Castità
Nelle
Sacre Scritture
Alcuni
significativi brani dell'Antico Testamento, accompagnati
da un piccolo commento, riguardanti la castità
Terribile
castigo divino della lussuria, particolarmente della omosessualità.
Gen.
18,16ss
16Quegli
uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma
dall'alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli.
17Il Signore diceva: "Devo io tener nascosto ad Abramo
quello che sto per fare, 18mentre Abramo dovrà diventare
una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette
tutte le nazioni della terra? 19Infatti io l'ho scelto,
perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia
dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con
giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per
Abramo quanto gli ha promesso". 20Disse allora il Signore:
"Il grido contro Sòdoma e Gomorra è troppo
grande e il loro peccato è molto grave. 21Voglio
scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di
cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!".
22Quegli
uomini partirono di lì e andarono verso Sòdoma,
mentre Abramo stava ancora davanti al Signore. 23Allora
Abramo gli si avvicinò e gli disse: "Davvero
sterminerai il giusto con l'empio? 24Forse vi sono cinquanta
giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E
non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti
che vi si trovano? 25Lungi da te il far morire il giusto
con l'empio, così che il giusto sia trattato come
l'empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra
non praticherà la giustizia?". 26Rispose il
Signore: "Se a Sòdoma troverò cinquanta
giusti nell'ambito della città, per riguardo a loro
perdonerò a tutta la città".
27Abramo
riprese e disse: "Vedi come ardisco parlare al mio
Signore, io che sono polvere e cenere... 28Forse ai cinquanta
giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai
tutta la città?". Rispose: "Non la distruggerò,
se ve ne trovo quarantacinque". 29Abramo riprese ancora
a parlargli e disse: "Forse là se ne troveranno
quaranta". Rispose: "Non lo farò, per riguardo
a quei quaranta". 30Riprese: "Non si adiri il
mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno
trenta". Rispose: "Non lo farò, se ve ne
troverò trenta". 31Riprese: "Vedi come
ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno
venti". Rispose: "Non la distruggerò per
riguardo a quei venti". 32Riprese: "Non si adiri
il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là
se ne troveranno dieci". Rispose: "Non la distruggerò
per riguardo a quei dieci". 33Poi il Signore, come
ebbe finito di parlare con Abramo, se ne andò e Abramo
ritornò alla sua abitazione.
19
1I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera,
mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non
appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro
incontro e si prostrò con la faccia a terra. 2E disse:
"Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi
passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina,
per tempo, ve ne andrete per la vostra strada". Quelli
risposero: "No, passeremo la notte sulla piazza".
3Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono
nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto,
fece cuocere gli azzimi e così mangiarono. 4Non si
erano ancora coricati, quand'ecco gli uomini della città,
cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono
intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al
completo. 5Chiamarono Lot e gli dissero: "Dove sono
quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli
uscire da noi, perché possiamo abusarne!". 6Lot
uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso
il battente dietro di sé, 7disse: "No, fratelli
miei, non fate del male! 8Sentite, io ho due figlie che
non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti
fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate
nulla a questi uomini, perché sono entrati all'ombra
del mio tetto". 9Ma quelli risposero: "Tirati
via! Quest'individuo è venuto qui come straniero
e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!".
E spingendosi violentemente contro quell'uomo, cioè
contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta. 10Allora
dall'interno quegli uomini sporsero le mani, si trassero
in casa Lot e chiusero il battente; 11quanto agli uomini
che erano alla porta della casa, essi li colpirono con un
abbaglio accecante dal più piccolo al più
grande, così che non riuscirono a trovare la porta.
12Quegli
uomini dissero allora a Lot: "Chi hai ancora qui? Il
genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città,
falli uscire da questo luogo. 13Perché noi stiamo
per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro
di loro davanti al Signore è grande e il Signore
ci ha mandati a distruggerli". 14Lot uscì a
parlare ai suoi generi, che dovevano sposare le sue figlie,
e disse: "Alzatevi, uscite da questo luogo, perché
il Signore sta per distruggere la città!". Ma
parve ai suoi generi che egli volesse scherzare. 15Quando
apparve l'alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo:
"Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui
ed esci per non essere travolto nel castigo della città".
16Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui,
sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia
del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero
fuori della città. 17Dopo averli condotti fuori,
uno di loro disse: "Fuggi, per la tua vita. Non guardare
indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne,
per non essere travolto!". 18Ma Lot gli disse: "No,
mio Signore! 19Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi
occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me
salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire
sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia.
20Vedi questa città: è abbastanza vicina perché
mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia
che io fugga lassù - non è una piccola cosa?
- e così la mia vita sarà salva". 21Gli
rispose: "Ecco, ti ho favorito anche in questo, di
non distruggere la città di cui hai parlato. 22Presto,
fuggi là perché io non posso far nulla, finché
tu non vi sia arrivato". Perciò quella città
si chiamò Zoar.
23Il
sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar, 24quand'ecco
il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e
sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. 25Distrusse
queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti
delle città e la vegetazione del suolo. 26Ora la
moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua
di sale.
27Abramo
andò di buon mattino al luogo dove si era fermato
davanti al Signore; 28contemplò dall'alto Sòdoma
e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo
saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.
29Così,
quando Dio distrusse le città della valle, Dio si
ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe,
mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva
abitato.
Qualche
risposta a eventuali domande che potrebbero sorgere riguardo
a s. Abramo, al santo re Davide etc.. Qualcuno potrebbe
chiedersi come mai Davide e altri personaggi dell’A. T.
avevano tante mogli, dato che, come dice Gesù , il
progetto di Dio iniziale era che l’uomo avesse una sola
donna in moglie. La risposta è che a causa del peccato
originale l’uomo si era pervertito e, per la sua durezza
di cuore, anche nella Legge mosaica era concesso che l’uomo
potesse ripudiare la donna. Con la venuta di Cristo e della
sua grazia l’uomo, però, è di nuovo in grado
di vivere secondo la piena verità del suo essere,
e perciò ha la forza morale per poter vivere in matrimonio
con una sola donna, perciò coloro che sono veramente
guidati dallo Spirito Santo, dopo la morte di Cristo, non
si uniscono in matrimonio con più donne nè
hanno accanto alla moglie più concubine. La poligamia,
a partire dalla venuta di Cristo diventa con chiarezza per
sé, un male grave, e un peccato grave semprechè
chi vive in essa conosca o possa conoscere la verità
a riguardo.
La
fede e il s. amore di Dio sono il fondamento della castità
: allorché si perde la vera fede in Dio la lussuria
prende il sopravvento e con essa, poi, sopraggiunge il castigo
Esodo
32
1Il
popolo, vedendo che Mosè tardava a scendere dalla
montagna, si affollò intorno ad Aronne e gli disse:
"Facci un dio che cammini alla nostra testa, perché
a quel Mosè, l'uomo che ci ha fatti uscire dal paese
d'Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto". 2Aronne
rispose loro: "Togliete i pendenti d'oro che hanno
agli orecchi le vostre mogli e le vostre figlie e portateli
a me". 3Tutto il popolo tolse i pendenti che ciascuno
aveva agli orecchi e li portò ad Aronne. 4Egli li
ricevette dalle loro mani e li fece fondere in una forma
e ne ottenne un vitello di metallo fuso. Allora dissero:
"Ecco il tuo Dio, o Israele, colui che ti ha fatto
uscire dal paese d'Egitto!". 5Ciò vedendo, Aronne
costruì un altare davanti al vitello e proclamò:
"Domani sarà festa in onore del Signore".
6Il giorno dopo si alzarono presto, offrirono olocausti
e presentarono sacrifici di comunione. Il popolo sedette
per mangiare e bere, poi si alzò per darsi al divertimento.
7Allora
il Signore disse a Mosè: "Va', scendi, perché
il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal paese d'Egitto,
si è pervertito. 8Non hanno tardato ad allontanarsi
dalla via che io avevo loro indicata! Si son fatti un vitello
di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi, gli
hanno offerto sacrifici e hanno detto: Ecco il tuo Dio,
Israele; colui che ti ha fatto uscire dal paese di Egitto".
9Il
Signore disse inoltre a Mosè: "Ho osservato
questo popolo e ho visto che è un popolo dalla dura
cervice. 10Ora lascia che la mia ira si accenda contro di
loro e li distrugga. Di te invece farò una grande
nazione".
11Mosè
allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: "Perché,
Signore, divamperà la tua ira contro il tuo popolo,
che tu hai fatto uscire dal paese d'Egitto con grande forza
e con mano potente? 12Perché dovranno dire gli Egiziani:
Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le
montagne e farli sparire dalla terra? Desisti dall'ardore
della tua ira e abbandona il proposito di fare del male
al tuo popolo. 13Ricòrdati di Abramo, di Isacco,
di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso
e hai detto: Renderò la vostra posterità numerosa
come le stelle del cielo e tutto questo paese, di cui ho
parlato, lo darò ai tuoi discendenti, che lo possederanno
per sempre".
14Il
Signore abbandonò il proposito di nuocere al suo
popolo.
15Mosè
ritornò e scese dalla montagna con in mano le due
tavole della Testimonianza, tavole scritte sui due lati,
da una parte e dall'altra. 16Le tavole erano opera di Dio,
la scrittura era scrittura di Dio, scolpita sulle tavole.
17Giosuè
sentì il rumore del popolo che urlava e disse a Mosè:
"C'è rumore di battaglia nell'accampamento".
18Ma rispose Mosè:
"Non
è il grido di chi canta: Vittoria!
Non è il grido di chi canta: Disfatta!
Il grido di chi canta a due cori io sento".
19Quando
si fu avvicinato all'accampamento, vide il vitello e le
danze. Allora si accese l'ira di Mosè: egli scagliò
dalle mani le tavole e le spezzò ai piedi della montagna.
20Poi afferrò il vitello che quelli avevano fatto,
lo bruciò nel fuoco, lo frantumò fino a ridurlo
in polvere, ne sparse la polvere nell'acqua e la fece trangugiare
agli Israeliti.
21Mosè
disse ad Aronne: "Che ti ha fatto questo popolo, perché
tu l'abbia gravato di un peccato così grande?".
22Aronne rispose: "Non si accenda l'ira del mio signore;
tu stesso sai che questo popolo è inclinato al male.
23Mi dissero: Facci un dio, che cammini alla nostra testa,
perché a quel Mosè, l'uomo che ci ha fatti
uscire dal paese d'Egitto, non sappiamo che cosa sia capitato.
24Allora io dissi: Chi ha dell'oro? Essi se lo sono tolto,
me lo hanno dato; io l'ho gettato nel fuoco e ne è
uscito questo vitello".
25Mosè
vide che il popolo non aveva più freno, perché
Aronne gli aveva tolto ogni freno, così da farne
il ludibrio dei loro avversari. 26Mosè si pose alla
porta dell'accampamento e disse: "Chi sta con il Signore,
venga da me!". Gli si raccolsero intorno tutti i figli
di Levi. 27Gridò loro: "Dice il Signore, il
Dio d'Israele: Ciascuno di voi tenga la spada al fianco.
Passate e ripassate nell'accampamento da una porta all'altra:
uccida ognuno il proprio fratello, ognuno il proprio amico,
ognuno il proprio parente".
28I
figli di Levi agirono secondo il comando di Mosè
e in quel giorno perirono circa tremila uomini del popolo.
29Allora Mosè disse: "Ricevete oggi l'investitura
dal Signore; ciascuno di voi è stato contro suo figlio
e contro suo fratello, perché oggi Egli vi accordasse
una benedizione".
30Il
giorno dopo Mosè disse al popolo: "Voi avete
commesso un grande peccato; ora salirò verso il Signore:
forse otterrò il perdono della vostra colpa".
31Mosè
ritornò dal Signore e disse: "Questo popolo
ha commesso un grande peccato: si sono fatti un dio d'oro.
32Ma ora, se tu perdonassi il loro peccato... E se no, cancellami
dal tuo libro che hai scritto!".
33Il
Signore disse a Mosè: "Io cancellerò
dal mio libro colui che ha peccato contro di me. 34Ora va',
conduci il popolo là dove io ti ho detto. Ecco il
mio angelo ti precederà; ma nel giorno della mia
visita li punirò per il loro peccato".
35Il
Signore percosse il popolo, perché aveva fatto il
vitello fabbricato da Aronne.
La
passione impura giunge a far compiere le più grandi
nefandezze e, per conseguenza, a causare terribili mali
per noi e per coloro che vivono con noi.
Giudici
19
1In
quel tempo, quando non c'era un re in Israele, un levita,
il quale dimorava all'interno delle montagne di Efraim,
si prese per concubina una donna di Betlemme di Giuda. 2Ma
la concubina in un momento di collera lo abbandonò,
tornando a casa del padre a Betlemme di Giuda e vi rimase
per quattro mesi. 3Suo marito si mosse e andò da
lei per convincerla a tornare. Aveva preso con sé
il suo servo e due asini. Ella lo condusse in casa di suo
padre; quando il padre della giovane lo vide, gli andò
incontro con gioia. 4Suo suocero, il padre della giovane,
lo trattenne ed egli rimase con lui tre giorni; mangiarono
e bevvero e passarono la notte in quel luogo. 5Il quarto
giorno si alzarono di buon'ora e il levita si disponeva
a partire. Il padre della giovane disse: "Prendi un
boccone di pane per ristorarti; poi, ve ne andrete".
6Così sedettero tutti e due insieme e mangiarono
e bevvero. Poi il padre della giovane disse al marito: "Accetta
di passare qui la notte e il tuo cuore gioisca". 7Quell'uomo
si alzò per andarsene; ma il suocero fece tanta insistenza
che accettò di passare la notte in quel luogo. 8Il
quinto giorno egli si alzò di buon'ora per andarsene
e il padre della giovane gli disse: "Rinfràncati
prima". Così indugiarono fino al declinare del
giorno e mangiarono insieme. 9Quando quell'uomo si alzò
per andarsene con la sua concubina e con il suo servo, il
suocero, il padre della giovane, gli disse: "Ecco,
il giorno volge ora a sera; state qui questa notte; ormai
il giorno sta per finire; passa la notte qui e il tuo cuore
gioisca; domani vi metterete in viaggio di buon'ora e andrai
alla tua tenda".
10Ma
quell'uomo non volle passare la notte in quel luogo; si
alzò, partì e giunse di fronte a Iebus, cioè
Gerusalemme, con i suoi due asini sellati, con la sua concubina
e il servo.
11Quando
furono vicino a Iebus, il giorno era di molto calato e il
servo disse al suo padrone: "Vieni, deviamo il cammino
verso questa città dei Gebusei e passiamovi la notte".
12Il padrone gli rispose: "Non entreremo in una città
di stranieri, i cui abitanti non sono Israeliti, ma andremo
oltre, fino a Gàbaa". 13Aggiunse al suo servo:
"Vieni, raggiungiamo uno di quei luoghi e passeremo
la notte a Gàbaa o a Rama". 14Così passarono
oltre e continuarono il viaggio; il sole tramontava, quando
si trovarono di fianco a Gàbaa, che appartiene a
Beniamino. Deviarono in quella direzione per passare la
notte a Gàbaa. 15Il levita entrò e si fermò
sulla piazza della città; ma nessuno li accolse in
casa per passare la notte. 16Quand'ecco un vecchio che tornava
la sera dal lavoro nei campi; era un uomo delle montagne
di Efraim, che abitava come forestiero in Gàbaa,
mentre invece la gente del luogo era beniaminita. 17Alzati
gli occhi, vide quel viandante sulla piazza della città.
Il vecchio gli disse: "Dove vai e da dove vieni?".
18Quegli rispose: "Andiamo da Betlemme di Giuda fino
all'estremità delle montagne di Efraim. Io sono di
là ed ero andato a Betlemme di Giuda; ora mi reco
alla casa del Signore, ma nessuno mi accoglie sotto il suo
tetto. 19Eppure abbiamo paglia e foraggio per i nostri asini
e anche pane e vino per me, per la tua serva e per il giovane
che è con i tuoi servi; non ci manca nulla".
20Il vecchio gli disse: "La pace sia con te! Prendo
a mio carico quanto ti occorre; non devi passare la notte
sulla piazza". 21Così lo condusse in casa sua
e diede foraggio agli asini; i viandanti si lavarono i piedi,
poi mangiarono e bevvero. 22Mentre aprivano il cuore alla
gioia ecco gli uomini della città, gente iniqua,
circondarono la casa, bussando alla porta, e dissero al
vecchio padrone di casa: "Fa' uscire quell'uomo che
è entrato in casa tua, perché vogliamo abusare
di lui". 23Il padrone di casa uscì e disse loro:
"No, fratelli miei, non fate una cattiva azione; dal
momento che quest'uomo è venuto in casa mia, non
dovete commettere questa infamia! 24Ecco mia figlia che
è vergine, io ve la condurrò fuori, abusatene
e fatele quello che vi pare; ma non commettete contro quell'uomo
una simile infamia". 25Ma quegli uomini non vollero
ascoltarlo. Allora il levita afferrò la sua concubina
e la portò fuori da loro. Essi la presero e abusarono
di lei tutta la notte fino al mattino; la lasciarono andare
allo spuntar dell'alba. 26Quella donna sul far del mattino
venne a cadere all'ingresso della casa dell'uomo, presso
il quale stava il suo padrone e là restò finché
fu giorno chiaro. 27Il suo padrone si alzò alla mattina,
aprì la porta della casa e uscì per continuare
il suo viaggio; ecco la donna, la sua concubina, giaceva
distesa all'ingresso della casa, con le mani sulla soglia.
28Le disse: "Alzati, dobbiamo partire!". Ma non
ebbe risposta. Allora il marito la caricò sull'asino
e partì per tornare alla sua abitazione.
29Come
giunse a casa, si munì di un coltello, afferrò
la sua concubina e la tagliò, membro per membro,
in dodici pezzi; poi li spedì per tutto il territorio
d'Israele. 30Agli uomini che inviava ordinò: "Così
direte ad ogni uomo d'Israele: È forse mai accaduta
una cosa simile da quando gli Israeliti sono usciti dal
paese di Egitto fino ad oggi? Pensateci, consultatevi e
decidete!". Quanti vedevano, dicevano: "Non è
mai accaduta e non si è mai vista una cosa simile,
da quando gli Israeliti sono usciti dal paese d'Egitto fino
ad oggi!".
20
1Allora tutti gli Israeliti uscirono, da Dan fino a Bersabea
e al paese di Gàlaad, e il popolo si radunò
come un sol uomo dinanzi al Signore, a Mizpa. 2I capi di
tutto il popolo e tutte le tribù d'Israele si presentarono
all'assemblea del popolo di Dio, in numero di quattrocentomila
fanti, che maneggiavano la spada. 3I figli di Beniamino
vennero a sapere che gli Israeliti erano venuti a Mizpa.
Gli Israeliti dissero: "Parlate! Com'è avvenuta
questa scelleratezza?". 4Allora il levita, il marito
della donna che era stata uccisa, rispose: "Io ero
giunto con la mia concubina a Gàbaa di Beniamino
per passarvi la notte. 5Ma gli abitanti di Gàbaa
insorsero contro di me e circondarono di notte la casa dove
stavo; volevano uccidere me; quanto alla mia concubina le
usarono violenza fino al punto che ne morì. 6Io presi
la mia concubina, la feci a pezzi e li mandai per tutto
il territorio della nazione d'Israele, perché costoro
hanno commesso un delitto e un'infamia in Israele. 7Eccovi
qui tutti, Israeliti; consultatevi e decidete qui stesso".
8Tutto il popolo si alzò insieme gridando: "Nessuno
di noi tornerà alla tenda, nessuno di noi rientrerà
a casa. 9Ora ecco quanto faremo a Gàbaa: tireremo
a sorte 10e prenderemo in tutte le tribù d'Israele
dieci uomini su cento, cento su mille e mille su diecimila,
i quali andranno a cercare viveri per il popolo, per quelli
che andranno a punire Gàbaa di Beniamino, come merita
l'infamia che ha commessa in Israele".
11Così
tutti gli Israeliti si radunarono contro quella città,
uniti come un sol uomo.
12Le
tribù d'Israele mandarono uomini in tutta la tribù
di Beniamino a dire: "Quale delitto è stato
commesso in mezzo a voi? 13Dunque consegnateci quegli uomini
iniqui di Gàbaa, perché li uccidiamo e cancelliamo
il male da Israele". Ma i figli di Beniamino non vollero
ascoltare la voce dei loro fratelli, gli Israeliti.
14I
figli di Beniamino uscirono dalle loro città e si
radunarono a Gàbaa per combattere contro gli Israeliti.
15Si passarono in rassegna i figli di Beniamino usciti dalle
città: formavano un totale di ventiseimila uomini
che maneggiavano la spada, senza contare gli abitanti di
Gàbaa. 16Fra tutta questa gente c'erano settecento
uomini scelti, che erano ambidestri. Tutti costoro erano
capaci di colpire con la fionda un capello, senza fallire
il colpo.
17Si
fece pure la rassegna degli Israeliti, non compresi quelli
di Beniamino, ed erano quattrocentomila uomini in grado
di maneggiare la spada, tutti guerrieri. 18Gli Israeliti
si mossero, vennero a Betel e consultarono Dio, dicendo:
"Chi di noi andrà per primo a combattere contro
i figli di Beniamino?". Il Signore rispose: "Giuda
andrà per primo". 19Il mattino dopo, gli Israeliti
si mossero e si accamparono presso Gàbaa. 20Gli Israeliti
uscirono per combattere contro Beniamino e si disposero
in ordine di battaglia contro di loro, presso Gàbaa.
21Allora
i figli di Beniamino uscirono e in quel giorno sterminarono
ventiduemila Israeliti, 22ma il popolo, gli Israeliti, si
rinfrancarono e tornarono a schierarsi in battaglia dove
si erano schierati il primo giorno. 23Gli Israeliti andarono
a piangere davanti al Signore fino alla sera e consultarono
il Signore, dicendo: "Devo continuare a combattere
contro Beniamino mio fratello?". Il Signore rispose:
"Andate contro di loro". 24Gli Israeliti vennero
a battaglia con i figli di Beniamino una seconda volta.
25I Beniaminiti una seconda volta uscirono da Gàbaa
contro di loro e sterminarono altri diciottomila uomini
degli Israeliti, tutti atti a maneggiar la spada. 26Allora
tutti gli Israeliti e tutto il popolo andarono a Betel,
piansero e rimasero davanti al Signore e digiunarono quel
giorno fino alla sera e offrirono olocausti e sacrifici
di comunione davanti al Signore. 27Gli Israeliti consultarono
il Signore - l'arca dell'alleanza di Dio in quel tempo era
là 28e Pincas, figlio di Eleazaro, figlio di Aronne,
prestava servizio davanti a essa in quel tempo - e dissero:
"Devo continuare ancora a uscire in battaglia contro
Beniamino mio fratello o devo cessare?". Il Signore
rispose: "Andate, perché domani ve li metterò
nelle mani".
29Israele
tese quindi un agguato intorno a Gàbaa.
30Gli
Israeliti andarono il terzo giorno contro i figli di Beniamino
e si disposero a battaglia presso Gàbaa come le altre
volte. 31I figli di Beniamino fecero una sortita contro
il popolo, si lasciarono attirare lontano dalla città
e cominciarono a colpire e ad uccidere, come le altre volte,
alcuni del popolo d'Israele, lungo le strade che portano
a Betel e a Gàbaon, in aperta campagna: ne uccisero
circa trenta. 32Già i figli di Beniamino pensavano:
"Eccoli sconfitti davanti a noi come la prima volta".
Ma gli Israeliti dissero: "Fuggiamo e attiriamoli dalla
città sulle strade!". 33Tutti gli Israeliti
abbandonarono la loro posizione e si disposero a battaglia
a Baal-Tamar, mentre quelli di Israele che erano in agguato
sbucavano dal luogo dove si trovavano, a occidente di Gàbaa.
34Diecimila uomini scelti in tutto Israele giunsero davanti
a Gàbaa. Il combattimento fu aspro: quelli non si
accorgevano del disastro che stava per colpirli. 35Il Signore
sconfisse Beniamino davanti ad Israele; gli Israeliti uccisero
in quel giorno venticinquemila e cento uomini di Beniamino,
tutti atti a maneggiare la spada.
36I
figli di Beniamino si accorsero d'essere sconfitti. Gli
Israeliti avevano ceduto terreno a Beniamino, perché
confidavano nell'agguato che avevano teso presso Gàbaa.
37Quelli che stavano in agguato infatti si gettarono d'improvviso
contro Gàbaa e, fattavi irruzione, passarono a fil
di spada l'intera città. 38C'era un segnale convenuto
fra gli Israeliti e quelli dell'imboscata: questi dovevano
fare salire dalla città una colonna di fumo. 39Gli
Israeliti avevano dunque voltato le spalle nel combattimento
e gli uomini di Beniamino avevano cominciato a colpire e
uccidere circa trenta uomini d'Israele. Essi dicevano: "Ormai
essi sono sconfitti davanti a noi, come nella prima battaglia!".
40Ma quando il segnale, la colonna di fumo, cominciò
ad alzarsi dalla città, quelli di Beniamino si voltarono
indietro ed ecco tutta la città saliva in fiamme
verso il cielo. 41Allora gli Israeliti tornarono indietro
e gli uomini di Beniamino furono presi dal terrore, vedendo
il disastro piombare loro addosso. 42Voltarono le spalle
davanti agli Israeliti e presero la via del deserto; ma
i combattenti li incalzavano e quelli che venivano dalla
città piombavano in mezzo a loro massacrandoli. 43Circondarono
i Beniaminiti, li inseguirono senza tregua, li incalzarono
fino di fronte a Gàbaa dal lato di oriente. 44Caddero
dei Beniaminiti diciottomila uomini, tutti valorosi.
45I
superstiti voltarono le spalle e fuggirono verso il deserto,
in direzione della roccia di Rimmon e gli Israeliti ne rastrellarono
per le strade cinquemila, li incalzarono fino a Ghideom
e ne colpirono altri duemila. 46Così il numero totale
dei Beniaminiti, che caddero quel giorno, fu di venticinquemila,
atti a maneggiare la spada, tutta gente di valore. 47Seicento
uomini, che avevano voltato le spalle ed erano fuggiti verso
il deserto, raggiunsero la roccia di Rimmon, rimasero alla
roccia di Rimmon quattro mesi. 48Intanto gli Israeliti tornarono
contro i figli di Beniamino, passarono a fil di spada nella
città uomini e bestiame e quanto trovarono, e diedero
alle fiamme anche tutte le città che incontrarono.
La
lussuria ci rende preda facile del demonio e degli altri
nostri nemici spirituali. E la punizione è l’accecamento
quasi a voler mettere in rilievo che in particolare attraverso
gli occhi non mortificati si giunge al peccato di lussuria
e perciò in particolare essi sono puniti
Giudici
16,13 ss.
13Poi
Dalila disse a Sansone: "Ancora ti sei burlato di me
e mi hai detto menzogne; spiegami come ti si potrebbe legare".
Le rispose: "Se tu tessessi le sette trecce della mia
testa nell'ordito e le fissassi con il pettine del telaio,
io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque".
14Essa dunque lo fece addormentare, tessé le sette
trecce della sua testa nell'ordito e le fissò con
il pettine, poi gli gridò: "Sansone, i Filistei
ti sono addosso!". Ma egli si svegliò dal sonno
e strappò il pettine del telaio e l'ordito. 15Allora
essa gli disse: "Come puoi dirmi: Ti amo, mentre il
tuo cuore non è con me? Già tre volte ti sei
burlato di me e non mi hai spiegato da dove proviene la
tua forza così grande". 16Ora poiché
essa lo importunava ogni giorno con le sue parole e lo tormentava,
egli ne fu annoiato fino alla morte 17e le aprì tutto
il cuore e le disse: "Non è mai passato rasoio
sulla mia testa, perché sono un nazireo di Dio dal
seno di mia madre; se fossi rasato, la mia forza si ritirerebbe
da me, diventerei debole e sarei come un uomo qualunque".
18Allora Dalila vide che egli le aveva aperto tutto il cuore,
mandò a chiamare i capi dei Filistei e fece dir loro:
"Venite su questa volta, perché egli mi ha aperto
tutto il cuore". Allora i capi dei Filistei vennero
da lei e portarono con sé il denaro. 19Essa lo addormentò
sulle sue ginocchia, chiamò un uomo adatto e gli
fece radere le sette trecce del capo. Egli cominciò
a infiacchirsi e la sua forza si ritirò da lui. 20Allora
essa gli gridò: "Sansone, i Filistei ti sono
addosso!". Egli, svegliatosi dal sonno, pensò:
"Io ne uscirò come ogni altra volta e mi svincolerò".
Ma non sapeva che il Signore si era ritirato da lui. 21I
Filistei lo presero e gli cavarono gli occhi; lo fecero
scendere a Gaza e lo legarono con catene di rame. Egli dovette
girare la macina nella prigione.
Facilità
di cadere nel peccato impuro: anche i “santi” vi possono
precipitare divenendo perciò grandi peccatori e giungendo
a compiere azioni di grande malvagità. Si noti :
da uno sguardo, dal soffermarsi sull’oggetto visto si giunge
al peccato impuro: il castigo divino riguarderà in
certo modo anche il senso della vista: Davide “vedrà”
il suo nemico unirsi alle sue mogli o concubine.
2
Samuele 11,1 ss
1L'anno
dopo, al tempo in cui i re sogliono andare in guerra, Davide
mandò Ioab con i suoi servitori e con tutto Israele
a devastare il paese degli Ammoniti; posero l'assedio a
Rabbà mentre Davide rimaneva a Gerusalemme. 2Un tardo
pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare
sulla terrazza della reggia. Dall'alto di quella terrazza
egli vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto
bella di aspetto. 3Davide mandò a informarsi chi
fosse la donna. Gli fu detto: "È Betsabea figlia
di Eliàm, moglie di Uria l'Hittita". 4Allora
Davide mandò messaggeri a prenderla. Essa andò
da lui ed egli giacque con lei, che si era appena purificata
dalla immondezza. Poi essa tornò a casa.
5La
donna concepì e fece sapere a Davide: "Sono
incinta". 6Allora Davide mandò a dire a Ioab:
"Mandami Uria l'Hittita". Ioab mandò Uria
da Davide. 7Arrivato Uria, Davide gli chiese come stessero
Ioab e la truppa e come andasse la guerra. 8Poi Davide disse
a Uria: "Scendi a casa tua e làvati i piedi".
Uria uscì dalla reggia e gli fu mandata dietro una
portata della tavola del re. 9Ma Uria dormì alla
porta della reggia con tutti i servi del suo signore e non
scese a casa sua. 10La cosa fu riferita a Davide e gli fu
detto: "Uria non è sceso a casa sua". Allora
Davide disse a Uria: "Non vieni forse da un viaggio?
Perché dunque non sei sceso a casa tua?". 11Uria
rispose a Davide: "L'arca, Israele e Giuda abitano
sotto le tende, Ioab mio signore e la sua gente sono accampati
in aperta campagna e io dovrei entrare in casa mia per mangiare
e bere e per dormire con mia moglie? Per la tua vita e per
la vita della tua anima, io non farò tal cosa!".
12Davide disse ad Uria: "Rimani qui anche oggi e domani
ti lascerò partire". Così Uria rimase
a Gerusalemme quel giorno e il seguente. 13Davide lo invitò
a mangiare e a bere con sé e lo fece ubriacare; la
sera Uria uscì per andarsene a dormire sul suo giaciglio
con i servi del suo signore e non scese a casa sua.
14La
mattina dopo, Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela
mandò per mano di Uria. 15Nella lettera aveva scritto
così: "Ponete Uria in prima fila, dove più
ferve la mischia; poi ritiratevi da lui perché resti
colpito e muoia". 16Allora Ioab, che assediava la città,
pose Uria nel luogo dove sapeva che il nemico aveva uomini
valorosi. 17Gli uomini della città fecero una sortita
e attaccarono Ioab; parecchi della truppa e fra gli ufficiali
di Davide caddero, e perì anche Uria l'Hittita.
18Ioab
inviò un messaggero a Davide per fargli sapere tutte
le cose che erano avvenute nella battaglia 19e diede al
messaggero quest'ordine: "Quando avrai finito di raccontare
al re quanto è successo nella battaglia, 20se il
re andasse in collera e ti dicesse: Perché vi siete
avvicinati così alla città per dar battaglia?
Non sapevate che avrebbero tirato dall'alto delle mura?
21Chi ha ucciso Abimelech figlio di Ierub-Bàal? Non
fu forse una donna che gli gettò addosso un pezzo
di macina dalle mura, così che egli morì a
Tebez? Perché vi siete avvicinati così alle
mura? tu digli allora: Anche il tuo servo Uria l'Hittita
è morto". 22Il messaggero dunque partì
e, quando fu arrivato, riferì a Davide quanto Ioab
lo aveva incaricato di dire. Davide andò in collera
contro Ioab e disse al messaggero: "Perché vi
siete avvicinati così alla città per dare
battaglia? Non sapevate che avrebbero tirato dall'alto delle
mura? Chi ha ucciso Abimelech, figlio di Ierub-Bàal?
Non fu forse una donna che gli gettò addosso un pezzo
di macina dalle mura, così che egli morì a
Tebez? Perché vi siete avvicinati così alle
mura?". 23Il messaggero rispose a Davide: "Perché
i nemici avevano avuto vantaggio su di noi e avevano fatto
una sortita contro di noi nella campagna; ma noi fummo loro
addosso fino alla porta della città; 24allora gli
arcieri tirarono sulla tua gente dall'alto delle mura e
parecchi della gente del re perirono. Anche il tuo servo
Uria l'Hittita è morto". 25Allora Davide disse
al messaggero: "Riferirai a Ioab: Non ti affligga questa
cosa, perché la spada divora or qua or là;
rinforza l'attacco contro la città e distruggila.
E tu stesso fagli coraggio".
26La
moglie di Uria, saputo che Uria suo marito era morto, fece
il lamento per il suo signore. 27Passati i giorni del lutto,
Davide la mandò a prendere e l'accolse nella sua
casa. Essa diventò sua moglie e gli partorì
un figlio. Ma ciò che Davide aveva fatto era male
agli occhi del Signore.
12
1Il Signore mandò il profeta Natan a Davide e Natan
andò da lui e gli disse: "Vi erano due uomini
nella stessa città, uno ricco e l'altro povero. 2Il
ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero; 3ma
il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina
che egli aveva comprata e allevata; essa gli era cresciuta
in casa insieme con i figli, mangiando il pane di lui, bevendo
alla sua coppa e dormendo sul suo seno; era per lui come
una figlia. 4Un ospite di passaggio arrivò dall'uomo
ricco e questi, risparmiando di prendere dal suo bestiame
minuto e grosso, per preparare una vivanda al viaggiatore
che era capitato da lui portò via la pecora di quell'uomo
povero e ne preparò una vivanda per l'ospite venuto
da lui". 5Allora l'ira di Davide si scatenò
contro quell'uomo e disse a Natan: "Per la vita del
Signore, chi ha fatto questo merita la morte. 6Pagherà
quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una
tal cosa e non aver avuto pietà". 7Allora Natan
disse a Davide: "Tu sei quell'uomo! Così dice
il Signore, Dio d'Israele: Io ti ho unto re d'Israele e
ti ho liberato dalle mani di Saul, 8ti ho dato la casa del
tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo
padrone, ti ho dato la casa di Israele e di Giuda e, se
questo fosse troppo poco, io vi avrei aggiunto anche altro.
9Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore,
facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai
colpito di spada Uria l'Hittita, hai preso in moglie la
moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammoniti.
10Ebbene, la spada non si allontanerà mai dalla tua
casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in
moglie la moglie di Uria l'Hittita. 11Così dice il
Signore: Ecco io sto per suscitare contro di te la sventura
dalla tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto
i tuoi occhi per darle a un tuo parente stretto, che si
unirà a loro alla luce di questo sole; 12poiché
tu l'hai fatto in segreto, ma io farò questo davanti
a tutto Israele e alla luce del sole".
13Allora
Davide disse a Natan: "Ho peccato contro il Signore!".
Natan rispose a Davide: "Il Signore ha perdonato il
tuo peccato; tu non morirai. 14Tuttavia, poiché in
questa cosa tu hai insultato il Signore (l'insulto sia sui
nemici suoi), il figlio che ti è nato dovrà
morire". Natan tornò a casa.
15Il
Signore dunque colpì il bambino che la moglie di
Uria aveva partorito a Davide ed esso si ammalò gravemente.
16Davide allora fece suppliche a Dio per il bambino e digiunò
e rientrando passava la notte coricato per terra. 17Gli
anziani della sua casa insistevano presso di lui perché
si alzasse da terra; ma egli non volle e rifiutò
di prendere cibo con loro. 18Ora, il settimo giorno il bambino
morì e i ministri di Davide temevano di fargli sapere
che il bambino era morto, perché dicevano: "Ecco,
quando il bambino era ancora vivo, noi gli abbiamo parlato
e non ha ascoltato le nostre parole; come faremo ora a dirgli
che il bambino è morto? Farà qualche atto
insano!". 19Ma Davide si accorse che i suoi ministri
bisbigliavano fra di loro, comprese che il bambino era morto
e disse ai suoi ministri: "È morto il bambino?".
Quelli risposero: "È morto". 20Allora Davide
si alzò da terra, si lavò, si unse e cambiò
le vesti; poi andò nella casa del Signore e vi si
prostrò. Rientrato in casa, chiese che gli portassero
il cibo e mangiò. 21I suoi ministri gli dissero:
"Che fai? Per il bambino ancora vivo hai digiunato
e pianto e, ora che è morto, ti alzi e mangi!".
22Egli rispose: "Quando il bambino era ancora vivo,
digiunavo e piangevo, perché dicevo: Chi sa? Il Signore
avrà forse pietà di me e il bambino resterà
vivo. 23Ma ora che egli è morto, perché digiunare?
Posso io farlo ritornare? Io andrò da lui, ma lui
non ritornerà da me!".
24Poi
Davide consolò Betsabea sua moglie, entrò
da lei e le si unì: essa partorì un figlio,
che egli chiamò Salomone. 25Il Signore amò
Salomone e mandò il profeta Natan, che lo chiamò
Iedidià per ordine del Signore.
Pessima fine di un uomo che si lascia prendere dalla
lussuria: da giusto, sapiente e benedetto da Dio diventa
omicida, insipiente e punito dall’Onnipotente.
1
Re 11,1ss
1Ma
il re Salomone amò donne straniere, moabite, ammonite,
idumee, di Sidòne e hittite, 2appartenenti a popoli,
di cui aveva detto il Signore agli Israeliti: "Non
andate da loro ed essi non vengano da voi: perché
certo faranno deviare i vostri cuori dietro i loro dèi".
Salomone si legò a loro per amore. 3Aveva settecento
principesse per mogli e trecento concubine; le sue donne
gli pervertirono il cuore. 4Quando Salomone fu vecchio,
le sue donne l'attirarono verso dèi stranieri e il
suo cuore non restò più tutto con il Signore
suo Dio come il cuore di Davide suo padre. 5Salomone seguì
Astàrte, dea di quelli di Sidòne, e Milcom,
obbrobrio degli Ammoniti. 6Salomone commise quanto è
male agli occhi del Signore e non fu fedele al Signore come
lo era stato Davide suo padre.
7Salomone
costruì un'altura in onore di Camos, obbrobrio dei
Moabiti, sul monte che è di fronte a Gerusalemme,
e anche in onore di Milcom, obbrobrio degli Ammoniti. 8Allo
stesso modo fece per tutte le sue donne straniere, che offrivano
incenso e sacrifici ai loro dèi.
9Il
Signore, perciò, si sdegnò con Salomone, perché
aveva distolto il cuore dal Signore Dio d'Israele, che gli
era apparso due volte 10e gli aveva comandato di non seguire
altri dèi, ma Salomone non osservò quanto
gli aveva comandato il Signore. 11Allora disse a Salomone:
"Poiché ti sei comportato così e non
hai osservato la mia alleanza né i decreti che ti
avevo impartiti, ti strapperò via il regno e lo consegnerò
a un tuo suddito. 12Tuttavia non farò ciò
durante la tua vita per amore di Davide tuo padre; lo strapperò
dalla mano di tuo figlio. 13Ma non tutto il regno gli strapperò;
una tribù la darò a tuo figlio per amore di
Davide mio servo e per amore di Gerusalemme, città
da me eletta".
14Il
Signore suscitò contro Salomone un avversario, l'idumeo
Hadàd che era della stirpe regale di Edom. 15Dopo
la disfatta inflitta da Davide a Edom, quando Ioab capo
dell'esercito era andato a seppellire i cadaveri e aveva
ucciso tutti i maschi di Edom - 16Ioab e tutto Israele vi
si erano fermati sei mesi per sterminare tutti i maschi
di Edom - 17Hadàd con alcuni Idumei a servizio del
padre fuggì in Egitto. Allora Hadàd era giovinetto.
18Essi partirono da Madian e andarono in Paran; presero
con sé uomini di Paran e andarono in Egitto dal faraone,
che ospitò Hadàd, gli assicurò il mantenimento,
parlò con lui e gli assegnò terreni. 19Hadàd
trovò grazia agli occhi del faraone, che gli diede
in moglie una sua cognata, la sorella della regina Tafni.
20La sorella di Tafni gli partorì il figlio Ghenubàt,
che Tafni allevò nel palazzo del faraone. Ghenubàt
visse nella casa del faraone tra i figli del faraone. 21Quando
Hadàd seppe in Egitto che Davide si era addormentato
con i suoi padri e che era morto Ioab capo dell'esercito,
disse al faraone: "Lasciami partire; voglio andare
nel mio paese". 22Il faraone gli rispose: "Ti
manca forse qualcosa nella mia casa perché tu cerchi
di andare nel tuo paese?". Quegli soggiunse: "No!
ma, ti prego, lasciami andare". 25bEcco il male fatto
da Hadàd: fu nemico di Israele e regnò su
Edom.
23Dio
suscitò contro Salomone un altro avversario, Razòn
figlio di Eliada, che era fuggito da Hadad-Èzer re
di Zoba, suo signore. 24Egli adunò gente contro di
lui e divenne capo di una banda, quando Davide aveva massacrato
gli Aramei. Quindi egli prese Damasco, vi si stabilì
e ne divenne re. 25aFu avversario di Israele per tutta la
vita di Salomone.
26Anche
Geroboamo, figlio dell'efraimita Nebàt, di Zereda
- sua madre, una vedova, si chiamava Zerua -, mentre era
al servizio di Salomone, insorse contro il re. 27La causa
della sua ribellione al re fu la seguente: Salomone costruiva
il Millo e chiudeva la breccia apertasi nella città
di Davide suo padre; 28Geroboamo era un uomo di riguardo;
Salomone, visto come il giovane lavorava, lo nominò
sorvegliante di tutti gli operai della casa di Giuseppe.
29In quel tempo Geroboamo, uscito da Gerusalemme, incontrò
per strada il profeta Achia di Silo, che indossava un mantello
nuovo; erano loro due soli, in campagna. 30Achia afferrò
il mantello nuovo che indossava e lo lacerò in dodici
pezzi. 31Quindi disse a Geroboamo: "Prendine dieci
pezzi, poiché dice il Signore, Dio di Israele: Ecco
lacererò il regno dalla mano di Salomone e ne darò
a te dieci tribù. 32A lui rimarrà una tribù
a causa di Davide mio servo e a causa di Gerusalemme, città
da me scelta fra tutte le tribù di Israele. 33Ciò
avverrà perché egli mi ha abbandonato, si
è prostrato davanti ad Astàrte dea di quelli
di Sidòne, a Camos dio dei Moabiti, e a Milcom dio
degli Ammoniti, e non ha seguito le mie vie compiendo ciò
che è retto ai miei occhi, osservando i miei comandi
e i miei decreti, come aveva fatto Davide suo padre. 34Non
gli toglierò il regno di mano, perché l'ho
stabilito capo per tutti i giorni della sua vita a causa
di Davide, mio servo da me scelto, il quale ha osservato
i miei comandi e i miei decreti. 35Toglierò il regno
dalla mano di suo figlio e ne consegnerò a te dieci
tribù. 36A suo figlio lascerò una tribù
perché a causa di Davide mio servo ci sia sempre
una lampada dinanzi a me in Gerusalemme, città che
mi sono scelta per porvi il mio nome. 37Io prenderò
te e tu regnerai su quanto vorrai; sarai re di Israele.
38Se ascolterai quanto ti comanderò, se seguirai
le mie vie e farai quanto è giusto ai miei occhi
osservando i miei decreti e i miei comandi, come ha fatto
Davide mio servo, io sarò con te e ti edificherò
una casa stabile come l'ho edificata per Davide. Ti consegnerò
Israele; 39umilierò la discendenza di Davide per
questo motivo, ma non per sempre".
40Salomone
cercò di uccidere Geroboamo, il quale però
trovò rifugio in Egitto presso Sisach, re di quella
regione. Geroboamo rimase in Egitto fino alla morte di Salomone.
Aggiungo
qui di seguito il giudizio che Dio dà di Salomone
nel testo del Siracide 47, 12ss. per ribadire la verità
sulla vita di questo re, figlio di Davide, dapprima grande
e sapiente ma poi stolto e peccatore. Coloro che scioccamente
si sentono intangibili da questo peccato e magari disprezzano
coloro che spesso vi cadono traggano da questa storia una
grande lezione di umiltà, ricordando che di ogni
nostra vittoria sul peccato artefice principale è
il Signore.
Siracide
47, 12ss.
12Dopo
di lui sorse un figlio saggio,
che, in grazia sua, ebbe un vasto regno.
13Salomone regnò in tempo di pace,
Dio dispose che tutto fosse tranquillo all'intorno
perché costruisse una casa al suo nome
e preparasse un santuario perenne.
14Come fosti saggio nella giovinezza,
versando copiosa intelligenza come acqua d'un fiume!
15La tua scienza ricoprì la terra,
riempiendola di sentenze difficili.
16Il tuo nome giunse fino alle isole lontane;
fosti amato nella tua pace.
17Per i tuoi canti, i tuoi proverbi, le tue massime
e per le tue risposte ti ammirarono i popoli.
18Nel nome del Signore Dio,
che è chiamato Dio di Israele,
accumulasti l'oro quasi fosse stagno,
come il piombo rendesti abbondante l'argento.
19Ma accostasti i tuoi fianchi alle donne,
e ne fosti dominato nel corpo.
20Così deturpasti la tua gloria
e profanasti la tua discendenza,
sì da attirare l'ira divina sui tuoi figli
e sofferenze con la tua follia.
21Il regno fu diviso in due
e in Efraim si instaurò un potere ribelle
La lussuria giunge a far compiere le più nefaste
e obbrobriose azioni agli uomini .... ma nessu peccato resta
impunito ! Arriva prima o poi inesorabilmente la resa dei
conti con Dio e ... ( a volte, come in questo caso, tragica)
con gli uomini!
2
Samuele 13,1 ss
1Dopo
queste cose, accadde che, avendo Assalonne figlio di Davide,
una sorella molto bella, chiamata Tamàr, Amnòn
figlio di Davide si innamorò di lei. 2Amnòn
ne ebbe una tal passione, da cadere malato a causa di Tamàr
sua sorella; poiché essa era vergine pareva impossibile
ad Amnòn di poterle fare qualcosa. 3Ora Amnòn
aveva un amico, chiamato Ionadàb figlio di Simeà,
fratello di Davide e Ionadàb era un uomo molto astuto.
4Egli disse: "Perché, figlio del re, tu diventi
sempre più magro di giorno in giorno? Non me lo vuoi
dire?". Amnòn gli rispose: "Sono innamorato
di Tamàr, sorella di mio fratello Assalonne".
5Ionadàb gli disse: "Mettiti a letto e fingiti
malato; quando tuo padre verrà a vederti, gli dirai:
Permetti che mia sorella Tamàr venga a darmi da mangiare
e a preparare la vivanda sotto i miei occhi, così
che io veda; allora prenderò il cibo dalle sue mani".
6Amnòn
si mise a letto e si finse malato; quando il re lo venne
a vedere, Amnòn gli disse: "Permetti che mia
sorella Tamàr venga e faccia un paio di frittelle
sotto i miei occhi e allora prenderò il cibo dalle
sue mani". 7Allora Davide mandò a dire a Tamàr,
in casa: "Va' a casa di Amnòn tuo fratello e
prepara una vivanda per lui". 8Tamàr andò
a casa di Amnòn suo fratello, che giaceva a letto.
Essa prese farina stemperata, la impastò, ne fece
frittelle sotto i suoi occhi e le fece cuocere. 9Poi prese
la padella e versò le frittelle davanti a lui; ma
egli rifiutò di mangiare e disse: "Allontanate
tutti dalla mia presenza". Tutti uscirono. 10Allora
Amnòn disse a Tamàr: "Portami la vivanda
in camera e prenderò il cibo dalle tue mani".
Tamàr prese le frittelle che aveva fatte e le portò
in camera ad Amnòn suo fratello. 11Ma mentre gliele
dava da mangiare, egli l'afferrò e le disse: "Vieni,
unisciti a me, sorella mia". 12Essa gli rispose: "No,
fratello mio, non farmi violenza; questo non si fa in Israele;
non commettere questa infamia! 13Io dove andrei a portare
il mio disonore? Quanto a te, tu diverresti come un malfamato
in Israele. Parlane piuttosto al re, egli non mi rifiuterà
a te". 14Ma egli non volle ascoltarla: fu più
forte di lei e la violentò unendosi a lei. 15Poi
Amnòn concepì verso di lei un odio grandissimo:
l'odio verso di lei fu più grande dell'amore con
cui l'aveva prima amata. Le disse: 16"Alzati, vattene!".
Gli rispose: "O no! Questo torto che mi fai cacciandomi
è peggiore dell'altro che mi hai già fatto".
Ma egli non volle ascoltarla. 17Anzi, chiamato il giovane
che lo serviva, gli disse: "Cacciami fuori costei e
sprangale dietro il battente". 18Essa indossava una
tunica con le maniche, perché così vestivano,
da molto tempo, le figlie del re ancora vergini. Il servo
di Amnòn dunque la mise fuori e le sprangò
il battente dietro. 19Tamàr si sparse polvere sulla
testa, si stracciò la tunica dalle lunghe maniche
che aveva indosso, si mise le mani sulla testa e se ne andò
camminando e gridando. 20Assalonne suo fratello le disse:
"Forse Amnòn tuo fratello è stato con
te? Per ora taci, sorella mia; è tuo fratello; non
disperarti per questa cosa". Tamàr desolata
rimase in casa di Assalonne, suo fratello. 21Il re Davide
seppe tutte queste cose e ne fu molto irritato, ma non volle
urtare il figlio Amnòn, perché aveva per lui
molto affetto; era infatti il suo primogenito. 22Assalonne
non disse una parola ad Amnòn né in bene né
in male; odiava Amnòn perché aveva violato
Tamàr sua sorella.
23Due
anni dopo Assalonne, avendo i tosatori a Baal-Cazòr,
presso Èfraim, invitò tutti i figli del re.
24Andò dunque Assalonne dal re e disse: "Ecco
il tuo servo ha i tosatori presso di sé. Venga dunque
anche il re con i suoi ministri a casa del tuo servo!".
25Ma il re disse ad Assalonne: "No, figlio mio, non
si venga noi tutti, perché non ti siamo di peso".
Sebbene insistesse, il re non volle andare; ma gli diede
la sua benedizione. 26Allora Assalonne disse: "Se non
vuoi venire tu, permetti ad Amnòn mio fratello di
venire con noi". Il re gli rispose: "Perché
dovrebbe venire con te?". 27Ma Assalonne tanto insisté
che Davide lasciò andare con lui Amnòn e tutti
i figli del re. Assalonne fece un banchetto come un banchetto
da re. 28Ma Assalonne diede quest'ordine ai servi: "Badate,
quando Amnòn avrà il cuore riscaldato dal
vino e io vi dirò: Colpite Amnòn!, voi allora
uccidetelo e non abbiate paura. Non ve lo comando io? Fatevi
coraggio e comportatevi da forti!". 29I servi di Assalonne
fecero ad Amnòn come Assalonne aveva comandato. Allora
tutti i figli del re si alzarono, montarono ciascuno sul
suo mulo e fuggirono.
Una
norma di alta sapienza spirituale per essere casti: mortificare
la vista, evitare di guardare persone di altro sesso ( o
del nostro se abbiamo tendenze omosessuali) e particolarmente
evitare di riguardarle. Se la nostra vista non è
mortificata il demonio e gli altri nemici spirituali faranno
entrare nella nostra mente i più cattivi pensieri
e ci faranno cadere prima a livello interiore e poi, normalmente,
a livello esteriore.
Giobbe
31,1ss
1Avevo
stretto con gli occhi un patto
di non fissare neppure una vergine.
La Sapienza chiama a seguire le sue vie , ad essere
casti e sapienti e ad allontanarsi dalla lussuria con la
sua intrinseca insipienza. I lussuriosi sono malvagi e saranno
puniti. La straniera è certamente la donna (o anche
l’uomo) di facili costumi che ci attrae alla lussuria.
Proverbi
1,20ss
20La
Sapienza grida per le strade
nelle piazze fa udire la voce;
21dall'alto delle mura essa chiama,
pronunzia i suoi detti alle porte della città:
22"Fino a quando, o inesperti, amerete l'inesperienza
e i beffardi si compiaceranno delle loro beffe
e gli sciocchi avranno in odio la scienza?
23Volgetevi alle mie esortazioni:
ecco, io effonderò il mio spirito su di voi
e vi manifesterò le mie parole.
24Poiché vi ho chiamato e avete rifiutato,
ho steso la mano e nessuno ci ha fatto attenzione;
25avete trascurato ogni mio consiglio
e la mia esortazione non avete accolto;
26anch'io riderò delle vostre sventure,
mi farò beffe quando su di voi verrà la paura,
27quando come una tempesta vi piomberà addosso il
terrore,
quando la disgrazia vi raggiungerà come un uragano,
quando vi colpirà l'angoscia e la tribolazione.
28Allora mi invocheranno, ma io non risponderò,
mi cercheranno, ma non mi troveranno.
29Poiché hanno odiato la sapienza
e non hanno amato il timore del Signore;
30non hanno accettato il mio consiglio
e hanno disprezzato tutte le mie esortazioni;
31mangeranno il frutto della loro condotta
e si sazieranno dei risultati delle loro decisioni.
32Sì, lo sbandamento degli inesperti li ucciderà
e la spensieratezza degli sciocchi li farà perire;
ma chi ascolta me vivrà tranquillo
e sicuro dal timore del male".
1Figlio
mio, se tu accoglierai le mie parole
e custodirai in te i miei precetti,
2tendendo il tuo orecchio alla sapienza,
inclinando il tuo cuore alla prudenza,
3se appunto invocherai l'intelligenza
e chiamerai la saggezza,
4se la ricercherai come l'argento
e per essa scaverai come per i tesori,
5allora comprenderai il timore del Signore
e troverai la scienza di Dio,
6perché il Signore dà la sapienza,
dalla sua bocca esce scienza e prudenza.
7Egli riserva ai giusti la sua protezione,
è scudo a coloro che agiscono con rettitudine,
8vegliando sui sentieri della giustizia
e custodendo le vie dei suoi amici.
9Allora comprenderai l'equità e la giustizia,
e la rettitudine con tutte le vie del bene,
10perché la sapienza entrerà nel tuo cuore
e la scienza delizierà il tuo animo.
11La riflessione ti custodirà
e l'intelligenza veglierà su di te,
12per salvarti dalla via del male,
dall'uomo che parla di propositi perversi,
13da coloro che abbandonano i retti sentieri
per camminare nelle vie delle tenebre,
14che godono nel fare il male,
gioiscono dei loro propositi perversi;
15i cui sentieri sono tortuosi
e le cui strade sono oblique,
16per salvarti dalla donna straniera,
dalla forestiera che ha parole seducenti,
17che abbandona il compagno della sua giovinezza
e dimentica l'alleanza con il suo Dio.
18La sua casa conduce verso la morte
e verso il regno delle ombre i suoi sentieri.
19Quanti vanno da lei non fanno ritorno,
non raggiungono i sentieri della vita.
20Per questo tu camminerai sulla strada dei buoni
e ti atterrai ai sentieri dei giusti,
21perché gli uomini retti abiteranno nel paese
e gli integri vi resteranno,
22ma i malvagi saranno sterminati dalla terra,
gli infedeli ne saranno strappati.
Certo
è seducente la lussuria, come miele, dolce, appare
spesso il peccato e in particolare il peccato di lussuria,
ma conduce alla morte dell’anima e , se non ci si pente,
all’inferno. La vera sapienza ci tiene lontani dalla lussuria
e, se siamo sposati ci fa essere fedeli alla nostra consorte,
se siamo “sposati” al Signore mediante la promessa o il
voto di castità ci fa essere fedeli a Lui.
Proverbi
5,1 ss
1Figlio
mio, fa' attenzione alla mia sapienza
e porgi l'orecchio alla mia intelligenza,
2perché tu possa seguire le mie riflessioni
e le tue labbra custodiscano la scienza.
3Stillano miele le labbra di una straniera
e più viscida dell'olio è la sua bocca;
4ma ciò che segue è amaro come assenzio,
pungente come spada a doppio taglio.
5I suoi piedi scendono verso la morte,
i suoi passi conducono agli inferi.
6Per timore che tu guardi al sentiero della vita,
le sue vie volgono qua e là; essa non se ne cura.
7Ora, figlio mio, ascoltami
e non allontanarti dalle parole della mia bocca.
8Tieni lontano da lei il tuo cammino
e non avvicinarti alla porta della sua casa,
9per non mettere in balìa di altri il tuo vigore
e i tuoi anni in balìa di un uomo crudele,
10perché non si sazino dei tuoi beni gli estranei,
non finiscano le tue fatiche in casa di un forestiero
11e tu non gema sulla tua sorte,
quando verranno meno il tuo corpo e la tua carne,
12e dica: "Perché mai ho odiato la disciplina
e il mio cuore ha disprezzato la correzione?
13Non ho ascoltato la voce dei miei maestri,
non ho prestato orecchio a chi m'istruiva.
14Per poco non mi son trovato nel colmo dei mali
in mezzo alla folla e all'assemblea".
15Bevi l'acqua della tua cisterna
e quella che zampilla dal tuo pozzo,
16perché le tue sorgenti non scorrano al di fuori,
i tuoi ruscelli nelle pubbliche piazze,
17ma siano per te solo
e non per degli estranei insieme a te.
18Sia benedetta la tua sorgente;
trova gioia nella donna della tua giovinezza:
19cerva amabile, gazzella graziosa,
essa s'intrattenga con te;
le sue tenerezze ti inebrino sempre;
sii tu sempre invaghito del suo amore!
20Perché, figlio mio, invaghirti d'una straniera
e stringerti al petto di un'estranea?
21Poiché gli occhi del Signore osservano le vie dell'uomo
ed egli vede tutti i suoi sentieri.
22L'empio è preda delle sue iniquità,
è catturato con le funi del suo peccato.
23Egli morirà per mancanza di disciplina,
si perderà per la sua grande stoltezza.
Attrattiva
delle seduzioni contrarie alla castità e orrenda
fine cui conducono
Proverbi
7
Figlio
mio, custodisci le mie parole
e fa' tesoro dei miei precetti.
2Osserva i miei precetti e vivrai,
il mio insegnamento sia come la pupilla dei tuoi occhi.
3Lègali alle tue dita,
scrivili sulla tavola del tuo cuore.
4Di' alla sapienza: "Tu sei mia sorella",
e chiama amica l'intelligenza,
5perché ti preservi dalla donna forestiera,
dalla straniera che ha parole di lusinga.
6Mentre dalla finestra della mia casa
stavo osservando dietro le grate,
7ecco vidi fra gli inesperti,
scorsi fra i giovani un dissennato.
8Passava per la piazza, accanto all'angolo della straniera,
e s'incamminava verso la casa di lei,
9all'imbrunire, al declinare del giorno,
all'apparir della notte e del buio.
10Ecco farglisi incontro una donna,
in vesti di prostituta e la dissimulazione nel cuore.
11Essa è audace e insolente,
non sa tenere i piedi in casa sua.
12Ora è per la strada, ora per le piazze,
ad ogni angolo sta in agguato.
13Lo afferra, lo bacia
e con sfacciataggine gli dice:
14"Dovevo offrire sacrifici di comunione;
oggi ho sciolto i miei voti;
15per questo sono uscita incontro a te
per cercarti e ti ho trovato.
16Ho messo coperte soffici sul mio letto,
tela fine d'Egitto;
17ho profumato il mio giaciglio di mirra,
di aloè e di cinnamòmo.
18Vieni, inebriamoci d'amore fino al mattino,
godiamoci insieme amorosi piaceri,
19poiché mio marito non è in casa,
è partito per un lungo viaggio,
20ha portato con sé il sacchetto del denaro,
tornerà a casa il giorno del plenilunio".
21Lo lusinga con tante moine,
lo seduce con labbra lascive;
22egli incauto la segue,
come un bue va al macello;
come un cervo preso al laccio,
23finché una freccia non gli lacera il fegato;
come un uccello che si precipita nella rete
e non sa che è in pericolo la sua vita.
24Ora, figlio mio, ascoltami,
fa' attenzione alle parole della mia bocca.
25Il tuo cuore non si volga verso le sue vie,
non aggirarti per i suoi sentieri,
26perché molti ne ha fatti cadere trafitti
ed erano vigorose tutte le sue vittime.
27La sua casa è la strada per gli inferi,
che scende nelle camere della morte.
16Gli
empi invocano su di sé la morte
con gesti e con parole,
ritenendola amica si consumano per essa
e con essa concludono alleanza,
perché son degni di appartenerle.
La
falsa giustificazione dell’uomo o della donna lussuriosi,
specie se adulteri: non ho fatto niente di male
Proverbi
30,20
Tale
è la condotta della donna adultera:
mangia
e si pulisce la bocca
e
dice: «Non ho fatto niente di male!».
Ragionamenti dei depravati e loro orrenda fine.
Si noti che ciò di cui parlano gli empi e che indicano
come fiore della primavera, boccioli di rose sono eufemismi
per indicare le prede della loro lussuria, infatti poco
prima affermano, facciamo uso delle creature con ardore
giovanile
Sapienza 2
1Dicono fra loro sragionando:
"La nostra vita è breve e triste;
non c'è rimedio, quando l'uomo muore,
e non si conosce nessuno che liberi dagli inferi.
2Siamo nati per caso
e dopo saremo come se non fossimo stati.
È un fumo il soffio delle nostre narici,
il pensiero è una scintilla
nel palpito del nostro cuore.
3Una volta spentasi questa, il corpo diventerà cenere
e lo spirito si dissiperà come aria leggera.
4Il nostro nome sarà dimenticato con il tempo
e nessuno si ricorderà delle nostre opere.
La nostra vita passerà come le tracce di una nube,
si disperderà come nebbia
scacciata dai raggi del sole
e disciolta dal calore.
5La nostra esistenza è il passare di un'ombra
e non c'è ritorno alla nostra morte,
poiché il sigillo è posto e nessuno torna
indietro.
6Su, godiamoci i beni presenti,
facciamo uso delle creature con ardore giovanile!
7Inebriamoci di vino squisito e di profumi,
non lasciamoci sfuggire il fiore della primavera,
8coroniamoci di boccioli di rose prima che avvizziscano;
9nessuno di noi manchi alla nostra intemperanza.
Lasciamo dovunque i segni della nostra gioia
perché questo ci spetta, questa è la nostra
parte.
10Spadroneggiamo sul giusto povero,
non risparmiamo le vedove,
nessun riguardo per la canizie ricca d'anni del vecchio.
11La nostra forza sia regola della giustizia,
perché la debolezza risulta inutile.
12Tendiamo insidie al giusto, perché ci è
di imbarazzo
ed è contrario alle nostre azioni;
ci rimprovera le trasgressioni della legge
e ci rinfaccia le mancanze
contro l'educazione da noi ricevuta.
13Proclama di possedere la conoscenza di Dio
e si dichiara figlio del Signore.
14È diventato per noi una condanna dei nostri sentimenti;
ci è insopportabile solo al vederlo,
15perché la sua vita è diversa da quella degli
altri,
e del tutto diverse sono le sue strade.
16Moneta falsa siam da lui considerati,
schiva le nostre abitudini come immondezze.
Proclama beata la fine dei giusti
e si vanta di aver Dio per padre.
17Vediamo se le sue parole sono vere;
proviamo ciò che gli accadrà alla fine.
18Se il giusto è figlio di Dio, egli l'assisterà,
e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.
19Mettiamolo alla prova con insulti e tormenti,
per conoscere la mitezza del suo carattere
e saggiare la sua rassegnazione.
20Condanniamolo a una morte infame,
perché secondo le sue parole il soccorso gli verrà".
21La
pensano così, ma si sbagliano;
la loro malizia li ha accecati.
22Non conoscono i segreti di Dio;
non sperano salario per la santità
né credono alla ricompensa delle anime pure.
23Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità;
lo fece a immagine della propria natura.
24Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del
diavolo;
e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.
......
Conclusione del discorso iniziato: fine orrenda degli empi,
e in particolare dei libertini, degli immorali.
Sapienza 4
17Le folle vedranno la fine del saggio,
ma non capiranno ciò che Dio ha deciso a suo riguardo
né in vista di che cosa il Signore l'ha posto al
sicuro.
18Vedranno e disprezzeranno,
ma il Signore li deriderà.
19Infine diventeranno un cadavere spregevole,
oggetto di scherno fra i morti per sempre.
Dio infatti li precipiterà muti, a capofitto,
e li schianterà dalle fondamenta;
saranno del tutto rovinati,
si troveranno tra dolori
e il loro ricordo perirà.
20Si
presenteranno tremanti al rendiconto dei loro peccati;
le loro iniquità si alzeranno contro di essi
per accusarli.
5
1Allora il giusto starà con grande fiducia
di fronte a quanti lo hanno oppresso
e a quanti han disprezzato le sue sofferenze.
2Costoro vedendolo saran presi da terribile spavento,
saran presi da stupore per la sua salvezza inattesa.
3Pentiti, diranno fra di loro,
gemendo nello spirito tormentato:
4"Ecco colui che noi una volta abbiamo deriso
e che stolti abbiam preso a bersaglio del nostro scherno;
giudicammo la sua vita una pazzia
e la sua morte disonorevole.
5Perché ora è considerato tra i figli di Dio
e condivide la sorte dei santi?
6Abbiamo dunque deviato dal cammino della verità;
la luce della giustizia non è brillata per noi,
né mai per noi si è alzato il sole.
7Ci siamo saziati nelle vie del male e della perdizione;
abbiamo percorso deserti impraticabili,
ma non abbiamo conosciuto la via del Signore.
8Che cosa ci ha giovato la nostra superbia?
Che cosa ci ha portato la ricchezza con la spavalderia?
9Tutto questo è passato come ombra
e come notizia fugace,
10come una nave che solca l'onda agitata,
del cui passaggio non si può trovare traccia,
né scia della sua carena sui flutti;
11oppure come un uccello che vola per l'aria
e non si trova alcun segno della sua corsa,
poiché l'aria l