita religiosa quelle e quelli che non giungeranno a padroneggiare le tendenze omosessuali e che pretendessero di poter adottare una terza via «vissuta come uno stato ambiguo tra il celibato e il matrimonio» 42

40. Dio non ha fatto un mondo indifferenziato. Creando l'uomo a sua immagine e somiglianza (Gen 1, 26-27), in quanto creatura ragionevole e libera, capace di conoscerlo ed amarlo, non l'ha voluto solo, ma in relazione con un'altra persona umana, la donna (Gen 2, 18). Fra i due si stabilisce una relazione reciproca, dell'uomo riguardo alla donna e della donna riguardo all'uomo.43 "La donna è un altro io nella loro comune umanità».44 Perciò «I'uomo e la donna sono chiamati fin dal principio non solo a vivere l'uno accanto all'altra, a insieme, ma anche a vivere reciprocamente l'uno per l'altra».45

Si comprenderà facilmente l'interesse di questi principi antropologici quando si tratta di formare quelli e quelle che, per una grazia speciale, hanno fatto liberamente professione di castità perfetta per il Regno dei cieli.

41. «Uno studio approfondito dei fondamenti antropologici della condizione maschile o femminile» porterà a «precisare l'identità personale propria della donna nella sua relazione di diversità e di complementarietà reciproca con l'uomo; e ciò non solo per quanto riguarda i ruoli da ricoprire e le funzioni da assicurare, ma anche e più profondamente per quanto riguarda la struttura della persona e il suo significato.46 La storia della vita religiosa prova che molte donne, nel chiostro o nel mondo, vi hanno trovato un posto ideale di servizio a Dio e agli uomini, le condizioni favorevoli all'espansione della propria femminilità e, di conseguenza, una più profonda comprensione della loro identità. Questo approfondimento deve essere ancora perseguito grazie alla riflessione teologica e alI'« apporto offerto dalle diverse scelte umane e dalle varie culture». 47

Non bisogna dimenticare infine, per una migliore perfezione della specificità della vita religiosa femminile, che «la figura di Maria di Nazaret proietta una luce sulla donna in quanto tale, per il fatto stesso che Dio, nel sublime evento dell'incarnazione del Figlio, è ricorso al servizio libero e attivo di una donna. Si può dunque affermare che la donna, se guarda a Maria, trova in lei il segreto per vivere degnamente la sua femminilità e realizzare la sua vera promozione. Alla luce di Maria, la Chiesa scopre nel volto della donna i riflessi di una bellezza che è come lo specchio dei sentimenti più elevati di cui il cuore umano è capace: la pienezza del dono di sé suscitato dall'amore; la forza che sa resistere alle più grandi sofferenze; la fedeltà senza limiti e l'attività instancabile; la capacità di armonizzare l'intuizione penetrante con la parola di sostegno e di incoraggiamento». 48

(...)