Castità
Prematrimoniale
Castità:
catechismo docet
di Roberto Lanzilli
tratto da "Il Timone" n. 18 Marzo/Aprile 2002
La
castità è la virtù morale che modera l'appetito sessuale
e si colloca all'interno della temperanza. Delle diverse
forme di castità (verginale, giovanile, coniugale e vedovile)
- tutti siamo chiamati alla castità - prenderemo in esame
quella relativa ai fidanzati, facendo riferimento al Catechismo
della Chiesa Cattolica. In esso tale virtù è trattata in
modo specifico, quando si parla del sesto Comandamento che
la Tradizione della Chiesa ha sempre considerato come comprensivo
della sessualità umana.
Al
paragrafo 2337 leggiamo: "La castità esprime la
raggiunta integrazione della sessualità nella persona e
conseguentemente l'unità interiore dell'uomo nel suo
essere corporeo e spirituale. La sessualità (...)
diventa personale e veramente umana allorché è integrata
nella relazione da persona a persona, nel dono reciproco,
totale e illimitato nel tempo, dell'uomo e della donna".
Essa implica "l'integrità della persona e l'integralità
del dono".
Perché
è indispensabile la castità?
In
quanto virtù, essa è un mezzo dato all'uomo per diventare
simile a Dio che è sommo bene. In che modo assume rilievo
la sessualità concernente in maniera particolare l'affettività,
la capacità di amare e di procreare?
Rispondiamo
così. Essendo l'uomo creato a immagine e somiglianza di
Dio - il Quale è amore esprimentesi nelle persone della
SS. Trinità in maniera totale e indissolubile -, è chiaro
che anche la sessualità umana deve manifestare tale sacralità
nella relazione tra l'uomo e la donna. Dove? Nel matrimonio.
Invero,
se la vocazione all'amore coniugale è vocazione al dono
di sé nel matrimonio, è necessario arrivare a possedere
se stessi (la cosiddetta integrità della persona) attraverso
la conoscenza di sé, la rinuncia e l'attesa per potersi
veramente donare. Inoltre, la totalità o integralità del
dono si realizza non solo nella dimensione corporale, ma
anche in quella temporale, cioè fino alla morte. Pertanto,
la castità non va intesa come un'attitudine repressiva della
volontà, quale potrebbe mostrarsi nella continenza fine
a se stessa. Al contrario è quella "energia spirituale"
(Familiaris Consortio, 33) che libera il dono dell'amore
ricevuto dall'egoismo dei sensi e dei sentimenti, più in
generale dal desiderio del piacere non subordinato alla
disposizione ad amare in tutte le circostanze, in vista
del dono di sé nel matrimonio, avendo sempre presente il
valore della persona ed il suo bene.
In
altri termini, il piacere non deve essere l'unico valore
e la base di ogni valutazione.
"L'obbedienza
ai divini comandamenti l'esercizio delle virtù morali e
la fedeltà alla preghiera" (CCC. n. 2340) sono
alcuni mezzi che la Chiesa ci consiglia in questo impegno
continuo del dominio di sé.
Glossario
Virtù.
Disposizione abituale e ferma a fare il bene.
Ci sono due specie di virtù: naturali e soprannaturali
Virtù naturali.
Si producono nell'uomo con la ripetizione dell'atto
sotto la guida della ragione naturale.
Virtù soprannaturali.
Ci vengono date direttamente da Dio e dispongono l'intelletto
e la volontà a seguire il dettame della ragione illuminata
dalla fede.
Temperanza.
Virtù cardinale che modera l'attrattiva dei piaceri
e rende capaci dì equilibrio nei beni creati.
Fornicazione.
Unione carnale tra un uomo e una donna liberi, al di
fuori del matrimonio.
Bibliografia:
Catechismo
della Chiesa Cattolica.
Karol
Wojtyla, Amore e responsabilità, Marietti,
Milano 1980.
Dionigi
Tettamanzi, Temi di morale fondamentale, Edizioni
OR, Milano 1975.
Gianni
Colombo - Mercedes De Carli Indri, Innamorarsi vuol dire...
Conversazioni con i giovani di oggi, Paoline, Milano
1992.
Vidor
Garcia Hoz, Educazione alla sessualità, Paoline,
Milano 19946.
La
Parola di Dio
"(...)
Ma all'inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina;
per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e i due
saranno una carne sola. Sicché non sono più due ma una sola
carne. L'uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto".
(Mc 10, 5-9).