Castità
Prematrimoniale
La
castità? Fa l'uomo più umano...
di Roberto Beretta
tratto da "Il Timone" n. 18 Marzo/Aprile 2002
Ha
creato il Punto Familia, un centro che a Torino si occupa
di formazione della famiglia. Vi passano 25.000 persone
ogni anno. I fatti parlano chiaro: la castità umanizza la
persona. Intervista a padre Giordano Muraro.
Padre
Giordano Muraro, che è un domenicano e insegna teologia
morale a Torino e all'Angelicum di Roma, per prima cosa
cita un confratello e illustre collega: Tommaso d'Aquino.
Per il grande della Summa la purezza era un effetto della
temperanza e - con una quarantina di altre qualità morali
- faceva da corteggio alle sette virtù teologali e cardinali.
Ma oggi?
Per
rispondere, padre Muraro non si appoggia soltanto alla dottrina:
nel 1964 ha fondato con suor Germana (la religiosa diventata
celebre anche per le ricette di cucina...) il Punto Familia,
una preziosa struttura per la formazione permanente della
famiglia che a Torino si è sempre segnalata per l'originalità
e la profondità delle proposte. Basti sapere che i suoi
50 professionisti offrono ben 15 corsi per ogni tipo di
esigenza: da quelli per fidanzati alla formazione dei giovani
sposi, dalla preparazione al parto ai corsi per suoceri
o per nonni... Risultato: 25 mila persone ogni anno passano
dal Punto, e a molte di esse 4 sacerdote presta la sua competenza.
Ma,
padre, lei ritiene realisticamente che - oggi - si possa
ancora proporre ai giovani l'ideale della purezza?
È
fuori dubbio che esiste una specie di congiura del silenzio
su questa virtù, che invece fa parte delle qualità che umanizzano
la persona.
Ciò
avviene per due motivi: prima di tutto perché è nata una
nuova concezione della sessualità, per cui l'idea tradizionale
della castità non è più sufficiente. Poi perché le persone
non sopportano più di essere limitate nei loro atti; mentre
seguire una norma interiore non è affatto una costrizione,
bensì un fatto di coerenza e fedeltà. Bisogna dunque ricostruire
il concetto di castità e di purezza.
In
che senso?
Una
volta si intendeva la sessualità solo come un
elemento utile alla procreazione, ma che portava in sé la
minaccia di un piacere disordinato, il quale poteva distogliere
la persona dalla costruzione armonica di sé. Oggi invece
le scienze umanisti - che ci aiutano a non intendere più
il sesso solo dal punto di vista del corpo; la sessualità
interessa tutta la persona, sia a livello fisico che psicologico
e affettivo che spirituale: l'uomo infatti porta la sua
originalità maschile o femminile addirittura nel rapporto
con Dio. È come nella Bibbia: nella quale non c'è mai la
parola "sesso", ma si punta sui concetto più globale
di uomo e di donna.
La
castità quindi deve estendere notevolmente il campo della
sua azione, deve regolare l'intera mascolinità e femminilità
e non solo gli aspetti fisici di un rapporto. Per esempio,
deve imparare a controllare anche le passioni emotive e
romantiche che spesso scoppiano tra ragazzi e li conducono
a relazioni passeggere e ad affetti senza continuità.
Qui
si recupera il "vecchio" tema dell'educazione
alla purezza.
Però
queste parole sono diventate in qualche modo inadeguate.
Lo stesso termine "sessualità" ormai è troppo
ambiguo. In effetti, parlando di purezza o di verginità,
c'è la tendenza a pensare che si tratti di caratteristiche
puramente esteriori, fisiche. Invece la purezza è una qualità
preziosa che ci permette di crescere in umanità, come uomini
e donne completi, sia personalmente che nella coppia. Se
la sessualità non è messa al servizio dell'amore, e prende
il sopravvento senza regole, non aiuta lo sviluppo di tutta
la persona.
In
tutte le religioni esiste il "tabù" della purezza
rituale, sembra quasi un elemento per restare separati dal
mondo, la paura di mischiarsi con la realtà.
Sì,
in tutte le religioni c'è sempre stata - la parola è grossa
- della diffidenza verso la sessualità o, al contrario,
si è caricato il sesso di un significato "divino".
Si è sempre oscillato tra una concezione molto alta, addirittura
sacrale della procreazione, oppure una visione caricata
di timori. Ma questo è avvenuto perché la sessualità ha
un potere che può diventare travolgente e quindi sconvolgere
tutta la persona, riducendo l'uomo solo alla dimensione
del piacere fisico e - alla fine - impoverendolo.
Anche
psicologicamente?
La
sessualità malintesa può creare forti scompensi e problemi,
generando disarmonie nella personalità. lo vedo tre pericoli
sempre incombenti. Primo: vivere la sessualità solo in funzione
del piacere; anche gli psicologi denunciano il pericolo
di rapporti slegati dall'affettività.
Secondo:
vivere gli affetti senza un progetto, anzi la stessa parola
"progetto" viene rifiutata; così si va avanti
giorno per giorno, oggi ti voglio bene e domani vedremo,
il "per sempre" fa paura.
Terzo:
c'è anche il pericolo - lo dicono le statistiche - di una
maschilità e femminilità slegata dalla fecondità; il figlio
non è più un dono in se stesso che arricchisce anche la
coppia, bensì un'incognita che può "rovinare"
la vita. Questi tre rischi oggi hanno assunto dimensioni
molto più importanti che una volta.
Che
consigli dà alle coppie con figli adolescenti e che vogliano
educarli alla purezza?
Il
primo è di essere sereni rispetto a questi argomenti.
Tante volte la sessualità rimane un oggetto misterioso tra
genitori e figli ed è un modo pessimo per arrivare a un
concetto modesto e sano del sesso. I ragazzi hanno diritto
a un'educazione sessuale e devono averla essenzialmente
nell'ambito della famiglia.
La
seconda condizione è trovare un linguaggio adatto, capire
quando e in che misura si può intervenire sui figli, per
svelare poco alla volta una realtà che, portando in sé forti
impulsi, viene spesso vissuta in modo caotico e tumultuoso
mentre invece è un dono di Dio. Il quale - si dice nella
Genesi - "maschio e femmina li creò" trovando
la cosa non solo buona, ma "molto buona".
Possiamo
dire che oggi la purezza è l'opposto della "trasgressione",
un ideale assai in voga tra i giovani?
Certo
le radici sono quelle del Sessantotto: io sono qualcuno
se mi oppongo a certe tradizioni di pensiero o di comportamento.
Ma oggi esiste una tentazione ancora più radicale e grave
del disobbedire alle regole: diventare noi stessi gli autori
delle norme morali.
La
Parola di Dio
"Quelli
infatti che vivono secondo la carne, pensano alle cose della
carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle
cose dello Spirito. Ma i desideri della carne portano alla
morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita
e alla pace". Infatti i desideri della carne sono in
rivolta perché non si sottomettono alla sua legge e neanche
lo potrebbero. Quelli che vivono secondo la carne non possono
piacere a Dio". (Rm 8. 5-8)