Castità
Consacrata
Il
celibato sacerdotale, segno della carità di Cristo
di
Madre Teresa di Calcutta
Leggiamo
nelle Scritture come Gesù venne a proclamare la Buona
Novella che Dio ci ama. Oggi lui vuole che noi siamo quell'Amore.
Gesù ha detto: “L'avete fatto a me ” (Mt 25,40).
Ero affamato, nudo, forestiero e abbandonato e mi avete
fatto queste cose. Io lo chiamo vangelo sulle cinque dita.
Tutti
sono chiamati ad amare Dio con tutto il cuore, l'anima,
l'intelligenza e le forze e, per amore di Dio, ad amare
il proprio prossimo. La notte prima della sua morte Gesù
ci ha dato due grandi doni: il dono di se stesso nell'Eucaristia
e il dono del sacerdozio per continuare la sua presenza
viva nell'Eucaristia.
Senza
sacerdoti non abbiamo Gesù.
Senza
sacerdoti non abbiamo l'assoluzione.
Senza
sacerdoti non possiamo ricevere la Santa Comunione.
Come il Padre ha preparato per suo Figlio una degna dimora
nel Seno Innamorato di una Vergine, cosi è opportuno
che un sacerdote si prepari a prendere il posto di Gesù,
il Figlio di Dio, scegliendo liberamente il celibato sacerdotale.
Il
matrimonio e la procreazione sono miracoli dell'amore di
Dio per mezzo dei quali uomini e donne diventano suoi collaboratori
nel portare una nuova vita al mondo. Gesù ha parlato
però chiaramente di qualcosa persino più grande
di questo quando ha detto che in cielo le persone non si
sposano né vengono date in matrimonio, ma vivono
come gli angeli nei cieli, e che ci sono alcuni che hanno
rinunciato al matrimonio per amore del Regno di Dio.
Il
celibato sacerdotale è il dono che prepara alla vita
nei cieli. Gesù chiama i suoi sacerdoti a essere
suoi collaboratori nella Chiesa, a riempire il cielo di
figli di Dio.
“
Un giorno due giovani si presentarono alla nostra casa e
mi diedero una grande somma di denaro per nutrire il Popolo,
perché a Calcutta, come sapete, noi sfamiamo ogni
giorno molti poveri. Chiesi loro dove avessero preso tutto
quel denaro, ed essi risposero: "Due giorni fa ci siamo
sposati e prima del matrimonio abbiamo deciso che non avremmo
acquistato gli abiti nuziali, che non avremmo dato un ricevimento
di nozze, ma che invece vi avremmo dato quel denaro per
sfamare i poveri". Era un gesto straordinario per degli
Indù di ceto sociale elevato. Domandai allora: "Perché
lo avete fatto?. Ed essi risposero: "Ci amavamo talmente
che volevamo dividere la gioia di questo amore con le persone
che voi servite" ”.
Per
me questa bellissima storia di due persone che si amano
rappresenta un segno vivo dell'unione di Gesù con
i suoi sacerdoti. Qui il sacrificio non consiste nel denaro
o in cose materiali, ma in un dono più alto e migliore,
quello del celibato sacerdotale. Il dono più grande
che una persona può offrire a Gesù il giorno
in cui diventa sacerdote è un cuore verginale, un
corpo verginale. Noi lo chiamiamo celibato sacerdotale.
E’ come l'amore verginale di Cristo per la sua Chiesa, che
i sacerdoti rappresentano. La Chiesa è il corpo di
Cristo, è la sposa di Cristo.
Il
celibato non è soltanto la nostra capacità
di dare, ma ancor più la nostra capacità di
accogliere il dono di Dio, la scelta di Dio. Meditate devotamente
sul fatto che Lui, il Creatore dell'Universo, ha tempo per
voi, Sue piccole creature.
Il
celibato sacerdotale crea un vuoto che ci permette di ricevere
l'altro dono meraviglioso che soltanto Gesù può
offrire e regalare, il dono dell'amore divino. In primo
luogo Gesù offre il prezioso dono di se stesso per
un'amicizia con lui personale e fedele che dura tutta la
vita, nella tenerezza e nell'amore. Nulla farà venire
meno la sua fedeltà. Lui rimane fedele.
Cari
collaboratori di Cristo, voi avete detto “Si” a Gesù
e lui vi ha presi in parola. La parola di Dio è divenuta
Gesù, il povero. Il vostro celibato sacerdotale è
il terribile vuoto che sperimentate. Dio non può
riempire ciò che è pieno. Può colmare
soltanto il vuoto; la grande povertà e il vostro
“ si ” segnano l'inizio dell'essere o del divenire vuoti.
Non si tratta tanto di quanto effettivamente “ abbiamo ”
da dare, ma di quanto siamo vuoti, in modo da poter ricevere
pienamente nella nostra vita e di far si che Lui viva la
sua vita in noi. Oggi lui vuole rivivere in voi la sua completa
sottomissione al Padre; consentitegli di farlo. Non importa
quello che provate, ma ciò che egli sente in voi.
Distogliete lo sguardo da voi stessi e rallegratevi di non
avere nulla, di non essere nulla, di non poter far nulla.
Ogni qualvolta questa vostra nullità vi spaventa,
fate un gran sorriso a Gesù. Questa è la povertà
di Gesù. Voi e io dobbiamo far si che lui viva in
noi e, attraverso di noi, nel mondo. Stringetevi alla Nostra
Signora, perché anche lei, prima di diventare piena
di grazia, piena di Gesù, ha dovuto attraversare
questo buio. “ Com'è possibile? ”, ha chiesto. Ma
nel momento in cui ha detto “ si ” ha sentito il bisogno
di affrettarsi e di portare Gesù a Giovanni e alla
sua famiglia. Continuate a donare Gesù alla gente
non con le parole, ma col vostro esempio, con il vostro
amore per lui, irradiando la sua santità e diffondendo
la sua fragranza di amore ovunque andate. Fate si che la
gioia di Gesù sia la vostra forza. Siate lieti e
in pace, accettate tutto ciò che lui vi dona, e accogliete
tutto ciò che lui prende con un gran sorriso. Voi
appartenete a lui; diteglielo: “lo sono tuo ”, e se fossi
tagliato a pezzi, ciascun pezzo non sarà altro che
tuo. Fate si che Gesù sia in voi vittima e sacerdote.
Scegliendo
liberamente il celibato sacerdotale, il sacerdote rinuncia
alla paternità terrena per accogliere la partecipazione
alla paternità di Dio.
Invece
di diventare padre di uno o più figli sulla terra,
egli adesso è in grado di amare tutti in Cristo.
SI, Gesù chiama il suo sacerdote a portare l'amore
tenero del Padre a tutti e a ciascun uomo. Per questo motivo
la gente lo chiama “ Padre ”.
Il
celibato sacerdotale non significa semplicemente non sposarsi.
non avere una famiglia. Rappresenta l’amore indiviso per
Cristo nella castità; nulla e nessuno mi separerà
dall'amore di Cristo. Non si tratta soltanto di una lista
di no, si tratta di amore. E’ libertà di amare e
di essere tutto per tutti gli uomini. Per questo abbiamo
bisogno della libertà, della povertà e della
semplicità di vita. Gesù avrebbe potuto avere
tutto, ma scelse di non avere nulla. Anche noi dobbiamo
scegliere di non avere e di non godere di certi lussi. Perché
meno abbiamo per noi stessi, più Gesù può
donarci, e più abbiamo per noi stessi, meno Gesù
può donarci. Quali sacerdoti, dovete essere capaci
di provare la gioia di questa libertà, di non aver
nulla, di non avere nessuno; allora potrete amare Cristo
con amore indiviso nella castità. Ecco perché
quando un sacerdote è completamente libero di amare
Cristo, l'opera che compie nell'obbedienza è il suo
amore per Cristo in azione. Il preziosissimo Sangue è
nelle sue mani, può spezzare il Pane di Vita e darlo
a quanti hanno fame di Dio.
Tutti
coloro che sono chiamati a seguire Gesù nel celibato
sacerdotale e a condividere il suo sacerdozio, preghino
e chiedano il coraggio di donare... “ di donare fino al
dolore”. Questa donazione rappresenta il vero amore in azione
e possiamo operarla soltanto quando siamo una cosa sola
con Lui, perché soltanto in lui, con lui e attraverso
di lui, Gesù potrà fare grandi cose, ancora
più grandi di quelle che ha già fatto.
Non
ci sono paragoni per la vocazione del sacerdote. E’ come
un sostituire Gesù sull'altare, nel confessionale
e in tutti gli altri sacramenti in cui egli usa il pronome
“ Io ”, come Gesù. Pensate come il sacerdote deve
essere una sola cosa con Gesù perché Lui lo
usi al suo posto, nel suo nome, per pronunciare le sue parole,
per compiere le sue azioni, per cancellare i peccati, per
trasformare il semplice pane e vino nel Pane di Vita del
suo Corpo e nel suo Sangue. Solo nel silenzio del suo cuore
egli può ascoltare la parola di Dio e dalla pienezza
del suo cuore può pronunciare queste parole: “Io
ti assolvo” e “Questo è il mio Corpo”. Come deve
essere pura la bocca del sacerdote e come deve essere puro
il suo cuore perché egli possa pronunciare le parole:
“ Questo è il mio Corpo” e trasformare il pane nel
Gesù vivente. Come devono essere pure le mani del
sacerdote, come deve essere completa l'identificazione con
le mani di Gesù, se in esse, quando egli alza quelle
mani, c'è il Preziosissimo Sangue di Gesù.
Un peccatore si viene a confessare oppresso dal peccato,
e quando lascia il confessionale è un peccatore senza
peccato. Quanto deve essere puro e sacro un sacerdote per
rimettere i peccati e pronunciare le parole: “ lo ti assolvo
”! Per me il sacerdozio è la sacralità, la
santità per cui Cristo è venuto sulla terra
e si è fatto uomo per vivere l'amore e la compassione
di suo Padre, e per cancellare il peccato. Abbiamo un meraviglioso
esempio di questo nell'esperienza della nostra gente.
“
La suora trovò un uomo e fece per lui tutto ciò
che l'amore può fare per un uomo chiuso in se stesso
per tanti anni. Per due giorni lui non parlò. Il
secondo giorno disse: “Lei ha portato Dio nella mia vita,
mi porti anche un Padre". Così la suora gli
portò un sacerdote e lui si confessò dopo
sessant'anni. Il giorno successivo mori ”.
Ecco
cos'è il sacerdote; il “vincolo di unione” tra l'uomo
e Dio, proprio come Gesù, per cancellare il peccato.
Dio entra nella vita dell'uomo, ma il perdono per i suoi
peccati deve avvenire attraverso il sacerdote per ristabilire
pienamente il rapporto con Dio.
E’
stato un miracolo di grazia quello che è avvenuto
nell'uomo che si era allontanato da Gesù per tanti
anni, e lui lo ha espresso in modo bellissimo: “ Lei ha
portato Dio nella mia vita... mi porti anche un Padre ”.
Quella relazione, quella misericordia, quella cancellazione
dei suoi peccati, gli sono venute grazie alle mani del sacerdote
e alle parole del sacerdote.
Il
sacerdote deve anche proclamare Cristo. E non può
proclarmarlo se il suo cuore non è pieno di Dio;
e Dio è amore. Ecco perché ha bisogno di ascoltare
la voce di Dio nel silenzio del suo cuore, perché
soltanto allora, dalla pienezza del suo cuore, egli può
pronunciare la parola di Dio.
Voi,
quali sacerdoti di Dio, siete i suoi strumenti vivi, e quindi
dovete sempre consentirgli di fare di voi esattamente ciò
che vuole per la gloria del Padre. Lo stesso Spirito vi
inviterà a vivere un'unione sempre più stretta
con Gesù, nel cuore, nella mente e nell'azione, affinché
tutto ciò che farete e direte sia per lui, con lui
e verso di lui. Ed egli è tutt'uno col Padre, così
voi dovete essere tutt'uno con Gesù. Come voi siete
stati sigillati col suo sacerdozio, cosi lui deve essere
colui che vive questo sacerdozio dentro di voi. Nulla e
nessuno deve separarvi da Gesù, cosi che possiate
dire con san Paolo: “ Non sono più io che vivo, ma
è Cristo che vive in me ”.
Cristo
si è fatto Pane di Vita per soddisfare la nostra
fame per il suo amore, e diventa affamato cosi che noi possiamo
soddisfare la sua fame per il nostro amore. Quando san Paolo
stava andando a distruggere i cristiani di Damasco, fu gettato
a terra e udì la voce: “ Saulo, Saulo, perché
mi perseguiti? ”. E Paolo chiese: “ Chi sei tu, Signore?
”. Cristo non ha menzionato i cristiani di Damasco: è
la stessa cosa. “ Quello che farai al più piccolo
dei miei fratelli l'hai fatto a me ”. Se nel mio nome tu
offri un bicchier d'acqua, lo hai dato a me. Se nel mio
nome ricevi un bambino, ricevi me. E ha fatto anche si che
questa fosse una condizione per cui al momento della morte
saremo giudicati su quello che siamo stati e su quel che
abbiamo fatto. Egli fa di se stesso l'affamato, l'ignudo,
il forestiero, l'ammalato, l'abbandonato, il rifiutato,
il reietto, e dice: “ Ero affamato e mi avete dato da mangiare
”. Non avevo fame solo di pane, avevo fame di amore. Ero
nudo non solo di un capo di vestiario, ma ero nudo dell'umana
dignità di un figlio di Dio. Ero un senzatetto bisognoso
non solo di una casa fatta di mattoni, ero forestiero, reietto,
abbandonato, senza amore, uno scarto della società,
e voi mi avete fatto questo. Gesù nell'Eucaristia
diventa Pane di Vita per soddisfare la nostra fame di Dio,
perché tutti siamo stati creati per amare e per essere
amati. E quel che Gesù vuole è molto chiaro,
perché come facciamo ad amare Dio? Dov'è Dio?
Dio è in ogni luogo. Come amiamo Dio? Perciò
ci offre la possibilità di fare agli altri quello
che vorrebbe noi facessimo a lui. Far diventare il suo amore
per lui un’azione viva. Per questo quindi ogni vocazione
sacerdotale non è semplicemente fare questo o quello;
un sacerdote è stato creato per essere totalmente
- corpo, mente, cuore, ogni fibra dei suo essere, ogni fibra
della sua anima - di Dio, perché Lui lo ha chiamato
per nome. Un sacerdote per Lui è molto prezioso,
un sacerdote è amato teneramente da Dio, da Gesù
che lo ha scelto perché sia il “secondo se stesso”
- E l'opera che è stata affidata al sacerdote è
soltanto un mezzo per mettere in azione viva il suo tenero
amore per Dio.
Quindi
il lavoro che egli compie è sacro. E questo impegno
deve sempre portare a Dio non soltanto se stesso, ma deve
essere in grado di condurre le anime a Dio. Ecco perché
Gesù ha detto: “Lasciate che vedano le vostre buone
opere e glorifichino il Padre”.
Voi
dovete essere la radiosità di Gesù stesso.
Il vostro sguardo deve essere il suo, le vostre parole le
sue. La gente non cerca i vostri talenti, ma Dio in voi.
Conducetela a Dio, mai verso voi stessi. Se non la conducete
a Dio significa che cercate voi stessi e la gente vi amerà
soltanto per voi, non perché le ricorderete Gesù.
Il vostro desiderio deve essere di “ offrire soltanto Gesù
” nel vostro ministero, piuttosto che voi stessi. Ricordate
che soltanto la vostra comunione con Gesù porta alla
comunicazione di Gesù. Come Gesù era strettamente
unito al Padre tanto da essere il suo splendore e la sua
immagine, cosi, con la vostra unione con Gesù, voi
diventate la sua radiosità, una trasparenza di Cristo,
affinché quelli che vi hanno visto in certo qual
modo avranno visto lui.
Per
poter essere veramente sacerdoti secondo il Cuore di Gesù
avete bisogno di pregare molto e di tanta penitenza. Un
sacerdote ha bisogno di unire il proprio sacrificio al sacrificio
di Cristo se vuole veramente essere una cosa sola con lui
sull'altare.
Quando
Sua Santità Paolo VI è morto ho ricevuto una
telefonata da Londra nella quale mi si chiedeva cosa pensavo
della morte del Santo Padre e io ho detto: “ Era santo,
era un padre amorevole. Amava molto i bambini e i poveri
e aveva un amore speciale per i Missionari della Carità.
E’ tornato alla casa di Dio e adesso noi possiamo pregarlo
”. Ciò che ho detto del Santo Padre era vero perché,
quando stava per morire, il Segretario celebrò la
Messa accanto al suo letto.
Lui
ebbe un attacco di cuore proprio al momento della consacrazione.
Collegate questo fatto a quanto egli aveva detto l'anno
precedente, quando qualcuno gli disse che stava soffrendo
troppo, che stava continuando la Passione di Cristo, che
stava soffrendo soprattutto per quello che accadeva al l'interno
della Chiesa, a causa di vescovi, sacerdoti e religiosi
che lasciavano la Chiesa. Il Santo Padre non si mise a discutere
o a spiegare, ma disse una frase breve e chiara: “ Sto soltanto
vivendo la mia Messa”.
Con
la vostra vita impregnata di Eucaristia, l'amore di Dio
in Gesù", nascosto dietro le umili sembianze
del pane e del vino, può essere vissuto in tutta
la sua grandezza e bellezza nei più piccoli eventi
della vita quotidiana. Dovete continuare la vostra Messa
oltre la sua celebrazione quotidiana durante la liturgia,
con la vostra fedeltà alle piccole cose che momento
per momento segnano la vostra vita. Come le gocce d'olio
che alimentano la lampada che brucia continuamente accanto
a Gesù vivo nel tabernacolo, la vostra vita deve
proseguire come un’estensione viva dell'Eucaristia che offrite.
Con questo Pane voi dovete essere spezzati per molti, con
questo calice la vostra vita deve essere versata. La carità
è amore in azione.
Oggi
molti sacerdoti sono sempre più impegnati in opere
sociali e nello sviluppo sociale trascurando le opere del
loro sacerdozio. Ma ci sono molte persone che si potrebbero
impegnare al loro posto in tanti settori.
In
un sacerdote, la gente ha bisogno di trovare un autentico
uomo del sacro che la conduca a Dio, che le porti Gesù.
Non
ha bisogno di un sacerdote che compia opere sociali. Molte
brave persone possono farlo mille volte meglio e non è
affatto giusto che noi ci appropriamo di attività
che altri possono svolgere in modo più efficace.
Nessuno
può compiere quell'opera sacerdotale che siete chiamati
ad assolvere; soltanto voi in quanto Suoi sacerdoti potete
farlo. Perciò non sostituite altri impegni, per quanto
belli possano essere, a quello del vostro sacerdozio. I
preti devono essere esclusivamente tali!
I
Padri Missionari della Carità, fondati nell'ottobre
del 1984, uniscono la grandezza e il potere del sacerdozio
al carisma loro proprio, e in tal modo la testimonianza
della verità del vangelo viene predicata ai poveri.
Penso
che molti, moltissimi sacerdoti siano chiamati, anche senza
comprenderlo, a donarsi totalmente al Signore. Si, il mondo
ha una grande necessità di Sacerdoti, Sacerdoti Santi,
del celibato sacerdotale, perché il mondo ha bisogno
di Cristo. Dubitare del valore dei sacerdozio di una persona
e del celibato sacerdotale di una persona nel mondo d'oggi
significa dubitare dell'autentico valore di Cristo e della
sua missione, perché essi sono una cosa sola. La
missione di Cristo è la nostra missione.
E’
inconcepibile che noi possiamo allontanarci da Dio Onnipotente
per chinarci verso una creatura per quanto buona possa essere.
Gesù non è l'unico che può colmarvi
fino all'orlo dell'amore di Dio? Non sorprende quindi che
le coppie sposate interpellino la Chiesa. Nella Chiesa cattolica
il divorzio non esiste e mai potrà esistere.
Perché
la Chiesa non può concedere il divorzio a due coniugi
e invece un prete può lasciare il suo sacerdozio?
Un sacerdote può ottenere una dispensa, ma nessuno
potrà mai privarlo del suo sacerdozio. Una volta
sacerdote, resta sacerdote per sempre. Anche all'inferno
egli rimane un sacerdote. La Chiesa tuttavia può
legittimamente e opportunamente privarlo dell'esercizio
dei suoi poteri sacerdotali.
Maria
Madre dei Sacerdoti
Contemplate la nostra Beata Signora, la Madre di Gesù
che sta ai piedi della Croce di suo Figlio, nostro unico
Sommo Sacerdote e accanto a Lei san Giovanni l'apostolo
e sacerdote prediletto. Gesù ha detto a Lei: “Donna,
ecco tuo figlio ” e a lui: “ Figlio, ecco tua madre ”.
Nessuno
avrebbe potuto essere miglior sacerdote della Vergine Madre
di Dio, perché lei potrebbe veramente dire senza
difficoltà: “ Questo è il mio Corpo... questo
è il mio Sangue ”, in quanto è stato realmente
il suo corpo e il suo sangue che lei ha donato a Gesù.
Eppure resta soltanto la Serva del Signore, cosicché
voi e io possiamo sempre guardare a lei come nostra Madre.
E lei è una di noi, - cosicché possiamo sempre
chiedere a lei, rivolgerci a lei ed essere una cosa sola
con lei.
Naturalmente
questo è il motivo per cui è stata lasciata
sulla terra, per fondare la Chiesa, per confermare il sacerdozio
degli Apostoli, per far loro da Madre finché la Chiesa,
la giovane Chiesa non fosse formata. Lei era lì.
Perché, come aveva aiutato Gesù a crescere,
così potesse aiutare a crescere anche la Chiesa degli
inizi. E’ stata lasciata sulla terra per molti anni dopo
che Gesù era asceso al cielo, perché fosse
lei a contribuire a plasmare la Chiesa. E’ lei che aiuta
a formare ogni sacerdote. Nessuno può rivolgersi
a Nostra Signora meglio di un sacerdote. Posso immaginare
che lei abbia avuto, e abbia ancora, un amore molto tenero
e anche una protezione speciale per ogni sacerdote, se solo
egli Le si rivolge.
Com'è
bello quindi vedere questa somiglianza con Maria! Noi abbiamo
bisogno di Lei! Preghiamola, affinché possa ottenere
per noi quel grande e splendido dono che è il celibato
sacerdotale, il segno della carità di Cristo. A questo
Dio vi chiama quando vi chiama per nome, se Lui vi ha scelti
per essere suoi veri sacerdoti, se ha deciso di abbracciarvi
con tenerezza e amore. Non abbiate paura, seguitelo.
Lei
vi aiuterà, vi guiderà, vi amerà, affinché
voi come sacerdoti possiate rendere la presenza di Gesù
sempre più reale nel mondo di oggi.
Mettete
la vostra mano in quella di Maria e chiedetele di condurvi
a Gesù. Quando Gesù è venuto nella
sua vita, lei si è affrettata a portarlo agli altri.
Voi, suoi sacerdoti, affrettatevi con lei a portare Gesù
agli altri. Ma ricordatevi: non potete dare ciò che
non avete. Per poter donare, avete bisogno di vivere l'unione
con Cristo, e lui è li, nel tabernacolo dove lo avete
posto. Fate il proposito, appena iniziate la giornata, di
fare di Gesù il centro della vostra vita. Durante
il giorno imparate a fare del vostro lavoro una preghiera:
lavoro con Gesù, lavoro per Gesù. State sempre
vicini a Maria.
Chiedetele
di donarvi il suo cuore così bello, cosi puro, così
immacolato, il suo cuore tanto pieno di amore e di umiltà,
affinché possiate ricevere Gesù e donarlo
agli altri nel Pane della Vita. Amate Gesù come lei
lo ha amato e servitelo nei dolorosi panni dei poveri, perché
leggiamo nella Bibbia che uno dei segni che Gesù
era il salvatore atteso era che il vangelo veniva predicato
ai poveri.
IL
CELIBATO ECCLESIASTICO |